Freccia Rossa OK, Customer Care di Trenitalia da terzo mondo: mannaggia a me che ho deciso di usare il treno

Freccia Rossa OK, Customer Care di Trenitalia da terzo mondo: mannaggia a me che ho deciso di usare il treno

Sono tanti i chilometri che maciniamo in questi ultimi tempi.

Ogni giorno abbiamo inviti a fiere, manifestazioni, convegni e presentazioni di ogni tipo.

Cerchiamo di accontentare tutti ma ovviamente dobbiamo dare priorità agli eventi di maggiore interesse ed agli inviti dei nostri clienti.
Oggi non è certo facile fare quadrare i conti e si devono amministrare con oculatezza  sia le risorse economiche  che quelle più importanti, le risorse umane.

Mercoledì 20 ottobre siamo stati a Bologna, al Congresso/presentazione di Marca 2011.
Giovedì 21 a Torino, al Salone del Gusto alla serata di presentazione di Oscar Farinetti/Mirafiore/Fontanafredda.
Venerdì 22 sera  saremmo dovuti partire per TTG Incontri (dal 22 al 24 a Rimini)  invece di metterci in viaggio in auto, fare 400 chilometri e rientrare il sabato sera, abbiamo
optato per una “soluzione intelligente”….mannaggia a me ed a quando ho deciso di usare il treno.

Google, Trenitalia: partenza da Alessandria ore 07:45 arrivo a Rimini ore 12:45 , è troppo tardi.
 
Facciamo un’alzataccia e siamo in stazione alle 05:58. Il treno parte in orario, il riscaldamento è a manetta, il calore è torrido e siamo costretti ad aprire il finestrino.
Cambiamo a Voghera, i vagoni sono delle celle frigorifere ma a Fidenza il riscaldamento comincia a funzionare. Arriviamo  a Rimini alle 11,09 (solo 4 minuti di ritardo).
Una lunga coda agli sportelli ci dissuade dal fare i biglietti di ritorno.

La navetta di collegamento è appena partita ma c’è il Bus n° 9 che ci porta in 15 minuti in Fiera.
Tutto ok. Sala Stampa, un giro per gli stands, qualche intervista, qualche incontro con le solite facce conosciute. Alle 16.00 intervista con Antonio Dell’Aquilano, Responsabile Divisione Eventi
di TTg, e via in stazione per il rientro.
La navetta, a causa del traffico, ci impiega oltre 20′ ma alle 17.00 siamo in coda alla biglietteria.
Presto che il treno parte! Il bigliettaio con una gran calma:” …ma non ha visto che il treno porta un ritardo di 2 ore?”,
Ed allora come facciamo a rientrare? Non c’è modo di arrivare ad Alessandria in serata. Ma è possibile, passando per Milano, scendere a Voghera. E lì qualcuno ci verrà
a prelevare (sono 40 Km da Alessandria).
Arriviamo a Bologna ma lì non si sa se, e quando, parte il treno per Milano e quindi non riusciremmo a trovare la coincidenza per Voghera.
L’unica possibilità è prendere il Freccia Rossa, che è in partenza ma non abbiamo il tempo di fare il biglietto. Saliamo e cerchiamo il capotreno.
A lui non importa nulla se i treni sono in ritardo.
A lui non importa nulla se noi, e tanti altri, non possiamo rientrare.
A lui non importa nulla se ci sono tante persone che come noi non potranno tornare a casa  e dovranno pernottare fuori.
Il biglietto da Bologna a Milano sul Freccia Rossa, anche se si è in possesso di un biglietto ordinario, costa € 91 a testa.
Non siamo noi passeggeri che siamo responsabili dei ritardi e pertanto faremo valere i nostri diritti.
Il capotreno ci fa un verbale ma non vuole ascoltare e neppure segnare le nostre rimostranze e dichiarazioni in merito.

Anche questo ci suona come un ulteriore sorpruso, che un cittadino non si merita.

Nel frattempo non siamo riusciti a trovare chi sarebbe potuto venire a prenderci.

Abbiamo pernottato a Milano, ovviamente a nostre spese. Grazie Trenitalia.

La stessa storia raccontata su FaceBook da un addetto dell’Ufficio Stampa virtuale sarebbe leggermente diversa:

…tutto perfetto, tutto ok.
Purtroppo una serie di ritardi ha creato alcuni disagi ai malcapitati passeggeri.
L’Azienda “Treni-Isola-che-non-c’è” è prontamente intervenuta e, dopo aver offerto una tazza di brodo caldo, ha ospitato i passeggeri in diversi hotel di Rimini.
Alle ore 20,00 con un paio di pulmann gran turismo, i passeggeri sono stati  portati a cena e poi in una balera a ballare il liscio. Il giorno dopo, gli stessi hanno potuto lasciare Rimini
con le scuse dell’azienda ed un cestino con i prodotti tipici della Romagna, ovviamente offerto da “Trenitalia-isola che non c’è”

Noi siamo sopravvissuti alla disavventura, al prezzo di mal di fegato e qualche soldino.

Ma se fosse successo ad una mamma con i suoi bambini?
A qualche persona anziana o inferma?
A qualcuno non in grado di connettersi ad internet per essere aggiornato ed informarsi sugli orari, sulle eventuali alternative?

Per noi è stata una disavventura che  speriamo di non ripetere ma se pensiamo ai pendolari ed ai disagi che, tutti i giorni, sono costretti a subire, ci rendiamo conto che dopo tutto
siamo ancora dei fortunati.

Grazie ancora Trenitalia

Un giorno vi racconterò del verbale fatto ad una ragazza che scese  dal treno nella stazione precedente a quella di destinazione prevista sull’abbonamento mensile. Stranamente,
l’allora Ferrovie dello Stato  replicarono alla Racc. A.R. ma il regolamento interno fu prontamente cambiato.

Giuseppe Danielli
Newsfood.com

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