Basta proclami e promesse campate in aria. Vogliamo un’altra Rivoluzione?

Basta proclami e promesse campate in aria. Vogliamo un’altra Rivoluzione?

 

Basta dichiarazioni di politicanti, servono più cose piccole e pratiche. Guardiamo al futuro delle generazioni giovani, delle Famiglie, non delle finanziarie

 

“Essere proiettati nel futuro” non vuol dire risolvere i problemi di oggi e di domani. Dichiarazione politica inutile come in tanti festival e convegni. La gente comune vuole decisioni piccole ma concrete e subito, anche contro interessi personali. Perchè la politica e i vertici mondiali cincischiano?  
Giampietro Comolli
Oramai non so più da quanti anni e mesi ripeto la stessa cosa in tutti e in tanti articoli che scrivo, e in interviste. Evidentemente non ho i canali giusti! Evidentemente non ho padrini e santi in paradiso! Evidentemente sbaglio canale in TV. (n.d.r. … oppure c’è chi ha orecchie ma non ha la volontà di ascoltare, visto che sono ormai tante le voci disperate che si levano verso chi tiene le leve del potere…).  Sto dicendo. Le scoperte e le grandi eclatanti affermazioni recenti di certi “soloni saccenti” mi lasciano perplesso, allibito, attonito, visto le posizioni di vertice e rilievo economico che hanno avuto dal 1990 al 2015 grazie alla politica e ai partiti di governo italiano in quel periodo. Periodo che ha visto una crescita libera e forte senza un bilanciamento civile nei primi 10 anni. Un ulteriore treno smisurato con la “bolla” del 2008-2009 senza alcun paracadute o rimedio che una politica attenta e misurata avrebbe dovuto avere e non succube delle banche e degli istituti di credito finanziario.
Un successivo crollo di investimenti e di credibilità politica e imprenditoriale dal 2011 al 2015 in cui la “sudditanza” verso l’austerity europea ha lasciato intatta la classe politica italiana e distrutto la piccola borghesia attiva produttiva commerciale nazionale oggi allo sbando senza risparmi e senza futuro.
Non credo che gli ultimi 30 anni di politica-economica italiana saranno ricordati o descritti con la stessa capacità e onestà degli anni 1950-1980.
30 anni difficilissimi fra crollo del boom economico, bombe, terrorismo, attentati. Salvo al 100%, e mi inchino, a quella politica del secolo scorso, con o senza la democrazia cristiana come partito di governo, rispetto alla realtà di oggi composta da incompetenti e furbetti, di ex prezzolati prestati alla politica, di faccendieri riciclati, di palazzinari senza scrupoli e inquinatori, di manager che non sanno neppure chiudere un gabinetto o un cantiere altrochè un bilancio d‘impresa.
Tutte persone che oggi si riempiono la bocca di parole come solidarietà sussidiarietà resilienza e quando avevano il potere in mano non hanno fatto nulla. Parla chi ha invece buttato al vento megagalattici stipendi per una etica-morale imprenditoriale civile e solidale.
Ma al di là delle scelte personali, non obbligatorie per nessuno,  fa male leggere e assistere ad articoli o comunicati stampa di “supporto” a certi ribaltoni. Non si può essere servitori di due padroni, si diceva.
Non si può sputare nel piatto dive si è mangiato goduto e accantonato per anni. bisognava essere puri e duri quando si era al comando, non dopo la liquidazione megagalattica.  Sono tanti i colletti bianchi in Italia, oggi, che presentano una altra faccia con 10-50-80 milioni di euro in Svizzera… dopo aver fatto fallire delle signore imprese…
Ebbene, ho sempre sperato, non creduto, che la catastrofe finanziaria del 2008-2009, la crisi non-salvata dai professori del 2011-2012 e oggi del Covid non fossero solo calamità più o meno diffuse a tutti e temporanee, ma fossero un monito, una campana, una bomba per risvegliare una società nazionale, europea mondiale adagiata sul rating, sullo spread, sulla finanza facile, sulle opa, sulle rendite anzicchè i redditi di lavoro.
Recentemente, ogni tanto, prendo una scossa elettrica positiva quando ascolto Ursula von der Leyen, sì la presidente UE.
Ma poi cado subito in catalessi, in trance, in sconforto perché i veti, i dubbi, i risvolti, i cambi stravolgono tutto.
La situazione disastrosa e i morti del Covid19, evidentemente, non hanno ancora svegliato le menti “geniali” dei grandi investitori e potenti del mondo. Forse stanno studiando una contromossa per carpire qualche risparmio e qualche sogno nel cassetto dei poveri cittadini borghesi comuni. Essere oggi borghesi è peggio che essere degli appestati: formichine da mungere, disillusi.
La UE parla ancora oggi, in piena seconda ondata Covid in attesa della terza bomba di febbraio 2021,  di una strategia 2020-2027 di sviluppo sostenibile.
