Cappello da prete: la zucca emiliana va coi tortellini

Cappello da prete: la zucca emiliana va coi tortellini

Tutti conoscono i tortelli di zucca, punto d’eccellenza della cucina d’Emilia-Romagna. Pochi però sanno come tale piatto debba fama e successo alla zucca cappello da prete, incapace di
cogliere la fama del piatto completo.

Non è però sempre stato così. Una volta, la zucca cappello da prete era vista comune in un territorio che copriva le provincie di Mantova e Reggio, oltre ad alcune zone di
Parma. Tale ortaggio è presente in alcuni dipinti del 1600 prova ulteriore della sua presenza di lungo corso.

Esteriormente, la zucca cappello da prete è simile ad un turbante (da qui il nome), dotato di falda inferire più piccola e buccia grigio-verde e costoluta. L’interno è
invece di un giallo tendente all’arancione, con una polpa dolce, soda e con pochissima fibra.

Caratteristiche perfette per gnocchi e tortellini ma inutili per la competitività ad alti livelli. Dagli Anni ’50, la zucca cappello da prete ha subito la concorrenza di varietà
più facili da coltivare e più precoci, ed allora più appetibili per la grande distribuzione. Risultato, il numero di esemplari è drasticamente diminuito e quelli
sopravvissuti spesso mostrano i danni della scarsa varietà genetica.

Per impedire la scomparsa o la degenerazione totale, i produttori hanno costituito la comunità del cibo di produttori di zucca cappello da prete e meloni tradizionali, con a capo
l’Istituto Zanelli di Reggio Emilia. Oltre alla zucca in questione, la comunità difende la tradizione dei meloni rospo, ramparino e banana.

PER ULTERIORI INFORMAZIONI:

Istituto “Zanelli”: Reggio Emilia via Fratelli Rosselli 41. Tel 0522-280340; www.itazanelli.it

Matteo Clerici

ATTENZIONE: l’articolo qui riportato è frutto di ricerca ed elaborazione di notizie pubblicate sul web e/o pervenute. L’autore, la redazione e la proprietà, non
necessariamente avallano il pensiero e la validità di quanto pubblicato. Declinando ogni responsabilità su quanto riportato, invitano il lettore a una verifica, presso le fonti
accreditate e/o aventi titolo.

Leggi Anche
Scrivi un commento