Asma: la terapia è meglio dei farmaci

Asma: la terapia è meglio dei farmaci

Dietro la facciata di malattia di serie B, l’asma nasconde una natura pericolosa ed invalidante.

Nella sola Italia, muoiono per crisi asmatiche circa 500 persone l’anno, mentre il numero dei malati è in continua crescita (con conseguente crescita sulla spesa sanitaria).
Allora, la soluzione al problema potrebbe essere più nella terapia che nei farmaci: l’asma potrebbe essere combattuta tramite un addestramento per ridurre la frequenza e la
gravità degli attacchi.

Questo è quanto affermato da una ricerca dello SMU Psychology Department di Dallas (Texas), finanziata dal National Institute of Health.

I medici sono partiti dall’analisi delle modalità del problema.

La spia più comune di un attacco d’asma è l’iperventilazione, il tentativo cioè di combattere la carenza di ossigeno con una respirazione veloce e profonda. Lo svantaggio
di tale processo è la riduzione dell’afflusso di sangue al cervello ed una possibile ulteriore irritazione dei già sensibili passaggi bronchiali. Inoltre, l’abbassamento di
anidride carbonica predispone a potenziali attacchi futuri.

Per combattere tale circolo vizioso, gli studiosi texani hanno creato CART (Capnometry-Assisted Respiratory Training).

Il programma, della durata di 4 settimane, ha l’obiettivo d’insegnare le corrette procedure di respirazione in caso di crisi asmatica e iperventilazione. A supporto degli allievi verrà
impiegato Capnometer, apparecchio in grado di misurare l’anidride carbonica espulsa con l’espirazione; tale strumento aiuterà i soggetti ad imparare a respirare più lentamente,
superficialmente e in modo regolare.

Almeno agli inizi, CART verrà limitato a 120 malati; i suoi creatori sperano però che possa essere esteso a più persone.

Matteo Clerici

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