Api a rischio, un incontro con Greenpeace per tutelarle

Api a rischio, un incontro con Greenpeace per tutelarle

Agricoltura ecologica, “Unica soluzione”

 

ApeCirca il 30% del cibo (senza contare la flora spontanea) dipendono dalle api: perciò, è importante notare l’effetto negativo dei pesticidi e cercare soluzioni.

Questi i punti principali di “A come ape. Un’agricoltura senza pesticidi è possibile”, studio di Greenpeace presentato a Roma nel ristorante dello chef Antonello Colonna.

Secondo l’organizzazione ambientalista, è imperativo superare l’impiego tradizionale di pesticidi: oltre ad essere dannoso per gli insetti in questione, colpisce gli antagonisti naturali dei parassiti (favorendoli indirettamente) e, riducendo il numero di specie vegetali, riduce la biodiversità.

Il rimedio di Greenpeace è l’agricoltura ecologica e sostenibile: “unica soluzione” capace di rispondere a problemi come l’inquinamento di acqua e suolo, l’aumento delle emissioni di CO2, la resistenza crescente dimostrata da parassiti ed infestanti.

Come riassume Federica Ferrario, “ Applicando metodi di coltivazione ecologici e amici delle api, alcuni agricoltori assicurano la produzione di cibo sano, proteggono il suolo, l’acqua e il clima, promuovono la biodiversità e non contaminano l’ambiente”.

A favore delle api anche Colonna, secondo cui “Chiunque voglia salvaguardare queste risorse così importanti per l’economia del nostro Paese deve tenere da conto il lavoro di questi insetti e proteggere la nostra agricoltura”. Senza contare poi l’effetto sull’economia: “L’Italia più di ogni altro Paese ha capitali di enorme valore, il suo cibo, la sua tradizione e sperimentazione culinaria, che dipendono dal lavoro svolto gratuitamente dagli insetti impollinatori”.

Matteo Clerici

 

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