Yogurt anti colesterolo? Forse no

Yogurt anti colesterolo? Forse no

Attenzione alle pubblicità che descrivono il prodotto come una sorta di pozione magica contro problemi e malattie, perché tale effetto beneficio non è per nulla garantito.

Questo il messaggio di una ricerca del France’s agricultural research centre IRNA e del Germany’s Technische Universitaet Muenchen, diretta da Stéphan Marette e pubblicata sul “Journal
Food Policy”.

Gli studiosi hanno selezionato 107 volontari, poi divisi in due gruppi. Il primo gruppo (60 persone) aveva problemi di ipercoleserolemia, il secondo gruppo (47) non aveva problemi di
colesterolo. Tutti i soggetti sono stati sottoposti a vari test (come questionari o prove di gusto), al fine di determinare quanto fossero disposti a pagare per uno yogurt “liscio” o per uno
addizionato con steroli.

Va notato come tutti i volontari fossero stati informati sia sui potenziali benefici (riduzione del colesterolo) che sui potenziali rischi (scarso assorbimento delle vitamine liposolubili).
Inoltre, la maggior parte degli appartenenti al secondo gruppo (gruppo “colesterolo”) erano consapevoli dei benefici degli steroli vegetali, ma pochi usavano la marca di yogurt scelta per la
ricerca.

L’osservazione dell’esperimento ha mostrato come le informazioni non fossero così rilevanti e che l’incertezza scientifica proclamata sugli stessi aveva un impatto esclusivamente
sull’eventuale costo aggiuntivo del prodotto.

Spiegano gli esperti: “È interessante notare che anche i partecipanti del gruppo “senza colesterolo” reagivano positivamente alle informazioni. Al contrario, le informazioni relative
alle incertezze scientifiche circa l’impatto degli steroli sulla riduzione dei rischi cardiovascolari non è statisticamente influente tra i consumatori del gruppo “colesterolo””.

Allora, Marette e colleghi ritengono che le pubblicità siano poco chiare e che debbano allora essere migliorate con maggiori informazioni sul rapporto cibo/salute.

Si può allora concludere che “Da un punto di vista normativo, questo esperimento suggerisce che è indispensabile per i governi valutare non solo le informazioni mediche e
prestazioni sanitarie, ma anche gli incentivi e le percezioni dei consumatori degli alimenti addizionati con supplementi alimentari (…) L’accettazione delle domande di salute da parte delle
autorità pubbliche o le agenzie devono essere rigorose per evitare la proliferazione di prodotti di dubbio beneficio per la salute”.

Fonte: Stéphan Marette, Jutta Roosen, Sandrine Blanchemanche, Eve Feinblatt-Mélèze, “Functional food, uncertainty and consumers’ choices: A lab experiment with
enriched yoghurts for lowering cholesterol”, Food Policy, In Press, Corrected Proof, Available online 31 May 2010, doi:10.1016/j.foodpol.2010.04.009

Matteo Clerici

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