Aspartame: l’amaro silenzio (è sicuro o no?)

Aspartame: l’amaro silenzio  (è sicuro o no?)

Il 13 aprile scorso il TG2, ha comunicato che la Fondazione Europea Ramazzini presenterà i risultati del secondo studio sull’aspartame a New York, al Mount Sinai Medical School of Medicine, dove il direttore scientifico dottor Soffritti riceverà il Premio Selikoff per i suoi studi sull’aspartame:

… l’aspartame, un dolcificante artificiale ritenuto sicuro sulla base di studi condotti negli anni ’70 ma considerati sin dall’inizio inadeguati. Gli studi sperimentali condotti nei nostri laboratori hanno invece dimostrato che l’aspartame è un composto in grado di produrre vari tipi di tumore negli animali sperimentali. (www.ramazzini.it)

Tenuto conto della visibilità e dell’autorevolezza del medium che ha dato la notizia e della ormai vasta notorietà e diffusione di questo dolcificante, ci siamo precipitati sui motori di ricerca, certi di trovare, da un lato, i commenti allarmati di chi ha fatto della “tutela del consumatore” una ragione di vita e, dall’altro, di chi, istituzionalmente, dovrebbe sovraintendere alla salute pubblica. Risultato: un desolante silenzio (ma su ciò torneremo più oltre).

A questo punto abbiamo cercato di raccogliere direttamente qualche informazione.

Innanzitutto ci pare di poter dire che gli interlocutori della vicenda sono due: da una parte, come detto, l’Istituto Ramazzini, dall’altra l’Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA).

Chi sia l’EFSA e quali siano i suoi compiti, diamo per acquisito che i nostri lettori già lo sappiano (in caso contrario : https://www.efsa.europa.eu/it/aboutefsa.htm)

Per quanto riguarda l’Istituto Ramazzini:

“L’ISTITUTO NAZIONALE PER LO STUDIO E IL CONTROLLO DEI TUMORI E DELLE MALATTIE AMBIENTALI “B. RAMAZZINI” è un’istituzione no-profit orientata alla difesa della salute e dell’ambiente e delle sue risorse. Promuovendo una strategia di ricerca e di controllo sul cancro e le altre malattie ambientali, l’Istituto si è fatto sostenitore di uno dei maggiori progetti integrati di prevenzione oggi esistenti nella lotta contro i tumori.

Costituito nel 1987,
l’Istituto Ramazzini è una cooperativa sociale (ONLUS) con oltre 17.000 soci.
Nel 1992 l’Istituto Ramazzini ha dato vita alla Fondazione Europea di Oncologia e Scienze Ambientali “B. Ramazzini”, la quale è impegnata in progetti che riguardano la ricerca oncologica sperimentale, la ricerca epidemiologica e l’assistenza ai pazienti con tumore in fase progressiva.

L’Istituto Ramazzini e la Fondazione Ramazzini si avvalgono della collaborazione del Collegium Ramazzini (www.collegiumramazzini.org), un consesso Accademico Internazionale di 180 membri scelti fra i maggiori esperti su tumori e sulle malattie ambientali, con sede a New York.”

Per capire come è nata la vicenda attingiamo alle pagine che l’EFSA ha dedicato alle F.A.Q. sull’argomento:

“Nel luglio 2005 la Fondazione europea Ramazzini di Bologna (Italia) ha reso noto un ampio studio condotto sull’aspartame tra il 1997 e il 1999 sui ratti (studio condotto su tutta la durata della vita). Sulla base dei risultati di tale studio, gli scienziati della Fondazione hanno indicato che l’aspartame può causare il cancro e che il suo impiego a scopi alimentari dovrebbe essere ridiscusso. L’EFSA ha preso sul serio i risultati e ha esortato la Fondazione europea Ramazzini a mettere a disposizione tutto il materiale in modo che il gruppo di esperti AFC
dell’Autorità alimentare potesse condurre una revisione del rischio di tale sostanza.

