Al via i corsi di sostegno per gli studenti delle medie

Il Ministro per la pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni, ha emanato una direttiva che per la prima volta introduce i corsi di sostegno per gli studenti delle scuole medie, la decisione si
è resa necessaria in seguito alla pubblicazione dei dati Ocse Pisa, che segnalano che i ragazzi italiani insufficienti in matematica sono il 35% del totale, contro il 22% della media
Ocse; la situazione non migliora se si considera l’italiano: l’insufficienza è riportata nel 50,9% dei casi rispetto alla media Ocse che si attesta al 43%.

E così si spiega il fatto che il 62% dei liceali non sappia rispondere se gli si chiede a cosa è dovuto l’alternarsi di giorno e notte.
“Quando i nostri ragazzi delle scuole medie, inferiori e superiori, vengono interrogati in scienze, l’inquisizione sembra ancora in azione”, ha commentato Fioroni con amarezza, ribadendo come
le lacune dei liceali siano dovute a carenze della scuola dell’obbligo che, anche quando vengono colmate, sono caratterizzate da grandi e profonde difficoltà.
Di qui la necessità dei corsi di sostegno, che innalzino i livelli di apprendimento degli alunni mediante strategie di intervento, attività di recupero e anche corsi di formazione
per il personale docente.
“Possiamo invertire la tendenza – ha osservato Fioroni – con quest’iniziativa che parte oggi dal recupero di italiano e matematica, ma proporrà anche aggiornamenti delle qualifiche
professionali dei professori”.

“Gli altri Paesi hanno già preso provvedimenti – ha aggiunto – e in Italia non si può permettere l’esistenza di scenari in cui tutti sanno e nessuno fa. Per risolvere il problema
bisogna che interagiscano società e scuola e società e famiglia: l’iniziativa non coinvolge solo la scuola, ma l’intero sistema-Paese che deve incentivare l’eccellenza e il merito
nello studio”.
Oltre ai corsi di recupero e alle attività di formazione per i docenti, però, Fioroni pensa anche all’età media degli insegnanti, che risulta un po’ troppo elevata (solo
due professori della scuola media hanno meno di 31 anni): “Non si tratta di trovare un capro espiatorio – ha ribadito Fioroni – ma di mettere mano dove le lacune si sono dimostrate più
evidenti”.

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