WORKSHOP DEL COMUNE DI BRESCIA SUL PAC

WORKSHOP DEL COMUNE DI BRESCIA SUL PAC

By Giuseppe

Iniziativa del comune di Brescia: si discute sul Piano Aria e Clima

Associazioni e operatori economici a confronto con la proposta del Comune

 

A cura di ASSOEDILIZIA informa

Milano, 7 aprile 2025

WORKSHOP DEL COMUNE DI BRESCIA SUL PAC
Iniziativa del comune di Brescia: si discute sul Piano Aria e Clima
Associazioni e operatori economici a confronto con la proposta del Comune
ASSOEDILIZIA informa
Il Pac (Piano Aria e Clima) sta arrivando al cuore del problema: la libera discussione con Associazioni e operatori economici del settore. IL 27 marzo si è svolto un workshop (cui ha partecipato anche la Federazione Regionale Lombarda della Proprietà Edilizia) che ha cominciato a porre le base di un confronto serio.
Di Saverio Fossati
Ricordiamo che a Brescia il percorso elaborato dal Comune ha previsto, da marzo, un massiccio coinvolgimento dei cittadini e delle Associazioni, attraverso tavoli di lavoro e incontri, anche per raccogliere i bisogni e le idee: nel processo partecipativo sono coinvolti diversi soggetti: l’Osservatorio Aria e Clima, la Consulta Ambiente, i Consigli di Quartiere, le associazioni, le attività produttive e commerciali, i cittadini e le cittadine.

WORKSHOP DEL COMUNE DI BRESCIA SUL PAC

Entro dicembre 2025 è prevista l’elaborazione della proposta di Piano che terrà conto dei contributi dei portatori di interesse e dei cittadini, da sottoporre successivamente alla Giunta e al Consiglio Comunale.
Intanto è stato costituito un Gruppo tecnico di lavoro all’interno dell’Area Transizione Ecologica Ambiente e Mobilità del Comune per impostare il lavoro relativo all’elaborazione del Piano Aria e Clima, suddiviso in due tavoli tematici sulle tematiche della mitigazione e dell’adattamento.
Nel 2026-2029 seguiranno le azioni concrete che porteranno a un bilancio dei risultati raggiunti nel 2030.

Questi gli obiettivi del PAC:
1 – Aria. Proteggere la salute die cittadini riducendo sostanza bnocive come PM 2.5, PM 10, NO2 e ozono.
2 – Emissioni mitigazione. Diminuire del 55% entro il 2030 le emissioni di CO2 rispetto al 2010 e azzerarle entro il 2040.
3 – Adattamento ai cambiamenti climatici. Rafforzare la resilienza urbana contro ondate di calore, pogge intense e altri eventi estremi.

L’incontro del 27 marzo è stato introdotto dall’assessore Camilla Bianchi, che ha affermato che dopo le persone e i consigli di quartiere, è la volta di operatori economici e portatori d’interesse. Stiamo costruendo il piano di aria e clima e l’obiettivo di oggi è di condividere uno sguardo di approfondimento e cosa ciascuno può portare in questo percorso.

Elena Pivato (urban center) e Giuliana Gemini (Consorzio Poliedra) hanno spiegato che la consultazione si sviluppa per tutto il 2025 con l’obiettivo di far capire su cosa si sta lavorando e con lo scopo di fare meglio il Pac. Avremo un secondo workshop dopo l’estate. E a fine 2025 verrà comunicato cosa di tutto questo il Comune ha recepito.

