Alba: sequestro di 362.000 bottiglie di vino denominato “white zinfandel” (Attenzione: aggiornamento del 17 settembre)

Alba: sequestro di 362.000 bottiglie di vino denominato “white zinfandel” (Attenzione: aggiornamento del 17 settembre)

(Aggiornamento di sabato 17 settembre 2011):
Oggi ci siamo recati a Bra (a pochi chilometri da Alba) per la manifestazione di Cheese e abbiamo cercato di scoprire cosa c’è di vero circa il maxisequestro.
Ecco cosa abbiamo scoperto:
Pare sia solo una questione di etichetta poco chiara ma lo è anche la normativa in materia che probabilmente ha tratto in inganno gli ispettori.

Alla Diageo ora rischiano il posto 430 persone… forse per un eccesso di zelo.
Forse però occorrerebbe un po’ più di tatto prima di gridare “Al lupo, al lupo” e fermare uno stabilimento.

Sono anni che la Diageo distribuisce in Inghilterra milioni, sì milioni di bottiglie di “Zinfandel” (un rosato proveniente dal vitigno “Primitivo”) dove ne vengono consumate oltre
33.000.000 di bottiglie l’anno.

La grande azienda inglese, che è subentrata alla Cinzano negli stabilimenti di Santa Vittoria d’Alba,  non ha nulla da rimproverarsi, se mai è l’Italia, l’Europa che devono
fare chiarezza nella normativa se non si vogliono  inasprire i rapporti con gli altri paesi, anche extra oceano.

Speriamo che la cosa finisca qui, con tante scuse ed un buon brindisi.
Restiamo a disposizione dell’azienda Diageo per pubblicare un’eventuale loro dichiarazione ufficiale che rassicuri le 430 famiglie albesi.
(Redazione Newsfood.com)

Giovedì 15 settembre)
Ennesimo sequestro …e poi non se ne sa più nulla

Più volte ci siamo posti le domande:
– Si parla del sequestro ma poi non si sa più nulla
– Le aziende e/o le persone interessate cosa rischiano?
– In caso di processo, si può conoscerne, con la stessa tempestività, l’esito?
– Che fine fanno le merci sequestrate?
– E’ possibile assistere alla distruzione di una partita di prodotti destinati ad essere tolti ed eliminati dal commercio?

In questo caso particolare di vino sequestrato, che parrebbe non in regola con le normative in vigore, ma non pericoloso per la salute del consumatore, quale è l’iter che prevede la
Legge?

Chi è responsabile: il venditore, chi ha spedito il vino o l’importatore?

L’ultima domanda che ci rode è:
in Italia, abbiamo proprio bisogno di importare del rosato da quattro soldi dagli U.S.A. quando nel nostro Paese abbiamo cantine stracolme di buon vino invenduto?

Se consideriamo la quantità (362.000 non sono bruscolini), le incombenze e gli oneri del trasporto, del pagamento all’ordine (se non anticipato), dello stoccaggio, della
difficoltà di vendita e di incasso (salvo che non sia un acquisto sul venduto per una grossa catena e/o una vendita per corrispondenza con un mercato europeo …ma con prodotti a basso
prezzo) …a quanto è stato acquistato?

Si presume a poco e pertanto, per poco non si può certamente avere un prodotto che possa offrire garanzie di salubrità… ma è solo la considerazione di un comune
consumatore.

NOTE
White Zinfandel:
Vitigno originario della Puglia (primitivo) coltivato principalmente in California ma anche in Australia e in Argentina.
E’ un vino rosato particolarmente apprezzato in U.S.A. ed anche in molte altre parti del mondo in quanto è molto aromatico e dà uno spiccato sapore di uva.
Gli esperti dicono che l’olfatto richiama la fragola e il frutto di bosco. 
L’abbinamento più indicato è con aperitivi, dolci e formaggi piccanti
Il prezzo va da pochi euro, al supermercato e vendite per corrispondenza, a 20-30 Euro in Enoteca.

