Ad ogni nazione, la sua allergia

Ad ogni nazione, la sua allergia

I Paesi del mondo sono diversi: per cultura, tradizioni, storia…ed allergie alimentari.

Tale specificità geografica delle intolleranze è stata oggetto di una ricerca di EuroPrevall (un progetto di ricerca multidisciplinare sulle intolleranze al cibo) in
collaborazione con un gruppo di studiosi dell’Institute of Food Research di Norwich, in Inghilterra diretto dalla dottoressa Clare Mills. Gli scienziati hanno scoperto come le
particolarità delle “allergie nazionali” siano dovute a due fattori: i diversi stili di alimentazione e, sopratutto, il fenomeno delle allergie incrociate.

Alcune proteine contenute in frutta e verdura presentano una struttura simile a quelle di sostanze (come i pollini) che indeboliscono il sistema immunitario, rendendolo più vulnerabile
ad altri allergeni “fratelli”: una sorta di lavoro di squadra, per capirsi. Questo è il motivo per cui, ad esempio, nelle zone in cui sono diffuse le betulle c’è una più
alta percentuale di soggetti intolleranti alle mele.

I ricercatori hanno anche realizzato una sorta di mappa dei punti caldi allergici. In Islanda, il nemico è il pesce. In Svizzera, l’allergia prevalente è quella al sedano mentre i
Paesi del Mediterraneo hanno un’alta intolleranza a pesca e melone.

Per quanto riguarda l’Italia essa è divisa a metà: sopra Firenze l’intolleranza alla mela riguarda la polpa del frutto, mentre nel meridione a scatenare l’allergia è
più spesso la buccia.

Va comunque detto come, secondo le rilevazioni dell’Istituto superiore di Sanità, il numero di allergici al cibo sia relativamente scarso, comprendendo infatti l’ 8% dei bambini e il 2%
degli adulti. Tra i prodotti meno tollerati, latte, grano, uovo e soia.

Matteo Clerici

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