Diabete: il colesterolo “buono” diventa cattivo

Diabete: il colesterolo “buono” diventa cattivo

Il colesterolo HDL è composto da lipoproteine ad alta densità. Tale elemento ha ottenuto il soprannome di colesterolo “buono in quanto fattore di protezione. Livelli superiori a
60 milligrammi per decilitro (mg/dL), renderebbero infatti meno soggetti a malattie cardiache.
Tuttavia, è possibile che tale effetto non esista (o sia addirittura ribaltato) nei malati di diabete.

E’ quanto afferma una ricerca dell’Università di Pittsburgh (USA), diretta dalla dottoressa Tina Costacou.

La squadra capitana dalla Costacou ha preso in esame 658 soggetti, tutti inseriti nel Epidemiology of Diabetes Complications Study di Pittsburg. I volontari erano d’ambo i sessi e con una
diagnosi di diabete di tipo 1, ricevuta nel periodo 1950-1980.

L’indagine ha mostrato come i diabetici erano più colpiti da malattie cardiache se i livelli di HDL erano inferiori a 47,5 mg/dl. Quando invece i livelli erano superiori di poco,
l’incidenza diminuiva. Ma (e qui il “nodo” della ricerca) quando si superava la soglia di 80 mg/dL, specie nelle donne, aumentava di molto la probabilità di disturbi per il cuore.

A riguardo, gli studiosi precisano come i soggetti maschi erano nettamente inferiori alle donne, quindi l’analisi su di loro non è stata esaustiva.

Conclude la dottoressa Costacou: “Anche se alti livelli di HDL sono associati normalmente a un ridotto rischio di malattie cardiovascolari, questo non è il caso delle donne che soffrono
di diabete di tipo 1 e HDL elevato”.

Fonte: “Can too much HDL be harmful to women with type 1 diabetes?”, University of Pittsburgh Schools of the Health Sciences 29/06/010

Matteo Clerici

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