Bologna, “Salento in Piazza”: Ampio successo di pubblico grazie all’eccellenza dei prodotti tipici

Bologna, “Salento in Piazza”: Ampio successo di pubblico grazie all’eccellenza dei prodotti tipici

“Salento in Piazza”, manifestazione organizzata a Bologna nei giorni scorsi e promossa dalla Provincia, dalla Camera di
Commercio e dall’Azienda di Promozione Turistica della provincia di Lecce, ha ottenuto un ampio successo di pubblico grazie all’eccellenza dei prodotti tipici proposti nelle degustazioni presso
Corte Isolani da parte dei produttori di nicchia e di qualità – riuniti sotto il marchio “Salento d’Amare” – che hanno proposto grandi vini quali il
Negroamaro ed il Primitivo, eccellente olio extravergine d’oliva dai sapori fruttato e leggero, vari condimenti a base di verdure, sott’oli, pesce azzurro, alici e crostacei, nonché
eccellenti produttori dolciari.

L’edizione 2010 della manifestazione, anche a Bologna dopo il successo registrato in altre città d’Italia, si è riconfermata un eccellente strumento di promozione integrata delle
risorse che identificano il Salento, siano esse paesaggistiche, culturali, artistiche, agroalimentari ed enogastronomiche e dell’artigianato locale.

Come affermato dall’Assessore al Turismo e agricoltura della Provincia di Lecce, dr. Francesco Pacella, ‘Oggi il Salento sta ottenendo successo per il suo mare, l’offerta culturale e la
ricchezza della sua enogastronomia. Attualmente l’Emilia-Romagna è il quinto cliente, in continua crescita, nelle presenze turistiche che sono per quasi il 90% italiane. A Bologna
abbiamo presentato sia le ns. proposte di pacchetti e di operatori turistici, sia i piccoli produttori enogastronomici.

La presenza del Salento a Bologna, oltre ad essere un’azione di marketing territoriale e in particolare di promozione turistica integrata realizzata da tre amministrazioni locali (APT di Lecce
ente strumentale della Regione Puglia, Provincia di Lecce e CCIAA di Lecce), è stata l’occasione per rafforzare il legame tra due territori che presentano diverse affinità. Oltre
alla numerosa comunità salentina che vive e lavora in questa terra, sono sempre di più gli emiliano-romagnoli che scelgono il Salento per le loro vacanze.

Una cena per promuovere i piatti salentini

La cena per operatori e stampa tenutasi a Bologna per ‘Salento in Piazza’, è stata curata in modo impeccabile dagli allievi dell’Istituto di Istruzione Superiore “Filippo Bottazzi”
di Casarano – Sede Ugento che hanno presentato il meglio del territorio attraverso una gastronomia di antica tradizione. Ecco qui i piatti proposti e le loro composizioni.

Gli antipasti

Sono entrati da pochi anni nella cucina salentina; sono pietanze ricavate da piatti preesistenti che venivano utilizzati come piatti freddi, secondi piatti o come contorni. Ora sono entrati
talmente nell’uso quotidiano che hanno acquisito una loro dignità come originali ed esclusivi “antipasti salentini”.

L’antipasto proposto è stata una carrellata di assaggi:

“Pitta di patate (patate bollite, passate, impastate prosciutto cotto, formaggio,uova e infornate con spolverata di pane grattugiato – Parmigiana di melanzane – Scapece di peperoni (peperoni
fritti e conditi con aceto capperi menta mollica di pane) – Fave e Cicorie (favesecche sgusciate cotte in recipiente di terracotta condite con olio di oliva accompagnate da cicoria selvatica
lessa. Cecamariti… una curiosità su tale nome: la tradizione contadina del nome sembra voler dire che la pietanza così buona inebriava il marito, al ritorno dal lavoro nei
campi, che eventuali “scappatelle” della moglie passavano in secondo piano.

I Primi Piatti

Ciceri e Tria (Ceci e Pasta)

Ciceri è il nome dialettale salentino dei ceci, un legume molto apprezzato da sempre nel Salento. Tale apprezzamento si traduce nell’abitudine di sposare questo legume con altri
ingredienti per preparare piatti sani e gustosi. Mentre i ceci sono in cottura si prepara la “lavana”, cioè la sfoglia utilizzata per la “tria”, termine di derivazione siculo-araba che
indica la pasta ottenuta tagliando la sfoglia in listarelle finissime con un coltello molto affilato. La tria così ottenuta viene lasciata ad asciugare un po’ su un fondo di legno
cosparso di farina.

Minchiareddhri

Anche questa è una pasta fatta in casa. L’abitudine di preparare la pasta fatta in casa ha origini molto antiche; a distanza di molti anni il modo di prepararla è rimasto uguale,
semplice ma necessita di buone abilità manuali. E’ una vera arte, che le giovani donne di un tempo ci tenevano ad apprendere.

