Altamura: La storica pasticceria-caffetteria Ronchi-Striccoli, custode dei segreti del nocino Padre Peppe

Altamura: La storica pasticceria-caffetteria Ronchi-Striccoli, custode dei segreti del nocino Padre Peppe

A SPASSO NELLA CAPITALE DELL’ALTA MURGIA: ALTAMURA CITTA’ INDUSTRIOSA PATRIA DEL PANE PIU’ BUONO AL MONDO

Nell’ex campus della terza Università del regno di Napoli, la caffetteria-pasticceria Ronchi Striccoli oggi meta di turisti

 

Altamura, 11 gennaio 2021
Giovanni Mercadante


La storica pasticceria-caffetteria Ronchi-Striccoli

Sotto l’arco del Duomo gli antichi proprietari Ronchi-Striccoli nel secolo scorso tostavano i chicchi di caffè in una rudimentale attrezzatura di ferro avvolgendo con quell’inebriante effluvio il centralissimo Corso Federico II; la profumatissima nuvola aromatica si infilava, attraverso la vicina porta secondaria, lungo le navate della cattedrale solleticando l’olfatto dei fedeli.

Domenico Bolognese, cugino di Luigi e Domenico Striccoli alla macchina a manovella della tostatura del caffè

 

Chissà, forse anche il fantasma di Federico II di Svevia e quelli della lunga e ultrasecolare schiera di Prelati che hanno governato la Chiesa di Altamura si saranno dati appuntamento per qualche simposio per gustare il “sospiro”, una tazzina di caffè e un bicchierino di Padre Peppe.

L’antico palazzo prelatizio con annesso cortile fu sede dell’Università di Altamura, terza in ordine d’importanza nel regno di Napoli nel XVIII secolo, dopo Napoli e Palermo.

Fucina di idee liberali, fu soppressa dopo i moti rivoluzionari e il sacco ad opera delle soldataglie del Card. Fabrizio Ruffo nel maggio 1799, per la cui ferocia contro la popolazione la città fu poi appellata Leonessa di Puglia.

Saverio Francia

La caffetteria-pasticceria, oggi gestita dal dinamico giovane imprenditore Saverio Francia, che continua l’attività nel solco della tradizione, avviata prima dai Ronchi, e continuata dai fratelli Luigi e Domenico Striccoli, è un punto di sosta e di ristoro quasi obbligatorio, sia per gli altamurani che per i turisti italiani e stranieri.

Un locale ricco di storia, frequentatissimo dall’alta aristocrazia locale negli anni della “Belle Epoque” nei primi del ‘900. Situato accanto alla Cattedrale fatta edificare da Federico II di Svevia nel XIII secolo, monumento per eccellenza che ne fa il biglietto da visita della città e orgoglio degli altamurani con una devozione totale verso il loro imperatore, Saverio Francia (classe 1960) si può definire il custode di questa porzione di edificio, cuore pulsante della comunità locale. Imprenditore nato dal nulla, con tanta gavetta ed esperienza fatta da giovanissimo a Bruehl nella vicina ricca e industriosa città di Colonia/Germania; lavapiatti, distributore di giornali, piazzaiolo, tutti lavori umili che hanno forgiato il suo carattere e la voglia di fare. Tornato ad Altamura con l’intento di crearsi un business, prende lo spunto dalle birrerie tedesche. Segue un corso di somministrazione bevande ed alimenti.

Sfumata la possibilità di prendere in gestione il Bar della Posta, nel frattempo prende la licenza della vendita di vino e altre bevande col locale di Moramarco in Corso Umberto I.
Le idee al vulcanico Saverio non mancano ed ecco che si fa strada il pensiero di aprire la birreria in stile tedesco proponendo le migliori marche germaniche. Prende in fitto il locale accanto dei Perrucci, un vano di circa 80 metri quadri, ex rimessa; l’allestisce per la nuova funzione. Crea la prima sagra del vino nel novembre 1989; allestisce un palco esterno e invita una band folcloristica, “la Pacchianella” di Gravina. E’ un successo, anzi è il battesimo del locale; da quel momento diventa punto di ritrovo di tanti giovani studenti e non. Saverio realizza subito che il suo locale non dev’essere solamente un ritrovo dove ingozzarsi di birra, ma anche un centro socio-culturale di aggregazione.

