Amato: «ok stop domenica»

«Le società sportive, le istituzioni educative, gli enti locali, tutti devono fare di più» è uno dei passaggi dell’intervento del ministro dell’Interno Giuliano
Amato alla Camera sui fatti di domenica scorsa, relativi alla morte del giovane tifoso laziale Gabriele Sandri e ai violenti scontri avvenuti poi in serata a Roma. Aula di Montecitorio
semivuota.

E’ ”giusta” la sospensione dei campionati decisa per domenica ”se e in quanto il mondo calcio la sappia vivere come espressione di un lutto per un giovane che non c’e’ più, ma anche
per riflettere sui modi per far scomparire la violenza dagli stadi”. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Giuliano Amato, nella sua informativa alla Camera. ”Noi – ha spiegato Amato –
adopereremo tutta la fermezza che serve. Le forze di polizia che hanno gestito i fatti di Roma di domenica sono sempre le stesse, sono quelle che hanno arrestato i Lo Piccolo e che ieri hanno
sgominato a Trento una banda di trafficanti di droga, che hanno arrestato sempre ieri 70 persone legate alla mafia nel siracusano”.

«Qualcuno – ha detto Amato – ha scritto in questi giorni che occorrono fermezza e dialogo: sono convinto anch’io che sia così, ma se non c’e’ dialogo possibile con le centrali
eversive che cercano di alimentare l’estremismo nel mondo delle tifoserie arruolando come propri soldati e militanti armati contro la polizia tanti giovani che trovano in quel modo una loro
identità, e’ con questi giovani che dobbiamo trovare il modo di parlare». Lo ha detto il ministro dell’Interno, Giuliano Amato, riferendo alla Camera sulle circostanze della morte
di Gabriele Sandri.

«Il ministro per lo Sport e per i giovani e’ impegnato in questo tipo di lavoro – ha premesso il ministro -, ma le società sportive, le istituzioni educative, gli enti locali,
tutti devono fare di più per questo. Io non voglio fare sociologia, appena si parla di certi temi si viene accusati di fare sociologia, ma guardate che i ministri dell’Interno di tutta
Europa quando si incontrano hanno come uno dei temi di
discussione come impedire la radicalizzazione dei giovani. C’e’ un tema, l’estremismo che si diffonde tra i giovani, che se riguarda giovani musulmani diventa l’estremismo jihadista che da’
loro un’identità’ attraverso i messaggi che arrivano attraverso la rete, mentre se si tratta di giovani che non appartengono a quel mondo l’estremismo e’ questo della violenza praticata
nelle occasioni di incontri pubblici, in particolare nelle occasioni determinate da taluni sport come il calcio».

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