Nel Salento la pasta preparata a mano ha forme variabili e nomi fantasiosi, secondo i differenti impieghi, gusti e consuetudini locali. I “minchiareddhri” sono dei maccheroni tozzi, lunghi 5-12
cm e del diametro di 5-6 mm. Per la preparazione di questi maccheroncini occorre disporre di una sottile asta di ferro, lunga una trentina di centimetri a sezione quadrata, che serve per forare
la pasta. Questo strumento, detto in dialetto “cavaturu”, doveva essere rigorosamente dritto, altrimenti il maccherone veniva storto, con grande disonore della cuoca. Un tempo era una cosa
molto seria, la prima regola che si insegnava alle fanciulle che, sotto gli occhi della madre, si esercitavano e guai… se i maccheroni venivano bucherellati o ingobbiti!

Il loro nome dialettale ha un particolare significato nel gergo contadino. La forma della pasta ha colpito l’immaginario popolare e per indicarne il formato i nostri contadini hanno usato un
nome “malizioso”, quello appunto di Minchiareddhri (parte genitale di un bimbo).

I Secondi Piatti

Polpo dello Ionio

Il polpo è da sempre un assiduo frequentatore delle tavole dei salentini. Caratteristica è la pesca del polpo: non è raro vedere nelle notti d’estate dei pescatori con
lampada e fiocina, oppure di giorno con fiocina e “cicaluru” attrezzo costituito da un’asta che porta all’estremità uno straccio bianco con il quale vengono attirati fuori dagli anfratti
rocciosi i polpi, che vengono velocemente e con notevole abilità arpionati. Ci sono molti modi per cuocere il polpo, prima però è bene intenerirlo scagliandolo con forza
sugli scogli e sciumarlo.

Gamberoni alla Menta

Anche i gamberoni sono molto usati nella cucina salentina. Per garantire la bontà di questo piatto è necessario disporre di materia prima di ottima qualità; la menta
conferisce particolare freschezza alla ricetta.

Pezzetti di Cavallo

I pezzetti di carne di cavallo “alla pignata” (piccolo centro a sud di Lecce) sono fra le pietanze più gustose e saporite di un tempo. Il suo trionfo, fino a qualche decennio fa, si
celebrava soprattutto nelle “puteche”, le osterie in cui più di ogni altra cosa parlavano gli odori che avvolgevano chi vi metteva piede.

L’elemento caratterizzante è il tegame usato per cuocere i pezzetti, cioè “la pignata”, una pentola di terracotta. La cittadina di Cutrofiano è la capitale riconosciuta
della terracotta. A febbraio, in pieno inverno, quando si accendono i falò per ricordare il terremoto che sconvolse il paese e che fu domato da Sant’Antonio, mangiare “pezzetti alla
pignata” insieme ai ceci abbrustoliti è d’obbligo.

Formaggi

Nel Salento grande tradizione e origini antiche hanno i prodotti caseari, soprattutto quelli a base di latte di pecora. Eccellenti per sapori e profumi i formaggi tipici: “Scamorza Affumicata”,
“Canestrato Speziato” e “Stracciatella”.

La degustazione dei Dolci

Tanti sono i dolci della cucina salentina.. quasi a sottolineare ed esaltare l’antichissimo concetto dell’ospitalità che caratterizza da sempre i salentini.

Torta Pasticciotto

Tra tutti i dolci salentini si distingue il “Pasticciotto”. Era il dolce delle famiglie aristocratiche salentine, che erano le sole a poterselo permettere in tempi in cui le ristrettezze
economiche ne impedivano la diffusione ai ceti meno abbienti. Nella versione più antica la pasta frolla veniva farcita con un ripieno a base di ricotta zuccherata. Successivamente si
usarono crema pasticciera e marmellata di pere.

Le famiglie di oggi lo usano nelle occasioni più varie, sia tristi che liete. Viene portato come omaggio negli inviti a pranzo, ma non manca nelle grosse “incartate”, offerte in
occasione di funerali nel “consulu”,( pranzo di consolazione offerto ai parenti dei defunti). Il dolce si è diffuso nelle pasticcerie in formato monoporzione, cioè il tipico
pasticciotto, che da almeno cent’anni non ha mai modificato il suo look.

I vini che hanno accompagnato la degustazione:

“Luna Normanna” (vino bianco con una gradazione alcolica dell’ 11%, vendemmia 2009) e “Fantasie del Vigneto” (vino rosato con una gradazione alcolica del 12%, vendemmia 2009)

“Corte delle Cicale”, un vino moscato bianco liquoroso con un contenuto alcolico del 13,5%, vendemmia 2008. Vini I.G.T. prodotti dalla società cooperativa “Unione Agricola di Melissano”.

Redazione Newsfood.com+WebTv

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