Alimenti idonei per la flora intestinale degli anziani – Alimentos funcionales para mayores

Alimenti idonei per la flora intestinale degli anziani – Alimentos funcionales para mayores

Milano, 23 ottobre 2008

Alimenti funzionali per gli anziani sono quelli che aiutano a mantenere efficiente la flora intestinale

Lo sviluppo di prodotti benefici per la salute intestinale degli anziani è proposto come aiuto nella prevenzione delle malattie e nel miglioramento della loro qualità di vita.

In Europa, le persone vivono più a lungo e l’età media continua ad aumentare di anno in anno, quindi la combinazione di salute e longevità è attualmente una priorità sociale e sanitario. Nel mantenere una buona salute, il colon e la sua microflora svolgono un ruolo essenziale. Un colon ben funzionante aiuta a evacuare frequentemente, evita inconvenienti come la costipazione e riduce il rischio di malattie come il cancro del colon-retto.

La microflora è costituita da una grande varietà di batteri, molti dei quali non sono stati ancora caratterizzati, motivo che ha portato alla realizzazione di studi sulla composizione della flora intestinale in base alle diverse fasce di età (adulti e anziani).

Uno di questi lavori scientifici è stato realizzato nell’ambito del progetto europeo Crownalife (che deriva da “Corona della vita” o “corona della vita”, come è noto anche alla terza età), in cui è stato studiato l’effetto del consumo di alimenti funzionali sulla salute intestinale degli anziani. Per raggiungere gli obiettivi del progetto è stato necessario per identificare, quantificare e conoscere meglio la microflora del colon e il suo rapporto con la salute nell’ultima fase della vita.

Alimenti funzionali e salute intestinale

Uno degli obiettivi del progetto Crownalife è stato quello di verificare l’efficacia della somministrazione di alimenti funzionali nella dieta degli anziani. Secondo gli studi, nell’uomo, la somministrazione di un preparato simbiotico costituito da un probiotico, Bifidobacterium animalis DN-173 e un prebiotico, il Beneo TMSynergy1, incluso nella dieta degli anziani per un periodo di quattro mesi, modulava il “microbioma” del digestivo
portando al benessere intestinale e migliorando la qualità della vita dei volontari con i quali è stato condotto lo studio.

Più di 100 trilioni di microrganismi abitualmente vivono nel nostro intestino, aiutandoci a digerire e assimilare numerosi nutrienti. Sembra che il nostro benessere dipenda
gran parte dal “microbioma” o ecosistema batterico che abita la parte più distale del nostro tratto digestivo. Secondo i ricercatori stessi, la preparazione simbiotica può ridurre i livelli di vari potenziali fattori di rischio per il cancro del colon-retto.

Sulla base dei risultati del progetto Crownalife, sono state elaborate diverse raccomandazioni sia per la comunità scientifica che per il sistema sanitario europeo e l’industria alimentare del nostro continente. Nel campo scientifico, una delle conclusioni principali è che sono necessarie ulteriori ricerche per chiarire legame tra le abitudini alimentari e i parametri funzionali del rischio di cancro del colon-retto negli anziani e, inoltre, per convalidare l’applicazione di ingredienti funzionali nella dieta al fine di ridurre questi rischi. A loro volta, le aziende del settore alimentare sono incoraggiate a sviluppare cibo funzionale rivolto a questo gruppo sociale in età avanzata e con esigenze nutrizionali molto specifiche.

Microbioma intestinale, un fattore chiave nella vecchiaia

Il 20% della popolazione europea ha più di 60 anni e nel 2020 si calcola che questa percentuale aumenterà al 25%, di cui circa 30 milioni di persone avranno 80 anni o più. L’adattamento specifico del cibo al processo di invecchiamento è stato una delle chiavi
che sono state affrontate nel progetto Crownalife, coordinato dall’Istituto nazionale per la ricerca agricola a Jouy-en Josas (Francia) e che si riferisce alla nutrizione specifica e salute intestinale.

Il contesto alimentare degli anziani è complicato; Ci sono numerosi fattori fisiologici, psicologici o socioeconomici, tra gli altri, che influenzano l’alimentazione. Nella ricerca condotta dal progetto Crownalife, è stato osservato che, con l’età, non solo peggiorano le abitudini alimentari, ma anche l’ecosistema intestinale è alterato, il che favorisce il malassorbimento di importanti nutrienti come calcio o vitamina D. Trovare cibo più attraente e adattato alle circostanze di questa fascia d’età è una sfida per il mercato europeo, che ha determinato tendenze nella produzione alimentare prebiotici e probiotici.

