Ancona: Ricorda che questo è stato – La Shoah attraverso gli occhi dei bambini

 

In occasione della Giornata della Memoria, che cade domani 27 gennaio, l’Amministrazione Comunale con la collaborazione dell’Istituto di Storia Marche e dell’ANPI di
Ancona, ha organizzato nei locali della Mole Vanvitelliana una mostra fotografica che racconta la Shoah vista dagli occhi dei bambini, per comprendere sempre più profondamente
quell’immane tragedia.

«Sapere è ricordare» e conoscere che cosa sia successo nei campi di sterminio, chi fu ucciso e chi si salvò, non è soltanto una nozione di storia da
imparare e poi archiviare nella mente, ma diventa luogo critico della comprensione e della redenzione. La mostra «Shoah: Infanzia Rubata», realizzata dall’Associazione
figli della Shoah, è stata pensata per i bambini di oggi affinché ricordino per sempre l’eccidio nazista. Le immagini dei disegni dei bambini, le loro poesie, le
loro paure sono impresse per sempre nelle foto. Sotto i propri occhi si vedono scorrere tante storie, alcune famose come quella di Anna Frank o del pediatra Korezak che morì con
i suoi amati bimbi, altre poco note come quella di Liliana Segre o di Goti Bauer.

Visi di bambini, tra paura della morte e speranza. La speranza, che personaggi come Korezak, hanno sempre cercato di infondere a questi bimbi, per far sì che la loro vita fosse
più serena, per permettere che sorridessero anche dentro i recinti di Auschwitz. L’aspetto più interessante e più bello della mostra è che non si fanno
vedere le immagini dei cadaveri, i cumuli di corpi, ma si cerca di far emergere la drammaticità partendo proprio dai visi dei bambini, sorridenti, ma pieni di dolore. La mostra
accoglie anche due importanti opere scultoree dell’artista Silvia Caiti. Si tratta di «Incredulità» una scultura lignea alta due metri, sulla quale si innestano
– in ceramica – i volti dei condannati a morte e di «Sofferenza», in bronzo, su basamento di ferro arrugginito, con gli stessi volti straziati.

Una frase coniata appositamente da Frida Di Segni Russi recita: «I volti senza voce ci parlano: gli occhi vuoti ci guardano. Ascoltiamo e vigiliamo». Due sculture che
impreziosiscono la mostra e che soprattutto riescono a restituire la voce – ancora inquietante e lancinante – alle immagini e ai documenti storici che si susseguono nelle stanze della
Mole Vanvitelliana.

Silvia Caiti vive e lavora ad Ancona, dove ha iniziato il suo percorso artistico presso l’Istituto d’Arte Mannucci e avviato, successivamente, la sua personale e
originale ricerca sulla plasticità delle forme e dei materiali. «Shoah, l’infanzia negata» è una mostra evento, non tanto per la tipologia di materiale
presentato, ma per gli intenti storici che, per una volta, non riguardano il mondo degli adulti, ma quello dei bambini istaurando un dialogo tra i bimbi del passato e quelli di
oggi.

In particolare, – come evidenziato dall’assessore alla Pubblica Istruzione Stefania Ragnetti – la mostra diventa un’occasione per celebrare la Giornata della Memoria con
l’intenzione di rendere possibile un atteggiamento critico e propositivo nei confronti di ogni tentativo di genocidio e di soppressione dell’uomo sull’uomo, di
riduzione dell’altro a schiavitù, fino all’annientamento sistematico in nome di una ideologia razzista o di una fede integralista. Fare memoria significa comprendere
le ragioni profonde che scatenano l’odio e che ripetutamente – ancora oggi – prendono il nome di Armenia, Rwanda, Srebrenica, Darfour e tanti altri luoghi dimenticati.

La mostra rimarrà aperta dal 27 gennaio all’8 febbraio, presso la Mole Vanvitelliana, con il seguente orario: martedì – venerdì 9-12, sabato e domenica 9-12,
15,30-19, chiuso il lunedì.

Ancora in occasione della «Giornata della Memoria», domani 27 gennaio, si ricorda il Recital concerto «Percorsi dell’anima, della mente, del cuore nel deserto
della Shoah» in programma al Ridotto del Teatro delle Muse, con inizio alle ore 21,00. Il concerto sarà eseguito congiuntamente dagli ensemble «Alexian Group» e
«Giovanni Seneca quintetto».

Per le scuole è previsto lo spettacolo teatrale «Alles Kaput» del Teatro del Sorriso e cicli di cineforum presso la sala audiovisivi comunale.

 

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