Aglio: In Cina i prezzi sono alle stelle. Coldiretti rassicura, l’Italia non corre il rischio di speculazione

Aglio: In Cina i prezzi sono alle stelle. Coldiretti rassicura, l’Italia non corre il rischio di speculazione

Roma – L’influenza A non fa aumentare solo i profitti delle multinazionali del farmaco ma anche quelli dei contadini e dei verdurai. Almeno in Cina, dove secondo il Financial Times
è in atto una speculazione selvaggia sui prezzi dell’aglio, considerato dalla medicina tradizionale il rimedio principe contro l’influenza.   

Il prezzo della pianta medicamentosa – utilizzata nella medicina occidentale principalmente per combattere l’ipertensione arteriosa – è schizzato alle stelle in Cina, primo produttore
mondiale, lievitando anche di 15 volte rispetto ai prezzi del marzo scorso, prima cioé della pandemia.   

Il quotidiano britannico scrive che la speculazione sull’aglio dipende in parte dalla forte riduzione del raccolto, perché negli ultimi anni i contadini cinesi hanno abbandonato la
coltivazione a causa degli scarsi guadagni. Ma non esclude anche una “speculazione vecchia maniera” e ipotizza anche una regia della mafia del Dragone.   

Un analista ha spiegato al giornale come avviene la speculazione: “Servono un deposito, un mucchio di contanti e alcuni camion”, ha detto Jerry Lou, analista della Morgan Stanley per il mercato
cinese. “La speculazione consiste nel rallentare quanto più possibile la produzione e poi fare offerte molto alte per far risalire i prezzi”. Il gioco a quel punto è fatto: “Solo
spostando l’aglio da un deposito all’altro si fanno milioni”.

Contrariamente a quello che sta succedendo in Cina, in Italia non ci sono rischi di speculazioni per i prezzi dell’aglio, potendo contare su una produzione nazionale di 30 milioni di
chili. E’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare quanto sta succedendo in Cina sulle quotazioni di un prodotto considerato dalla medicina tradizionale il rimedio principe contro l’influenza,
grazie al contenuto in sali minerali e vitamine antiossidanti.        

Mentre in Cina il prezzo è lievitato anche di 15 volte rispetto a marzo scorso prima della pandemia, in Italia, sottolinea la Coldiretti, è stabile con una media di 5,2 euro al
chilo, anche se al produttore viene pagato 1,5 euro al chilo, con valori più elevati per i prodotti più pregiati. Gli italiani, quindi afferma la Coldiretti, si possono
avvantaggiare facilmente delle proprietà dell’aglio, considerato un potente antibatterico che contiene l’allicina, una sostanza, secondo molti esperti, particolarmente attiva nella
prevenzione dell’influenza.

La superficie nazionale coltivata ad aglio, ricorda l’organizzazione agricola, è di 3mila ettari, con una produzione presente in tutte le Regioni, concentrata soprattutto in Campania,
Sicilia, Emilia-Romagna, Veneto, Puglia, Abruzzo, Sardegna e Piemonte. Particolarmente rilevanti sono le importazioni che risultano di poco inferiori alla produzione nazionale e provengono
principalmente da Spagna, Cina, Francia e Argentina.

Ansa.it per NEWSFOOD.com

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