Ci piacerebbe che l’azienda piemontese (non sono molte le aziende che possono permettersi di pagare in anticipo una fornitura di questi quantitativi e di una sola tipologia di vino) ci
desse la sua versione dei fatti, siamo a disposizione per pubblicare una dichiarazione ufficiale ed anche per andare con le nostre telecamere ad Alba, presso la sede dove è avvenuto il
sequestro.  

Siamo a disposizione:  info@newsfood.com

Giuseppe Danielli
Newsfood.com

Ecco il comunicato stampa:

Inizio messaggio inoltrato:
Da: Nucleo Antifrodi Carabinieri di Parma
Data: 15 settembre 2011 19:23:35 GMT+02:00

 

MAXISEQUESTRO DEI NUCLEI ANTIFRODI CARABINIERI E DELL’ICQRF IN PIEMONTE –  362.000 BOTTIGLIE DI VINO IMPORTATO DAGLI STATI UNITI

“Poiché le strategie italiane di penetrazione e di consolidamento delle quote dei mercati internazionali fanno leva sulla qualità dei nostri prodotti e sulla loro identità
è di preminente interesse combattere con ogni mezzo le frodi e gli illeciti determinando affidabilità e sicurezza sul fronte interno e internazionale.
Meglio poi se tali politiche di tutela si inseriscono in un quadro di collaborazioni tra organi strutturato e coordinato con precise priorità e obiettivi”.

Queste le parole del Ministro Romano quando è stato informato del nuovo sequestro in provincia di Cuneo di 362.000 bottiglie di vino di origine statunitense, eseguito dal Nucleo Antifrodi
Carabinieri di Parma e dall’Ufficio di Torino dell’Ispettorato centrale repressione frodi  del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali.

L’operazione, che trova collocazione in un più ampio programma di controllo condotto sui vini, anche  di importazione, nello specifico riguarda una grande partita rinvenuta in uno
stabilimento di Alba di vino denominato “white zinfandel”, in realtà si tratta di un vino rosato. L’indicazione induce in errore il consumatore oltre che sul colore anche sulla provenienza
del prodotto da un vitigno inesisitente.

Il sequestro si aggiunge ad altri provvedimenti eseguiti negli scorsi giorni dagli organismi di vigilanza del MiPAAF che hanno bloccato 1.260 bottiglie di Barbera del Monferrato, oltre 1.000
bottiglie Piemonte Grignolino (varie annate), circa 600 bottiglie di Piemonte Cortese 2010, 420 bottiglie di Monferrato Dolcetto 2010 e oltre 300 bottiglie di Langhe del Nebiolo 2010, tutte
ingannevolmente etichettate poiché qualificano il prodotto come ottenuto da uve selezionate e lavorate naturalmente, in palese violazione dei relativi disciplinari di produzione che 
non ammettono qualificazioni del tipo indicate.

 “Tali risultati – ha aggiunto il Ministro Romano –  dimostrano come le collaborazioni tra gli organi di controllo potenziano gli effetti che possono prodursi operando singolarmente e
assicurano la più ampia tutela possibile del consumatore e dell’operatore del settore che si comporta correttamente, evitando sovrapposizioni e duplicazioni”
I NAC ricordano agli operatori del settore e ai consumatori che possono inoltrare richieste di informazioni o segnalazioni di sospetta irregolarità alla casella di posta elettronica
 ccpacdo@carabinieri.it
oppure contattare il numero verde 800 020320.

Per informazioni generali i consumatori possono consultare il sito istituzionale del Reparto sul link https://www.carabinieri.it/cittadino/consigli/tematici.

Per i casi più gravi e urgenti il cittadino può sempre rivolgersi ad una delle oltre 4600 Stazioni Carabinieri diffuse su tutto il territorio nazionale.
 

Newsfood.com

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