Bologna, nasce l’Associazione Sfogline

Bologna, nasce l’Associazione Sfogline

Tra cucina, arte ed abilità. Lavorare (“tirare) la sfoglia di pasta è un’operazione complicata, che unisce forza, manualità e delicatezza: servono numerose ore di lavoro di
qualità per ottenere un risultato finale di valore. Nel passato, il mestiere di tirare la sfoglia era diffuso, tramandato di padre in figlio, oggi il numero di praticanti è in
netta diminuzione.

Per rimediare alla situazione, a Bologna è nata l’Associazione delle sfogline, risultato dell’azione della Confcommercio Ascom della città emiliana e dell’Associazione
Panificatori bolognesi.

Obiettivo base è “Esaltare i vari aspetti della tradizione e della cultura del cibo del nostro territorio”, come ricorda Enrico Postaccini, presidente Ascom, che continua: “La sfoglia e
la pasta fresca sono simboli da promuovere con orgoglio non solo all’interno dei nostri confini nazionali, ma anche oltre, in Europa e nel resto del mondo. Proprio per questi motivi la forza
del gruppo di questa nuova associazione servirà a valorizzare con profonda passione la nostra enogastronomia”. Tali concetti sono condivisi dal Presidente dell’Associazione panificatori,
Francesco Mafaro: “La nostra tradizione è storicamente basata sui prodotti artigianali, e tra questi la pasta fresca è uno dei nostri fiori all’occhiello. Come categoria, inoltre,
siamo gli unici ad avere un contratto nazionale che garantisca i doverosi diritti del lavoratore anche alla figura della sfoglina”.

Tuttavia, la strada per la difesa dell’agroalimentare emiliano è lunga. Per percorrerla meglio, potrebbe così essere utile un istituto per tramanda ed insegnare le arti della
cucina.

Questa l’idea di Eros Palmirani, presidente della Federazione ristoranti Ascom: “Tortellini, lasagne e tagliatelle, veri punti di riferimento del territorio, si basano sulla pasta sfoglia fatta
a mano, e tutto questo è reso possibile grazie alla professionalità di tante sfogline che portano avanti questa cultura con grande dedizione. Sarebbe opportuno istituire una
scuola gratuita, con l’aiuto delle varie istituzioni del territorio, così che si potesse continuare a tramandare ancora nel tempo questa importante e prestigiosa figura”.

Matteo Clerici

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