900 Mio EUR per la ricerca tedesca sull'imaging molecolare

Il ministero federale dell’Istruzione e della ricerca tedesco (BMBF) e alcuni partner dell’industria tedesca hanno annunciato un investimento di 900 Mio EUR nella ricerca sull’imaging
molecolare, il cosiddetto «Innovation Alliance Molecular Imaging» finanzierà progetti congiunti che coinvolgeranno i settori della ricerca e dell’industria. L’obiettivo
è sviluppare nuovi dispositivi, nuovi software e nuovi mezzi di contrasto.

In futuro l’imaging molecolare aiuterà i medici a esaminare più da vicino il corpo umano, a diagnosticare le malattie più rapidamente e a migliorare le cure, sostiene
Annette Schavan, ministro tedesco della Ricerca. «Desideriamo ravvicinare le attività svolte dalla ricerca e dall’industria nel campo dell’imaging molecolare», ha aggiunto.
«L’investimento congiunto in questa tecnologia apporterà enormi benefici alla salute dei cittadini e alla Germania quale paese di ricerca e di produzione industriale.»

Il governo federale ha approvato uno stanziamento totale di 150 Mio EUR a favore di progetti di imaging molecolare nei prossimi sei anni. I partner industriali – Bayer-Schering Pharma,
Boehringer Ingelheim, Carl Zeiss, Karl Storz e Siemens – contribuiranno con ulteriori 750 Mio EUR.

Numerosi progetti di imaging molecolare sono attualmente in corso nell’ambito del Sesto programma quadro dell’UE. Ad esempio, l’Istituto di ricerca biomedica di Barcellona e il suo partner
americano, Centre for Molecular Imaging Research presso la Harvard Medical School, stanno lavorando all’imaging molecolare dell’arteriosclerosi, comunemente riscontrata nelle malattie
cardiovascolari e cerebrovascolari.

L’imaging molecolare può rendere visibili i processi biologici a livello molecolare o cellulare. Consente una diagnosi precoce e migliori cure per innumerevoli malattie, fra cui il
cancro, le malattie cardiovascolari o la demenza.

A differenza delle tecniche di imaging tradizionali, l’imaging molecolare utilizza biomarcatori per vedere ciò che avviene all’interno di una cellula. Questi biomarcatori (nel caso
dell’arteriosclerosi, ad esempio, l’enzima mieloperossidasi sembra essere un indicatore affidabile di placche arteriosclerotiche vulnerabili) interagiscono a livello chimico con l’ambiente
circostante e modificano l’immagine in funzione dei cambiamenti molecolari che si verificano nell’area interessata. Un’immagine così dettagliata a livello molecolare permette di rilevare
i cambiamenti della cellula molto tempo prima che si formino tumori o si verifichi un infarto.

Leggi Anche
Scrivi un commento