L’EFSA ha dato subito inizio alla valutazione dei nuovi risultati e ha richiesto ulteriori dati, non resi noti, necessari per il proprio lavoro di revisione, dopo averne discusso con la Fondazione nel giugno 2005. La relazione sullo studio è stata consegnata all’EFSA nel dicembre 2005 e dati aggiuntivi nell’aprile del 2006. Nel condurre la valutazione del rischio, il gruppo degli esperti scientifici dell’EFSA ha considerato anche i precedenti dati disponibili sulla sicurezza dell’aspartame. Il gruppo di esperti AFC ha adottato un parere scientifico il 3 maggio 2006, pubblicato sul sito web dell’Autorità.

Il gruppo di esperti scientifici ha concluso che, sulla base dei dati attualmente disponibili relativi allo studio della Fondazione europea Ramazzini, altri studi recenti e valutazioni precedenti, non sussiste alcuna necessità di rivedere ulteriormente il precedente parere scientifico sulla sicurezza dell’aspartame, né di correggere la dose giornaliera accettabile DGA precedentemente stabilita per l’aspartame di 40 mg/kg di peso corporeo.

Il gruppo mette in evidenza, tuttavia, la necessità di analisi di un risultato dello studio.

Ciò riguarda la ridotta incidenza di tumori maligni nei nervi periferici riportati per gli animali nutriti con aspartame. Sebbene il numero di tumori sia molto basso, la loro diagnosi non è certa e non è stata individuata nessuna chiara relazione con il dosaggio dell’aspartame. Il gruppo AFC ha pertanto indicato che tale risultato può solo essere valutato da una revisione indipendente tra pari dei tessuti interessati.”

Tornando a citare dal sito Ramazzini:
“Il secondo studio sull’aspartame della Fondazione Ramazzini (FER) conferma la cancerogenicità dell’aspartame.
Nel 2005, la Fondazione Europea Ramazzini ha pubblicato importanti dati sperimentali che dimostravano la cancerogenicità dell’aspartame. Venne dimostrato per la prima volta che l’aspartame è un agente cancerogeno in grado di indurre vari tipi di tumori maligni, anche a dosi tutt’oggi ammesse per l’alimentazione umana.”

Questa, in sintesi, la situazione ad oggi: una volta che i nuovi dati della FER saranno disponibili, forse l’EFSA (e, magari, qualcun altro) tornerà sull’argomento e, forse, ne sapremo di più.

Quello che, per ora, ci interessa commentare è ciò che abbiamo chiamato il “desolante silenzio”.

Cosa avranno pensato i consumatori, dopo aver ascoltato la notizia?

La Fondazione Ramazzini ha aperto con i visitatori del suo sito una finestra di dialogo, nella quale è possibile lasciare un commento. Citiamo due interventi, che bene riassumono il problema:

“La posizione scientifica del Vostro istituto a questo punto ci pone di fronte ad un bivio: Istituto Ramazzini oppure EFSA. Sembra proprio che sull’aspartame “tertium non datur”: uno dei due Enti non sta lavorando bene. In entrambi i casi, e per diversi motivi, ci sarebbe da preoccuparsi.”

“Ieri ho visto il servizio sul TG2 e mi aspettavo un boom di articoli e commenti sui media di oggi. Invece c’è il vuoto assoluto, nessuna notizia, nessun commento. Com’è possibile? ”

Anche noi ce lo domandiamo: dove sono finiti i professionisti del “principio di precauzione”, così spesso citato a (s)proposito? E dove i paladini del “diritto dei consumatori ad essere informati” ?

(Se però qualcosa ci fosse sfuggita, saremo ben lieti di essere smentiti.)

Nel frattempo, per chi vuole approfondire:

 

Q&A about aspartame

https://www.eufic.org/en/home/404

 

Aspartame controversy

https://en.wikipedia.org/wiki/Aspartame_controversy

Aspartame

https://it.wikipedia.org/wiki/Aspartame

 

Dott. Alfredo Clerici
Tecnologo Alimentare

Newsfood.com

Leggi Anche
Scrivi un commento