Ma come con le paghette ai bambini? L’assistenzialismo passivo? La mancanza di una politica sanitaria europea? Il caos della unanimità delle decisioni con 27 paesi quando la scelta era stata decisa fra 6 soci?
La drammatica situazione sociale economica civile (!!) impone non lenzuolate o paradigmi sociali, rattoppi e rappezzi, chiusure di ristoranti e non parrucchieri, diatribe sull’età scolastica free e non free, mezze misure, o attacchi diretti a chi pone domande serie sui vaccini, la loro efficacia, la loro validità senza premi finanziari cospicui a chi arriva primo.
I paesi europei hanno già speso 10 mld/euro di prenotazione vaccini, giustamente, ma senza chiedere e avere prove di certificazione sanitarie e mediche. E’ questo che vogliamo? La ricetta senza conoscere ingredienti ed efficacia?
L’anno 2020, Covid o non Covid, è un anno di confine e frontiera e questo deve diventare una certezza per tutti: da Wall Street a Pechino, da Mosca a Bruxelles!
L’UE qualcosa ha capito, ma sembra di non contare un tubo fra veti e accordi bilaterali, fra incapacità di svolgere una funzione federale piuttosto che un accentramento unilaterale di potere burocratico. Bisogna realmente, non con slogan o dibattiti, avere il coraggio prima possibile di “generare” un nuovo modello di economia occidentale – almeno – fatta di liberismo, di socialismo, di aiuti, di certezze dei valori, di diritti e di doveri sul suolo Europeo! Ben al di là della condivisione o consociativismo.
Fin la chiesa cattolica – forse la voce più tradizionalista in occidente – dichiara che il cattolicesimo Costantiniano è finito e sta ripartendo un bisogno di fede più unitario e concreto e meno settoriale.
Ben vengano le discussioni eccellenti delle grandi università e riviste di business e ricerca, ma la gente ha bisogno di certezze sul lavoro, sulla casa, sui risparmi, sulla salute, sui figli. tutto qua! … il resto non conta nulla. Conta solo a 20.000 persone abitanti di questo pianeta su 8.000.000.000.
Non credo ci sia bisogno di commenti o di proporzioni. “uscire più forti e competitivi dal Covid” non serve a nulla, a niente, come dice qualcuno! “ il Covid deve essere uno sprone”, anche questa è pura teoria e illusione se non ci sono proposte concrete. Qualcuno dei potenti della Terra vuole farle? Noi peones attendiamo con ansia, ma non prendendoci per il “culo”. Non possiamo pretendere che a certi festival i governatori o ministri possano dare ricette risolutive perchè l’impegno è transnazionale e multiministeriale, ma un minimo di proposte sono sempre accettabili!
E’ allarmante leggere che certe idee del futuro dell’Europa sono da sempre nel Dna di persone fisiche e giuridiche che ci rappresentano, ma … averne ogni tanto una prova concreta reale applicata subito non sarebbe male per la fiducia nelle istituzioni, come speranza, come insegnamento per le nuove generazioni.
“Parlare di resilienza” non vuol dire fare, mettere in atto soluzioni, leggi, decreti, direttive, sanzioni, controlli… per chi non attua o non si comporta in linea con i dettami di sostenibilità, biodiversità, sostenibilità, sussidiarietà, tutela ambientale…
Per essere  concreto, diretto e cattivo: è stata scritta, approvata e deliberata una direttiva che, per esempio, impone che dal 2030 ( fra 10 anni) siano aboliti tutti i tram, pullman, corriere, autobus cittadini e pubblici inquinanti? Per esempio che esistano ospedali “ di comunità” invece che polichirurgici unici megagalattici da 1000 posti letti tutti insieme concentrati su 5-7 piani? Cose concrete, basta parole.
NOTA del direttore:
Oggi, 22 novembre 2020 –annus horribilis– in un Paese come l’Italia, i pensionati  con la minima di 570 Euro/mese sono tra i più fortunati: ogni mese (almeno per ora) hanno la certezza di poter mangiare…   la borghesia che lavora e produce, quella che ha costruito l’Italia dopo la guerra, rischia di essere cancellata ma, senza quella, anche chi gestisce il potere, con i generali e tutte le truppe dal soldo sicuro, secondo il mio modesto avviso, rischiano di  fare la fine dei nobili nel 1789 in Francia!  Giuseppe Danielli

Giampietro Comolli
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Giampietro Comolli

Giampietro Comolli
Economista Agronomo Enologo Giornalista
Libero Docente Distretti Produttivi-Turistici

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Editorialista Newsfood.com
Economia, Food&Beverage, Gusturismo
Curatore Rubrica Discovering in libertà
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