A fianco degli ultimi:

A fianco degli ultimi:

By Redazione

 

Le vite di S. Giuseppe Cottolengo e S. Giovanni Bosco si intrecciano con le complicate vicende storiche del Piemonte
nell’XIX secolo.

La Torino dell’Ottocento mostrava il risvolto drammatico dell’industrializzazione: migliaia di immigrati,
soprattutto giovani, allo sbando, bambini e ragazzi abbandonati a se stessi nelle strade, donne, malati, invalidi e disabili che gli ospedali non riuscivano a raccogliere e
curare.

S. Giuseppe Cottolengo ( 1786
– Bra, Cuneo/ 1842 – Chieri, Torino) decise di dedicarsi ai malati dopo aver assistito alla morte di una donna  e del bimbo appena nato vicino
alla sua chiesa. Fondò così la Piccola Casa della Divina Provvidenza, il primo nucleo degli istituti oggi intitolati a suo nome, in cui tutti i malati, i disabili, i
poveri potevano trovare ricovero ma anche riscatto nel prestare assistenza a chi condivideva la loro stessa sorte.  Oggi gli istituti fondati dal Santo, oltre
alla casa madre, sono un centinaio in tutta Italia e circa una quindicina all’estero (India, Kenya, Ecuador, Svizzera, USA).

San Giovanni Bosco (1815 –
Castelnuovo Don Bosco, Asti/1888 – Torino), invece, rimase colpito dal triste spettacolo di migliaia di giovani abbandonati a se stessi che affollavano le strade di Torino, molti
dei quali arrivati in città con il miraggio di un lavoro nelle nuove fabbriche, altri provati dalla perdita dei genitori.

Nel 1841 decise di fondare gli oratori per ragazzi: scuole rivoluzionarie per l’epoca, in cui si imparava a
lavorare, a guadagnarsi da vivere, ad aiutare il prossimo, a vivere nel senso più pieno. Il progetto educativo di Don Bosco suscitava l’ammirazione negli osservatori del
tempo: cattolici, protestanti, laici, atei, politici di qualsiasi schieramento: tutti erano stupiti dalla serena laboriosità di ragazzi che si credevano irremediabilmente
perduti.

 

Il singificato dell’opera di questi due santi, può essere riassunto in quello che S. Giuseppe Cottolengo
disse a S. Giovanni Bosco, toccandogli i lembi dell’abito e consigliandogli  di procurarsi  un vestito più robusto
perché molti ragazzi vi si sarebbero aggrappati.

La missione educativa di San Giovanni Bosco ne ha fatto  il patrono degli educatori, dei
giovani, degli studenti e degli editori

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