Al fine di dare sfogo ai talenti emergenti, mette a disposizione il suo locale allestendo mostre di pittura, di design, di fotografie e soprattutto di murales, dando spazio ad apprezzati studenti come Pippo Pesce, oggi stimato grafico professionista; Vito Centonze, emigrato in Germania con la moglie, bravissimo artista e docente di lingua francese in un Liceo tedesco (n.d.a.); e ancora Paola Creanza faschion artist di Federicus; Branà emigrato in Australia.

Saverio conserva questi murales come reliquie, tanto che in futuro ha intenzione di realizzare un grande mostra per omaggiare i moltissimi giovani oggi professionisti.

Durante tutto questo turbinio di amicizie ed eventi che caratterizzano la sua attività, gli viene proposto la gestione del Bar Ronchi dei fratelli Carlo e Rosa Striccoli sposata con Armando Ghessa, Maresciallo dell’Aviazione, di origine sarda. Il salto di qualità è inevitabile.

Ci sono tutti i presupposti per affrontare una nuova sfida per Saverio che è un “guerriero murgiano”, sia di stazza che di carattere. Anzi rappresenta il tipico imprenditore altamurano che ama le sfide per dimostrare a se stesso e poi agli altri che le incognite del futuro sono gli ingredienti genuini per rendere più avventurosa la vita imprenditoriale. L’altamurano ama la parola “self-made-man”, il capitano d’industria che si crea dal nulla.
Saverio infatti, padre di famiglia, anche se con qualche matrimonio in più alle spalle, coll’accattivante sorriso sempre stampato sul viso, contagia i clienti con la sua cordialità pronto alla conversazione e a elargire ai turisti notizie storiche sulla cattedrale, sul borgo antico ed altre peculiarità che offre il territorio. Non manca di fare riferimento alle due splendide gemelline Nunzia e e Vittoria avute dal primo matrimonio; e del piccolo Francesco avuto con la bionda e affascinante ucraina Elena Brovych, con due lauree in tasca (Filologia e Filosofia; ed Economia e Commercio), già docente nel suo paese, ma con l’amore per l’Italia.

Francesco Gemmato

Nella sua attività ha collaboratori giovani che godono di ampia fiducia avendo sposato in pieno la sua filosofia.
Tra questi un posto di assoluto rispetto merita Francesco Gemmato, (classe 1961), già dipendenti della Ditta Ronchi, poi degli Striccoli, ed oggi traghettato con una collaborazione autonoma con Saverio. Lavora nella pasticceria dal 1971, da quasi 50 anni; morti i fondatori Ronchi nel 1978, è stato sempre il collaboratore responsabile e di fiducia. Le sue specialità sono del resto le ricette dei Ronchi e degli Striccoli, il famoso “Sospiro”, paste di mandorla e il noto “Padre Peppe”, un nocino che vanta una ricetta antichissima sempre della stessa casa.

Il laboratorio di pasticceria è sotto l’arco del Duomo, nei locali un tempo le carceri della Chiesa, allorquando il vescovo aveva la sua giurisdizione sul territorio ad amministrare non solo le anime ma anche la giustizia. Nella volta sono ancora oggi presenti le enigmatiche scritte incise sulle pareti dai carcerati. Frammenti di parole e di date che nessuno finora ha mai cancellato, perché i loro fantasmi si aggirano di notte in quegli ambienti dove le loro anime hanno conosciuto e vissuto le sofferenze della vita.

 

Foto Cover:

Da sinistra: Saverio Francia – Angelo Lorusso – Francesco Gemmato

 

 

Giovanni Mercadante
Newsfood.com
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Giornalista, storico e studioso di araldica;

Corrispondente per Newsfood.com da
Altamura, capitale dell’Alta Murgia Barese

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Commento ( 1 )
  1. Giuseppe Lupis Rooges
    15 Gennaio 2021 at 3:26 pm

    Bravo Giovanni
    Il tuo scrivere riesce a coinvolgere piacevolmente gli amanti della storia Altamurana e non solo.
    Viaggiando con tendenze
    “Amarcord”
    Ho ripercorso parte della mia infanzia.
    Il caffe’ ronchi era una tappa obbligata per me goloso e per tantissime persone che volevano gustare le delizie dei dolci di mandorla e dei sospiri.
    Anni speciali!!!
    Grazie per il tuo PROfondo CONTRIBUTO.

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