Basterebbe un po’ di buonsenso e la volontà per fare una Nuova Italia

Basterebbe un po’ di buonsenso e la volontà per fare una Nuova Italia

Nota del Direttore
Comolli, (spero che queste mie note non mi facciano perdere un amico e un valido collaboratore…) anche se ne avrebbe tutte le capacità e le competenze per gestire situazioni complesse, non sarà mai un politico o uomo di governo, e nemmeno  un consulente tecnico/economico (almeno finchè non ci sarà una nuova presa della Bastiglia…)  perchè Giampietro non è un “Yes Sir” di chi sta nella stanza dei bottoni (sperando che sia ancora in Italia…).
Comolli ragiona come un dirigente d’impresa; dato per scontato che l’obiettivo sia quello di trovare soluzioni per uscire dalla crisi economica e dalla pandemia, farebbe quello che dovrebbe fare anche un buon padre di Famiglia, quando un gravissimo pericolo sta minacciando l’incolumità della Famiglia e della abitazione.

Ordine del giorno:
Riunione immediata di tutti i Famigliari, esposizione dei fatti e aggiornamento con gli ultimi particolari affinchè tutti siano al corrente dell’entità del pericolo imminente… (… un solo portavoce, affidabile e fidato).
Valutazione delle risorse, umane ed economiche, di ognuno… perchè ognuno deve fare la sua parte in proporzione alle sue disponibilità… sia economiche che umane. Ci accorgeremmo che le risorse sono tante e che non sarebbe difficile far tornare il sorriso a tutti i Famigliari.
Per salvare la grande quercia  ITALIA, la più bella e invidiata al mondo,  basterebbe salvare prima il tronco, poi i vari rami, fino ai ramoscelli… purtroppo da decenni si governa partendo dal “salvataggio e attenzione” dei ramoscelli dell’amico, del parente, di colui che porta voti…  Ramoscelli spesso secchi o improduttivi che succhiano solo linfa vitale alla pianta e la portano inesorabilmente alla morte.

Giuseppe Danielli
direttore Newsfood.com

Riflessioni leggendo quotidiani social e agenzie europei in questi giorni di chiusura in casa

Testo di Giampietro Comolli

Premessa doverosa: prima di tutto viene la salute dei cittadini, degli Italiani, quelli nati in questa penisola e anche quelli approdati, e fermatisi,  in fuga da paesi dove libertà, democrazia, rispetto per le persone, uomini donne e bambini sono una chimera, un sogno.

Tutti rispettosi dei doveri e dei diritti, in questo ordine; quindi ligi a rispettare tutte le leggi, quelle naturali e quelle dettate dalla politica o dalla giustizia.

Non sono un negazionista, né un sovranista, né uno sprovveduto. Ma cerco di usare il buonsenso e l’onestà verso tutti, non gli interessi di parte diretti e anche camuffati.  Perché seppur con qualche sbavatura, anche enorme, viviamo sempre in un BelPaese e un paese libero democratico.

Grazie immenso e imperituro ai nostri nonni e padri, a seconda della generazione, che effettivamente hanno lottato in prima linea rimettendoci spesso la vita e tante altre cose, non quelli che si sono nascosti e poi sono resuscitati nell’aprile 1945. Ma questa è una storia vecchia, ma è bene non perdere tutta la memoria storica, non solo parte. Quindi qualunque “misura” viene presa per tutelare la nostra salute è prioritaria.

 

Ma, ecco il ma.

Certo con prove tecniche in mano, con dichiarate responsabilità, con assistenze scientifiche che conoscano la realtà della strada e non solo corridoi della politica o di enti preposti un po’ vecchi o di cattedrali istituzionali nel deserto, con un commissario ad acta unico che risponda quotidianamente di scelte giuste e sbagliate…  la salute degli italiani viene realmente prima di tutto o è una lenzuolata per fare altro?

E’ anche plausibile che di fronte a una novità immensa si può sbagliare, si è cavalcato l’uomo non idoneo, a volte cambiare fantino in corsa può essere molto utile. E’ sbagliato cambiare leggi o fare leggi retroattive in corsa che cambiano totalmente la vita della persone. Anche qui: o i diritti acquisiti sono validi per tutti, o non si mettono in discussione solo alcuni in nome dell’utilità contingente.

E’ anche evidente che certe scelte imposte dall’alto, con il silenzio di chi è ancora più in Alto, che toccano il 100% degli italiani, non si fanno a suon di votazioni a maggioranza risicata e per voti di fiducia politica di parte in Parlamento.

Questo non è coinvolgere il Parlamento, questo è usare la propria maggioranza o la propria necessità di sopravvivenza o bisogno di reddito “mai visto” per prendere in autonomia presuntuosa decisioni o in imparziale e parziale deliberazione di organi legislativi della Repubblica italiana. Il tutto solo sulla carta e su una vecchia elezione, a fronte di una evidente “maggioranza del paese” mutata nel tempo, anche nell’arco di un anno che forse sarebbe proprio obbligatorio consultarla e ascoltarla.

Dando anche meschinamente atto che una apertura in Parlamento alla maggioranza espressa nel Paese (numero di sindaci, governatori, presidenti di enti….) potrebbe ampliare la responsabilità delle decisioni assunte. Troppo intelligente, direbbe qualcuno! E’ un autogol catastrofico, dichiarare preventivamente “l’andare a casa con ignominia” in caso  fallimento del Governo.