Secondo Steve Gill dell’Institute for Genomic Research, un cambiamento all’interno del microbioma intestinale spesso porta all’assenza o alla presenza di microbi benefici e
può innescare difetti nel metabolismo e portare allo sviluppo di patologie come la malattia infiammatoria intestinale.
I batteri buoni forniscono numerosi benefici per la salute, poiché aiutano a sintetizzare attivamente vitamine come B1 e B6 e ad assimilare alcuni zuccheri, come xylan e cellobiose, presenti in piante commestibili come mele o carote.

Questi batteri fungono anche da barriera per prevenire la colonizzazione di agenti patogeni e proteggono anche il corpo dagli effetti negativi generati dai prodotti di scarto della digestione o da altri batteri. I patogeni possono essere davvero dannosi, in quanto causano diarrea, gastroenterite o a lungo termine possono favorire la comparsa di malattie gravi come il cancro al colon.

CIBO SIMBIOTICO

I simbiotici sono tutti alimenti che combinano i probiotici, cioè i batteri vivi che rafforzano la flora intestinale e i prebiotici, che sono fibre presenti in principalmente frutta e verdura che funzionano come fibre solubili nel sistema digestivo e che aiutano a regolare l’intestino come substrato per i batteri intestinale.

La relazione simbiotica si basa sul modo in cui gli oligosaccaridi (un tipo di fibra solubile) delle verdure servono per migliorare l’azione dei batteri benefico, che li usano per nutrire e sviluppare. Gli specialisti della nutrizione raccomandano l’integrazione di oltre un decennio
alimenti simbiotici alla dieta per rafforzare il sistema immunitario e inibire i tumori del colon e della vescica. I simbiotici agiscono come inibitori dell’azione degli oncogeni, prevenendone la diffusione. Inoltre, sembra che ottimizzino l’azione dei trattamenti per curare ipercolesterolemia e migliorare la biodisponibilità di ferro e zinco, tra gli altri elementi minerali.

(Traduzione by Google)

Redazione Newsfood.com

ELENA PIÑEIRO

El desarrollo de productos beneficiosos para la salud intestinal de los ancianos se plantea como una ayuda en la prevención de enfermedades y una mejora de su calidad de vida.

En Europa, las personas viven más tiempo y la media de edad sigue aumentando año tras año, por lo que conjugar salud y longevidad es actualmente una prioridad social y sanitaria. En el mantenimiento de una buena salud, el colon y su microflora desempeñan un papel esencial. Un colon que funciona bien ayuda a evacuar con frecuencia, evita inconvenientes como el estreñimiento y reduce el riesgo de enfermedades como el cáncer colorectal.

La microflora se compone de una gran diversidad de bacterias, muchas de las cuales no se han caracterizado todavía, razón que ha dado lugar a la realización de estudios sobre la composición de la flora intestinal según los diferentes grupos de edad (adultos y ancianos).

Uno de estos trabajos científicos se ha desarrollado en el marco del proyecto europeo Crownalife (que deriva de “Crown of life” o “corona de la vida”, como se conoce también a la tercera edad), en el que se ha investigado sobre el efecto del consumo de alimentos funcionales en la salud intestinal de los mayores. Para lograr los objetivos del proyecto ha sido necesario identificar, cuantificar y conocer más a fondo la microflora del colon y su relación con la salud en la última etapa de la vida.

Alimentos funcionales y salud intestinal

Uno de los objetivos del proyecto Crownalife ha sido comprobar la eficacia de la administración de alimentos funcionales en la dieta de los ancianos. En los estudios realizados
en humanos se ha demostrado que la administración de una preparación simbiótica compuesta por un probiótico, el Bifidobacterium animalis DN-173 y un prebiótico, el Beneo TMSynergy1, incluido en la alimentación de personas mayores durante un período de cuatro meses, moduló el “microbioma” del digestivo dando lugar a bienestar intestinal y mejorando la calidad de vida de los voluntarios con los que se hizo el estudio.