Il Piano è il principale strumento per accompagnare la città alla transizione ecologica ed è il documento della città, non del Comune. Dai tre obiettivi generali e strategici saranno individuati quelli specifici che si realizzano con le azioni, sino al 2030, 2040 e 2050: aria e qualità della vita, mitigazione delle emissioni e adattamento ai cambiamenti climatici. Gli ambiti d’azione saranno la città delle persone e della salute, la città efficiente (dal punto di vista energetico) e città spugna-città oasi.
Opinioni meno ottimistiche sono emerse dai partecipanti al workshop: Angelo Capretti (ex dirigente del Settore Sostenibilità ambientale del Comune), Melida Maggiori (energy manager del Comune), Giuseppe De Palma (Unibs, docente medicina del lavoro), Francesco Donato (ex Unimi e consigliere ordine dei Medici), Daniele Bianchini (Ordine ingegneri), Alessandro Marini (settore manifatturiero), Chiara Vanzini (Confindustria Brescia), Alessandro Corsini (Ad Ramef), Fabrizio Orlandi (A2A) e rappresentanti di Brescia Infrastrutture, Consorzio Brescia Mercati, Confesercenti, Comune di Brescia, Consorzio Bonifica, Confocommercio, Università e Confapi Brescia.
Capretti ha illustrato la situazione nel bacino della pianura padana: I satelliti ci dicono che in certi periodi la pianura padana non va bene sotto il profilo dell’inquinamento. E già da anni si notava il cambiamento climatico Ci sono emissioni che generano problemi per la salute e altre che influiscono sul clima. Quanto alle prime, ha detto Capretti, va segnalato anche il particolato secondario (da acido nitrico e ammoniaca) che rappresenta il 40% del totale polveri e anche l’agricoltura, quidi, è responsabile. Nel trasporto su strada una variabile importante deriva dalla non combustione (gomme, eccetera). Le polveri fini vengono in gran parte dalla provincia.
Melida Maggiori ha sottolineato il fatto che la mitigazione dei cambiamenti climatici è invece un problema globale. Le emissioni di CO2 hanno causato l’innalzamento del riscaldamento, e il 60% delle persone vivono nelle città, con un diverso stile di vita contribuiamo a mitigare gli effetti, La transizione energetica, per Maggiori, ci permette di migliorare sia costi che la situazione delle emissioni. Tra il 2011 e il 2023 i consumi elettrici sono calati dell’11%, quelli di gas naturale di percentuali variabili tra il 24% e il 43%.  Circa il 70% degli edifici sono collegati alla rete di teleriscaldamento. Gli edifici residenziali consumano il 31,1% dei consumi energetici complessivi.
Gli obiettivi di mitigazione sono di riduzione entro il 2023 del 50% pro capite (escludendo i settore produttivo) di emissioni CO2 rispetto al 2010 (obiettivo Paesc), Il Pac si spinge al 55% e di raggiungere la neutralità climatica entro il 2040.
Ma come abbattere 2 milioni di mWh, questo è sembrato davvero difficile agli operatori economici presenti.

Stefano Zanoni, coordinatore del tavolo tecnico di adattamento, ha evidenziato che ci sono una serie di elementi nel contesto urbano, che riguardano temperatura, ombra incendi, reticolo idrico, drenaggio urbano, pianificazione urbana… A Brescia non nevica più e d’estate non si dorme la notte. Per questo gli spazi naturali in città hanno un’importanza vitale.

Dagli altri partecipanti è venuta un’osservazione importante: che occorre cambiare i comportamenti, perché la sostenibilità non si cala dall’alto e riguarda la salute dell’uomo: rispetto agli stili di vita, anche l’educazione alimentare e fisica sono azioni di adattamento. Inoltre, per avere infrastrutture che cambino la vita della mobilità ci vogliono decenni. E poi come ci si muove a livello suburbano? Una critica forte è venuta anche al fatto che i Comuni vicino abbiano una autonomia di decisione su scuole e mobilità, mentre la richiesta comune è che la questi ambiti, come le strutture sanitarie, devono essere decise a livello centrale.
Sono quindi centrali la consapevolezza e la disponibilità al cambiamento della comunità intesa come composta di individui.  Il mood “pago le tasse e me ne infischio del resto” rimane molto forte, e occorre partire da lì per capire la resistenza al cambiamento.
La sfida del Comune, hanno concluso i rappresentati della municipalità, è di tenere dentro tutti, vanno bene mail e suggerimenti e servono a fare rete di sistema. Il prossimo appuntamento con operatori economici e portatori d’interesse sarà a settembre per avviare lo step 2 delle azioni concrete da formalizzare nel Pac.
I contatti  diretti con il Comune possono avvenire attraverso la mail  pianoariaclima@comune.brescia.it

 

 

Newsfood.com
Nutrimento & nutriMENTE
Contatti

Condividi su:

VISITA LO SHOP ONLINE DI NEWSFOOD