Agricoltura: E’ “allarme rosso”

Agricoltura: E’ “allarme rosso”

La Direzione della Confederazione ha approvato, all’unanimità, la relazione del presidente Giuseppe Politi e un ordine del giorno sulla pesante crisi che sta investendo tutti i comparti
del mondo agricolo. Non esclusa una manifestazione a carattere nazionale. Un impegno unitario con le altre organizzazioni agricole, in particolare Confagricoltura e Copagri.

Prezzi sui campi in drammatica flessione, costi produttivi e contributivi in continua crescita. Ritardi e ostacoli nelle Regioni nell’applicazione dei Psr. Devastante il mancato finanziamento del
Fondo di solidarietà per le calamità naturali. Da parte del governo persiste una scarsa attenzione verso i problemi dei produttori. E’ indispensabile la Conferenza nazionale. Forti
preoccupazioni per la manovra economica per il 2010: rischia di non contenere provvedimenti a sostegno degli agricoltori.

Stato di mobilitazione, con iniziative sul territorio, non esclusa una manifestazione di carattere nazionale, un fermo invito per impegno unitario con le altre organizzazioni agricole, in
particolare Confagricoltura e Copagri, per azioni comuni, proprio per un maggior sostegno ai produttori.

Queste le decisioni cui è giunta la Direzione della Cia-Confederazione italiana agricoltori (che ha approvato, all’unanimità la relazione del presidente Giuseppe Politi) davanti
alla profonda crisi che sta vivendo l’agricoltura italiana. Per tutti settori è, infatti, “allarme rosso”. I prezzi sui campi sono sempre più in caduta libera e i costi produttivi
e contributivi hanno toccato livelli non più sostenibili. Uno scenario alquanto preoccupante. E ciò è confermato anche dall’allarmante andamento del valore aggiunto
agricolo che, secondo gli ultimi dati dell’Istat in merito al Prodotto interno lordo, è diminuito, sotto il profilo tendenziale, del 3,5 per cento.

Le imprese agricole, ogni giorno di più, perdono competitività sui mercati, mentre i produttori vedono ridurre i propri redditi e aumentare gli ostacoli che – si afferma in un
ordine del giorno approvato dalla Direzione Cia – impediscono di sviluppare una valida attività imprenditoriale. Il crollo dei prezzi praticati sui campi è l’elemento di maggiore
preoccupazione.

Un panorama reso ancora più complesso dalla mancanza di una politica mirata a sostegno dell’agricoltura. Le risposte del governo e della maggioranza per fronteggiare queste situazioni di
crisi restano molto parziali, assai riduttive o sbagliate. Pochi e totalmente insufficienti sono i provvedimenti approvati in questi ultimi mesi. Nessuna misura è riuscita ad incidere
positivamente sull’imprenditoria agricola.

Un elemento destabilizzante è caratterizzato, in particolare, dalla mancanza del finanziamento del Fondo di solidarietà nazionale per le calamità naturali. Le tante, troppe
promesse del governo sono rimaste, purtroppo, tali. E questo, oltre a provocare malessere e allarme tra i produttori agricoli, ha costretto -si legge nell’ordine del giorno della Direzione Cia-
molti di essi a stipulare polizze con le assicurazioni a costi praticamente triplicati rispetto a quelli dello scorso anno, quando c’era la copertura da parte del Fondo.

Attualmente anche le prospettive future sono molto incerte. Davanti ad una Pac i cui interventi si vanno sempre più assottigliando e ad un contesto internazionale difficile e ad un
negoziato Wto che non riesce a decollare, non si è promossa una strategia capace di ridare vigore alle imprese agricole. Continua a mancare una vera politica per l’agricoltura, La stessa
Conferenza nazionale, dalla Cia più volte sollecitata, non è stata programmata dal ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, nonostante l’annunciata
volontà, ad inizio legislatura, di portare avanti l’iniziativa. Poteva rappresentare l’occasione ideale per un confronto serio ed articolato con tutti i soggetti interessati per
delineare scelte condivise, invece rischia di diventare uno dei tanti appuntamenti falliti.

La stessa manovra economica per il prossimo anno, che il governo si appresta a varare, rischia di non contenere – afferma la Direzione della Cia – gli elementi necessari per dare slancio al
settore primario. Una conseguenza diretta di un Documento di programmazione economica e finanziaria (Dpef) che si limita a parlare, in linea teorica, di interventi a sostegno
dell’imprenditoria, ma poco e niente di agricoltura che, nonostante le difficoltà, resta il settore che ha meglio reagito alla crisi in atto, soprattutto se il confronto è con
l’industria (meno 17 per cento il valore aggiunto nei primi sei mesi dell’anno).

Le imprese agricole – sottolinea l’ordine del giorno della Direzione – mostrano una strutturale difficoltà a recuperare margini di efficienza ed a produrre reddito da destinare ai
consumi, all’innovazione ed agli investimenti. Pesano ed aggravano questa situazione, da un lato, l’aumento del costo del denaro e le difficoltà di accesso al credito che penalizzano
maggiormente le imprese, dall’altro, le anomalie ed il malfunzionamento del mercato, un rapporto di filiera frammentato e, in molti casi, inesistente, e un’interprofessione che non riesce a
decollare.

La Direzione della Cia ribadisce che nell’applicazione dei Piani di sviluppo rurale si continuano a registrare, da parte delle Regioni, notevoli ritardi ed evidenti squilibri a danno
dell’agricoltura, mentre l’accordo sull’art. 68 resta insufficiente per rispondere alle esigenze delle imprese agricole. Non solo. Il Fas, Fondo per le aree sottoutilizzate, è stato
ridotto e così l’agricoltura perde un’ulteriore fonte di finanziamento.

La Direzione della Cia ricorda alcune delle misure da adottare per ridare fiato alle imprese agricole in affanno: estensione a tutte le attività agricole e zootecniche dell’accisa zero
per il gasolio; riduzione al 4 per cento dell’aliquota Iva sui carburanti utilizzati nelle attività agricole a tutto il 2010; la riduzione del 50 per cento delle aliquote Iva relative
sia all’acquisto dei beni e servizi necessari allo svolgimento dell’attività agricola; fissazione al 4 per cento dell’Iva sulle nuove strutture realizzate nell’ambito del Piani di
sviluppo rurale.

E’, inoltre, necessario estendere il credito d’imposta per nuovi investimenti produttivi in agricoltura a tutto il territorio nazionale, con priorità agli investimenti che mirano
all’aggregazione dell’offerta ed alla stipula di accordi interprofessionali. Allo stesso tempo – si legge nell’ordine del giorno – è fondamentale favorire l’accesso al credito e la
ristrutturazione finanziaria delle imprese agricole anche con la trasformazione del debito con gli istituti bancari dal breve a medio e lungo termine.

Bisogna anche aumentare – rileva la Direzione Cia – la dotazione finanziaria per il credito d’imposta per l’imprenditoria giovane, raddoppiando i massimali per ogni singolo intervento e occorre
introdurre agevolazioni contributive e tributarie per le imprese agricole colpite da crisi di mercato.

Appare, infine, sempre più necessario – conclude l’ordine del giorno della Direzione Cia – un impegno unitario del mondo agricolo, superando inutili divisioni e contrapposizioni e
sviluppando iniziative comuni proprio per rendere più forte l’azione a sostegno dei produttori. Un invito in tal senso è rivolto soprattutto a Confagricoltura e Copagri,
organizzazioni con le quali, peraltro, sono state promosse, a livello territoriale, manifestazioni di carattere unitario.

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