Anoressia: sempre più ragazze, sempre più giovani

Anoressia: sempre più ragazze, sempre più giovani

L’anoressia tra le giovanissime è un fenomeno in crescita.

All’ospedale Niguarda di Milano, ad esempio, sempre più malate frequentano ancora le elementari.

A sottolineare tale abbassamento d’età della malattia è la dottoressa Maria Gabriella Gentile, responsabile del Centro per la cura dei disturbi del comportamento alimentare
dell’ospedale, in occasione delle Giornate di nutrizione clinica e patologie correlate, in corso nella struttura del capoluogo lombardo con oltre 300 partecipanti.
“Fino a 8-9 anni fa non esistevano casi simili. Oggi nei centri specializzati i bambini sotto i 12 anni sono sempre di più”, sintetizza la studiosa.

Durante le sue ricerche, in corso dal 1999 circa, la dottoressa Gentile ha esaminato 500 pazienti gravi, di cui 113 minori di 16 anni.
Essa ha così notato come nel 50% dei malati i primi problemi con l’alimentazione arrivano prima dei 16, volte anche sotto i 12 anni. Inoltre, il disturbo è ancora in prevalenza
femminile, anche se non mancano i maschi in cura.

Infine, la Gentile evidenzia come i malati “in erba” abbiano un rischio in più: quando colpisce nella prima adolescenza, l’anoressia danneggia in modo irreparabile crescita corporea e
statura.

Spiega infatti la dottoressa: “In Corea del Nord, Paese in cui ci sono problemi di denutrizione, i ragazzi sono 8 centimetri più bassi e le ragazze 6 centimetri rispetto ai coetanei
cresciuti in Corea del Sud”.

Matteo Clerici

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