En nuestro intestino viven habitualmente más de 100 billones de microorganismos que nos ayudan a digerir y asimilar numerosos nutrientes. Parece ser que nuestro bienestar depende en gran parte del “microbioma” o ecosistema de bacterias que habita la parte más distal de nuestro tracto digestivo. Según los propios investigadores, la preparación simbiótica puede disminuir los niveles de distintos factores de riesgo potenciales del cáncer colorrectal.

A partir de los resultados del proyecto Crownalife, se han elaborado diferentes recomendaciones tanto para la comunidad científica como para el sistema sanitario europeo y la industria alimentaria de nuestro continente. En el ámbito científico, una de las conclusiones principales es que se necesita más investigación que aclare el vínculo entre los hábitos alimentarios y los parámetros funcionales de riesgo de cáncer colorectal en los mayores y, más allá, validar la aplicación de ingredientes funcionales en la dieta con el fin de reducir estos riesgos. A su vez, se alienta a las empresas del sector alimentario a que desarrollen alimentos funcionales dirigidos a este grupo social de una edad avanzada y con necesidades nutricionales muy específicas.

Microbioma intestinal, factor clave en la vejez

El 20% de la población europea tiene más de 60 años y en el año 2020 se calcula que esta proporción aumentará hasta el 25%, de la cual unos 30 millones de personas tendrán 80 años o más. La adaptación específica de la alimentación al proceso de envejecimiento ha sido una de las claves que se han abordado en el proyecto Crownalife, coordinado por el Instituto Nacional de la Investigación Agronómica de Jouy-en Josas (Francia) y que relaciona nutrición específica y salud intestinal.

El contexto alimentario de los mayores es complicado; existen numerosos factores fisiológicos, psicológicos o socioeconómicos entre otros, que influyen en la acción de alimentarse. En las investigaciones realizadas desde el proyecto Crownalife, se ha observado que, con la edad, no sólo empeoran los hábitos alimentarios, sino que además se altera el ecosistema intestinal, lo que favorece la mala absorción de nutrientes tan importantes como el calcio o la vitamina D. Encontrar alimentos más atractivos y adaptados a las circunstancias de este grupo de edad es un reto para el mercado europeo, que ha marcado tendencia a la producción de alimentos prebióticos y probióticos.

Según Steve Gill, del Institute for Genomic Research, “un cambio dentro del ‘microbioma intestinal’, con frecuencia conduce a la ausencia o presencia de microbios beneficiosos y
puede desencadenar defectos en el metabolismo y dar lugar al desarrollo de patologías como la enfermedad inflamatoria intestinal”. Las bacterias beneficiosas aportan numerosas ventajas a la salud, ya que ayudan a sintetizar activamente vitamina como la B1 y la B6, y a asimilar determinados azúcares, como el xilano y la celobiosa, presentes en la pared celular de plantas comestibles como manzanas o zanahorias.

Estas bacterias también actúan como barrera impidiendo la colonización de patógenos y además protegen al organismo de los efectos negativos generados por los productos de desecho de la digestión o provenientes de otras bacterias. Las patógenas pueden ser realmente dañinas, ya que causan diarrea, gastroenteritis o a largo plazo pueden favorecer la aparición de enfermedades graves como el cáncer de colon.

ALIMENTOS SIMBIÓTICOS

Son simbióticos todos los alimentos que combinan probióticos, es decir, bacterias vivas que refuerzan la flora intestinal y prebióticos, que son fibras presentes en frutas y hortalizas, principalmente, que funcionan como fibra soluble en el aparato digestivo y que colaboran en la regulación del intestino al ser sustrato de las bacterias intestinales.

La relación simbiótica se basa en cómo los oligosacáridos (un tipo de fibra soluble) de los vegetales sirven para potenciar la acción de las bacterias beneficiosas, que los utilizan para alimentarse y desarrollarse. Los especialistas en nutrición llevan ya más de una década recomendando la incorporación de alimentos simbióticos a la dieta a fin de fortalecer el sistema inmunológico e inhibir cánceres de colon y vejiga. Los simbióticos actúan como inhibidores de la acción de los oncogenes, previniendo su propagación. Además, parece ser que optimizan la acción de los tratamientos para curar la hipercolesterolemia y mejoran la biodisponibilidad de hierro y cinc, entre otros elementos minerales.

ELENA PIÑEIRO

 

 

Redazione Newsfood.com

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