Yogurt turco con volto greco. Quando il nazionalismo passa per la cucina

Yogurt turco con volto greco. Quando il nazionalismo passa per la cucina

Turchia e Grecia sono da sempre ai ferri corti. Inimicizie storiche, la questione di Cipro e le rivalità religiose: per accendere una situazione così calda, basta veramente poco.
Come una storia di yogurt e diritti d’immagine.

A dare il via al tutto, Minas Karatsoglu, un ex pastore 74enne greco. Karatsoglu ha fatto causa alla Lindahl, azienda casearia svedese, a suo dire rea di aver usato senza autorizzazione il suo
volto per la pubblicità di uno yogurt. In particolare, l’ex pastore è stato risentito dal fatto che il prodotto fosse promosso come esclusivamente di “tradizione turca”. Una cosa
che, ad un convinto nazionalista come lui, è suonata come un sopruso intollerabile.

Allora, Karatsoglu ed il suo avvocato Dimitris Dimitriou, hanno trascinato in tribunale i produttori. Dopo una breve trattativa, la società svedese ha ceduto, offrendo 160.000 Euro alla
“vittima”. Comprensibilmente soddisfatto l’avvocato Dimitriou: ” Non è un caso frivolo. È invece una vicenda molto seria. Penso che non vi sia insulto peggiore per un greco che
essere chiamato turco”.

Matteo Clerici

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