Zampone e Cotechino al Cenone di Capodanno = Zampone&Cotechino Day

Zampone e Cotechino al Cenone di Capodanno = Zampone&Cotechino Day

28 dicembre 2013
Newsfood.com propone di dedicare il 31 dicembre di ogni anno allo “Zampone&Cotechino Day” dove il clou della festa è proprio sulla tavola di gran parte degli Italiani.

Buon Anno a tutti!
Con la tendenza al risparmio e ai menu tradizionali, nel cenone di Capodanno è boom per cotechini e zamponi che fanno registrare un aumento negli acquisti del 9 per cento rispetto all’anno
scorso per un totale di circa 6,5 milioni di chili serviti in tavola. E’ quanto stima la Coldiretti nel sottolineare che sulle tavole di quasi tre  italiani su quattro (73 per cento)
sarà presente il gustoso insaccato.

Il rinnovato interesse per questi pregiati prodotti della salumeria “made in Italy” scaturisce da un ritorno dei piatti della tradizione, ma anche  dalle caratteristiche nutrizionali
profondamente cambiate. Rispetto a venti anni fa i due insaccati simbolo del Capodanno hanno infatti oggi il 33 per cento di grassi in meno rispetto a venti anni fa.

Durante le festività di fine anno viene messa in tavola circa il 90 per cento del totale della produzione nazionale. La preferenza degli italiani va ai cotechini il cui consumo in
quantità è pari ad oltre il doppio di quello degli zamponi.

La maggioranza della produzione nazionale è certificata come Cotechino e Zampone di Modena IGP (n.d.r. ricordiamo che il marchio IGP non garantisce che il prodotto sia di origine
italiana), riconoscibili dal caratteristico logo a cerchi concentrici gialli e blu con stelline dell’Unione Europea, ma si rileva anche una apprezzabile richiesta per cotechini e zamponi
artigianali, magari acquistati direttamente dagli allevatori, in azienda, nei mercati o nelle botteghe di Campagna Amica, dove la componente di carne italiana è pari al cento per
cento. 

Insieme a due piatti storici è immancabile la presenza delle lenticchie chiamate a “portar fortuna” anche se poche sono realmente italiane come quelle di Castelluccio di Norcia IGP, ma
anche quelle inserite nell’elenco delle specialità tradizionali nazionali come le lenticchie di S. Stefano di Sessanio (Abruzzo), di Valle agricola (Campania), di Onano, Rascino e
Ventotene (Lazio), Molisane (Molise), di Villalba, Leonforte, Ustica e Pantelleria (Sicilia) o umbre quali ad esempio quelle di Colfiorito.

La nascita dello zampone viene fatta risalire intorno al 1511, anno in cui le truppe di Giulio II, papa guerriero, assediarono Mirandola, fedelissima alla Francia e patria di Giovanni Pico della
Mirandola, ricordato per la sua prodigiosa memoria.

Gli abitanti della città presa d’assedio, per non lasciare ai nemici i pochi suini rimasti, li macellarono tutti e per non sprecare la carne in un solo momento, la affidarono ad un cuoco
di Pico. Questo personaggio ebbe la brillante idea di tritare tutta la carne e miscelarla, com’era uso nella cucina rinascimentale, con molte spezie.

Una volta completata questa operazione inserì il composto nella pelle delle zampe anteriori dei maiali, per poterlo conservare più a lungo e cuocerlo al momento opportuno. Nacque
così il prototipo del famoso e ancora attualissimo zampone di capodanno. Lo zampone e il cotechino analizzati dopo cottura dimostrano di avere una composizione molto diversa dall’immagine
che li vede come prodotti molto grassi: 100 grammi, pari a due fette, contengono 319 calorie, circa quanto un etto di mortadella (307) e meno della stessa quantità di salame (352).

Si tratta di alimenti interessanti per l’apporto in proteine di elevata qualità biologica, in vitamine B1 e B2 (tiamina e riboflavina) e in ferro e zinco (oligoelementi per i quali possono
verificarsi carenze in caso di alimentazione vegetariana).

Inoltre, per quanto riguarda il problema della qualità dei lipidi, che ha a lungo penalizzato ingiustamente questi alimenti, i dati attuali  indicano che la composizione in acidi
grassi e il rapporto tra le diverse classi di acidi grassi non si discostano da quelle che sono le raccomandazioni dei nutrizionisti.
 
 

Redazione Newsfood.com

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