Arresti a Casal di Principe

By Redazione

L’assessore regionale al Lavoro, Istruzione e Formazione, Corrado Gabriele, esprime: «Piena soddisfazione per l’arresto e la decisione di collaborare di Anna Carrino, moglie del boss
Bidognetti, appartenente al clan di casalesi, lo sforzo dei magistrati che indagano sugli affari della camorra casertana è stato davvero mirabile.

In pochissimo tempo sono stati inferti al clan dei colpi durissimi, infrangendo quella coltre mediatica generata dalla pacificazione dei territori sotto influenza della cosca; una finta
tranquillità che fungeva da paravento ai boss e ai loro affari. Siamo ad una fase di svolta. Oggi alcuni elementi della catena di comando sono deboli, mostrano segni di cedimento, ed
è in questo momento che l’azione congiunta di magistrati, forze dell’ordine, giornalisti ed istituzioni deve intensificarsi. Dobbiamo continuare ad agire, ognuno nel proprio solco,
contrastando la criminalità sul terreno della repressione, continuando a spronare e proteggere i giornalisti che con il loro lavoro riescono a raccontare con coraggio le
peculiarità del “sistema” ed innescando dinamiche istituzionali partecipative, che riescano ad avvicinare i cittadini del casertano allo Stato, coinvolgendoli nelle attività
culturali e fornendo loro opportunità di lavoro e di formazione atte a distoglierli dal sogno di dominio che gli propina la camorra.

I due milioni di euro di fondi regionali stanziati per l’edilizia scolastica partecipata e le 50 borse di studio per i giovani diplomati, insieme a tutti gli altri punti che formano il
«Protocollo di Casale» siglato lo scorso mese di ottobre, hanno l’obiettivo di mettere in campo una nuova ipotesi di lotta alle mafie, un’antimafia sociale, che sia capace di
colpire i clan prosciugando la legittimazione sociale di cui godono, la pietra angolare su cui si basa il loro potere. Credo infine che un elogio particolare vada al lavoro che Roberto Saviano
ha svolto per tutta la comunità locale e nazionale scrivendo «Gomorra», un testo prezioso che ha avuto il pregio di aprire uno squarcio sugli affari della camorra casertana e
non solo. Inoltre lo scrittore non si è chiuso nella sua torre d’avorio ma è venuto direttamente a Casal di Principe su nostro invito per ben due volte, anche se ciò gli
è costato la perdita della libertà a causa della scorta di cui è stato costretto ad avvalersi e all’emigrazione forzata dalla Campania legata a motivi di sicurezza. Per
questi motivi credo che Roberto sia divenuto un vero e proprio esempio di giornalismo del nostro tempo”.

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