Ancora sull’etichettatura del glutine

Ancora sull’etichettatura del glutine

By Redazione

Il 23 gennaio scorso, la Food and Drug Administration ha pubblicato un interessante documento relativo alle condizioni di utilizzo del termine “gluten-free”.

Le regole d’uso sono che il prodotto non deve contenere:

– frumento, segale, orzo o ibridi di tali cereali (definiti collettivamente ”prohibited grains”);
– ingredienti derivati dai ”prohibited grains” e che non sono stati sottoposti a trattamento per la eliminazione del glutine;
– ingredienti derivati dai ”prohibited grains” e che sono stati sottoposti a trattamento per la eliminazione del glutine, se l’uso di tali ingredienti comporta la presenza di 20 ppm o più di glutine nel prodotto finito.

Altre regole sono previste, ad esempio, per l’utilizzo della menzione gluten-free in alimenti naturalmente privi di glutine.
Il documento è particolarmente importante in quanto, come accennato in un nostro precedente redazionale (Glutine ed etichette, lo stato dell’arte), il limite di 20 ppm è ormai acquisito per l’Italia, mentre il dibattito è ancora aperto in numerosi altri Paesi.

 

Dott. Alfredo Clerici
Tecnologo Alimentare

Newsfood.com

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