Biella: ordine del giorno sulla sicurezza dei lavoratori

Biella – La giunta Scaramal ha approvato questa mattina un ordine del giorno sulla sicurezza dei lavoratori che nei prossimi giorni sarà inviata alla presidenza del Consiglio dei
Ministri.

Ordine del Giorno. Diritti e sicurezza dei lavoratori.

Schiavone Antonio, 36 anni, 6 dicembre 2007, Torino
Scola Roberto, 33 anni, 7 dicembre 2007, Torino
Laurino Angelo, 43 anni, 7 dicembre 2007, Torino
Santino Bruno, 26 anni, 7 dicembre 2007, Torino
Marzo Rocco, 54 anni, 16 dicembre 2007, Torino
sono i nomi più recenti delle oltre mille vittime del lavoro in Italia nell’anno in corso.

Un elenco di nomi, lungo e spaventoso, con a fianco una data, il giorno della loro morte sul lavoro, il luogo e in fondo una sola parola “basta!” sarebbe il modo più crudo, più
terribile e sgomento per dire che in un paese civile non deve esistere questo rischio, per ricordare che il valore della vita umana è incommensurabile, infinitamente superiore alla
produttività, al risultato, all’interesse, che la sicurezza sul luogo di lavoro deve essere garantita come principio e diritto.

Il Biellese stesso, che ben conosce i drammi della morte e delle mutilazioni che hanno segnato la sua lunga storia di terra di artigiani e di industrie, ha vissuto di recente la tragedia delle
Pettinatura Italiana e di Finelvo.

Oggi, come ieri, come purtroppo potrà accadere anche domani, le morti bianche, le mutilazioni, le invalidità continueranno. Occorre trovare rapida soluzione legislativa. Pur in
presenza di leggi adeguate, tra le quali l’ultima approvata, non si può attendere 8 mesi per l’emanazione delle deleghe.

Non si può assumere un atteggiamento fatalista: tutte le iniziative volte a contrastare questa immane tragedia devono essere messe in campo. I controlli degli organismi proposti,
l’aumento del numero degli ispettori oltre quelli già previsti, la certezza della pena compreso il carcere per chiunque non rispetti le norme vigenti.

Una nazione moderna e civile non può assistere a questo continuo stillicidio di morti annunciate, ci sono responsabilità individuali e collettive a cui nessuno può
sottrarsi: le imprese, le istituzioni locali e nazionali, le organizzazioni dei lavoratori, gli istituti preposti alla sicurezza.

Il diffondersi del lavoro nero e l’accentuarsi del precariato quale elemento prioritario dell’inserimento lavorativo creano le condizioni di sottovalutazione delle imprese sulla formazione
previste dalla Legge n. 626/1994, condizionano la disponibilità dei lavoratori a sottovalutare le tutele loro dovute sia organizzative che salariali.

La lotta al lavoro nero ed il contrasto agli eccessi di precariato sono gli obbiettivi prioritari che hanno possibilità di affermarsi anche a livello locale attraverso il coinvolgimento
di tutte le componenti sociali, economiche ed istituzionali del territorio. Nel Biellese esiste un importante protocollo di intesa nel settore edilizio che ha prodotto significativi risultati,
in particolare nella salvaguardia dei lavoratori e nella emersione del lavoro clandestino.

La Giunta Provinciale di Biella esprime indignazione per l’ennesimo tragico evento avvenuto alla Thyssenkrupp di Torino ed il più profondo cordoglio alle famiglie delle vittime di
quest’ultima immane tragedia e, nel ricordare tutte le altre vittime per infortunio e incidenti sul lavoro, chiede al Governo Italiano che venga data piena applicazione alle norme previste
dalla Legge 626, ed immediata attuazione alle norme della Legge 123, (testo unico della Sicurezza sul Lavoro) su tutto il territorio della Repubblica, si impegna ad attivare, con effetto
immediato, un Protocollo di intesa con tutte le Associazioni di categoria, le organizzazioni sindacali affinché nel territorio della Provincia di Biella tali norme vengano recepite,
sottoscritte e garantite.

Perché la persona, il lavoratore possa godere della dignità alla quale ha diritto.

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