Vuol dire fare tanti danni in 5 anni. Non è il tempo di considerare e accettare che il fallimento politico di un governo sia una fase estemporanea senza colpe dirette e indirette e chi viene dopo erediterà solo “cacca”.

Agli italiani giudicare “ignominoso” nel 2025 o nel 2030 il proprio Governo (fra l’altro giuridicamente una colpa senza sanzione penale o civile), non gliene frega nulla. Anzi si sente infinitamente preso per i fondelli per l’ennesima volta e dall’ultimo arrivato alla tavola della spartizione pubblica e politica.

Gli italiani, evidentemente escludendo chi sta al governo e i 500-1000 parents “famigli”, chiedono che ai propri figli e nipoti non sia lasciato un fardello insopportabile che vorrà senz’altro dire prelievo notturno dai conti correnti bancari, azzerare i risparmi accantonati, portare via la casa di proprietà, non avere certezza di una occupazione sana onesta meritata e meritocratica, una sanità-salute ancora non in grado di far fronte a una emergenza.

 

Parliamo di emergenza: ma chi sta in Alto nelle istituzioni sanitarie nazionali, quelli nominati da Governi e Regioni, continua a credere che la sanità sia tenere aperto case per anziani abili o non autosufficienti, qualche clinica più o meno all’altezza a supporto o come alibi convenzionato del servizio pubblico, vecchi ospedali casermoni  per chirurgia e malattie ordinarie, includendo anche oncologia e traumatologia?

Ma qualche domanda e qualche viaggio istruttivo all’estero i mega-direttori ministeriali e i presidenti dei Consigli-Istituti lo hanno fatto, oltre che interpretare e regolamentare paginate di parole dell’OMS in consessi d’ufficio?

E’ di questi giorni l’approvazione del bilancio annuale dello Stato italiano per l’anno 2021 pari a circa 40 mld/euro di aggiustamento (fanno oltre 100 mld gli euro già impiegati con la pandemia oltre l’ordinaria amministrazione statale pubblica che non è stata minimamente toccata): sappiamo tutti che il 2021 potrà essere, almeno per il buonsenso, molto simile al 2020.

Perché non fare un bilancio o finanziaria almeno biennale per dare un segnale di visione? Estrapolo solo due numeri per non incavolarmi di più: mi limito al settore primario che in fase di disastro-paese diventa un punto di rinnovo e di ripartenza molto utile anche leggendo le bozze Pac-UE e le richieste del Recovery Fund-UE e al settore turismo-cultura che dovrebbe essere l’asset-Top-Strategico  del nostro paese per milioni di occupati, percentuale più alta di fallimenti e chiusure, un Pil annuo del 10-14% a seconda degli anni.

Alla agricoltura italiana si danno 400 mio/euro di supporto, quando l’agricoltura francese avrà più di 1 mld/euro. Al turismo-cultura 3,1 mld/euro contro i 4,2 alle pari opportunità, alla sanità-salute italiana 9,5 mld/euro contro i 19 della Germania e Francia quando ne servirebbero almeno 30 di mld facendo le dovute proporzioni e raffronti tanto cari al Governo su altri parametri: tutti hanno copiato l’Italia e hanno potuto far fronte alla pandemia in modo migliore.

Ma copiare ogni tanto chi è più bravo di noi? Lasciamo perdere slogan ed etichette di comodo quando non si vuol rispondere a valide opinioni differenti. Oggi, 2021-2022, bisogna essere governanti con gli attributi, ma con tanto buonsenso, trasparenza (basta leggi camuffate per qualche esponente) e saper scegliere asset-priorità per il bene del paese e non di singole corporazioni e certe formule consociative.

Il governo della Finlandia, e chiudo, in questi giorni ha fatto un bando mondiale offrendo il 100% dei servizi domestici con casa e trasporti, lauto stipendio a tempo determinato, per attrarre cervelli hi-tech (senza fare differenze fra giovani vecchi pensionati donne uomini purchè interessati a valutazioni di merito) che volessero trasferirsi con grandi prospettive, anche per costituire start-up di idee innovative. Slogan del bando: “abbiamo bisogno del talento”.

Secondo la stima questo bando dovrebbe creare 50.000 posti di lavoro solo nel 2021.  In poco tempo già 5000 domande sono pervenute a Helsinki, bando gestito da un business hub pubblico… come quei tanti nati in tanti comuni d’Italia anni fa come stimolo indispensabile, come i 2,1 mld/euro spesi per i centri per l’impiego e i 17 mld di euro previsti per i 550 sportelli regionali, come i precedenti uffici di collocamento pubblici regionali… ancora aperti!  Quale risultato c’è stato?

Ma si possono spendere soldi pubblici in modo più equo, più strategico, più di lungo periodo a favore di figli e nipoti  e molto meno settoriale, geografico, assistenziale, estemporaneo, immediato e … fra famigliari a caccia di voti?

 

Giampietro Comolli
Newsfood.com
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Giampietro Comolli

Giampietro Comolli
Economista Agronomo Enologo Giornalista
Libero Docente Distretti Produttivi-Turistici

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Editorialista Newsfood.com
Economia, Food&Beverage, Gusturismo
Curatore Rubrica Discovering in libertà
Curatore Rubrica Assaggi in libertà

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