Abitare a Bresso, sfide e opportunità dell’abitare nel tempo presente

Abitare a Bresso, sfide e opportunità dell’abitare nel tempo presente

By Giuseppe

Abitare nell’hinterland? No, in una città più solidale

Incontro sull’abitare a Bresso promosso da Comune e Chiesa – A cura di Assoedilizia Informa

Milano, 21 marzo 2025

ASSOEDILIZIA informa

 

Abitare nell’hinterland? No, in una città più solidale

Incontro sull’abitare a Bresso promosso da Comune e Chiesa

Di Saverio Fossati

I cittadini di un ex paese, ormai città, si sono incontrati il 21 marzo alla Sala Don Giussani sul tema Abitare a Bresso. Sfide e opportunità dell’abitare nel tempo presente”, grazie all’impegno del sindaco e della Chiesa locale. Un momento inusuale che più facilmente si è creato in un centro minore, dove i rapporti sono meno formali ma forse più robusti. Nell’anno del Giubileo, si legge nella presentazione,  è nata così l’idea dell’amministrazione comunale di proporre un ciclo di incontri su tematiche diverse, legati da un comune filo conduttore riassunto in “semi di speranza” per affrontare temi critici e delicati e condividere uno sguardo di speranza per il futuro.

Alessandro Maggioni

Il sindaco di Bresso Simone Cairo ha introdotto l’evento, ringraziando la comunità pastorale, incoraggiando l’idea che ciascuno porti il suo contributo, e per questo, ha detto Cairo, sono stati invitati don Roberto  Davanzo (già direttore della Caritas ambrosiana) e Alessandro Maggioni (presidente Consorzio Cooperative Lavoratori).
Gli amministratori, ha detto Cairo, sono stretti tra norme sempre più rigide nell’assegnazione degli alloggi Erp e nella tolleranza sulle morosità. Il Comune di Bresso ha ben 225 alloggi popolari ma la morosità è eumentata del 41% negli ultimi anni e coloro che chiedono il contributo di solidarietà regionale sono saliti del 45 per cento. Gli affitti brevi, ha spiegato Cairo, cannibalizzano. E il Prg prevede pochissime possibilità di nuove edificazioni, quindi si lavora sul già edificato.

Abbiamo chiesto a tutti di cambiare la proposta di affitti concordati perché trascina addirittura quelli liberi. Mentre sugli alloggi pubblici cerchiamo di premiare chi accetta case da ristrutturare senza però basarci solo sul suo reddito per la graduatoria. Abbiamo in attesa un accordo per consentire un allargamento degli alloggi destinati alle Forze dell’ordine. E il costruttore che accetta di edificare in edilizia convenzionata avrà il 29% in più di cubatura.

Don Davanzo ha parlato della possibilità e dell’utilità del mix sociale, citando Santa Giulia e Calvairate a Milano. Modelli che però soffrono di situazioni addirittura umilianti, in immobili degradati e a rischio di occupazione abusiva. “Mi sono accorto – ha detto Davanzo – che la Chiesa Milanese è sempre stata attenta al tema. E l’arcivescovo ha lanciato il fondo Schuster, che ha anche lo scopo di favorire collaborazioni tra privati e associazioni”. C’è una forbice pesante, ha detto Davanzo, tra i quartieri e bisogna riflettere anche sul costo sociale e psicologico di trasmigrare in un paese dell’hinterland, dove non si conosce nessuno e ci si trova con mezzi pubblici molto rarefatti.
Il 50% del Fondo verrà destinato a ristrutturare le case messe a disposizione a canone calmierato, il 20% a garantire i proprietari (specialmente quelli più “fragili”) dalle temute morosità e il 30% . Ma per far questo è necessario immaginarsi organismi come la Fondazione San Carlo. Ma perché, si è chiesto don Davanzo, abbiamo perso quella imprenditoria illuminata come Mattei, Falk, Olivetti, che si preoccupava anche del fatto che i propri dipendenti fossero garantiti anche su una serie di servizi,  come la scuola materna per i figli o anche la casa?

Alessandro Maggioni ha sottolineato l’importanza di questa riflessione collettiva e ricordato che la cooperativa ha realizzato ormai 14mila alloggi. Il consorzio ha creato l’Osservatorio sulla casa abbordabile (Oca). Ero ormai stufo, ha detto Maggioni, di sentire glorificare la crescita di Milano senza affrontare il tema della gentryficazione e dell’espulsione dei ceti popolari dalla città. Le dinamiche sottese ad alcune strutturali tengono conto che il ceto imprenditoriale non c’è più, mentre c’è il ceto finanziario, che di basa su aspettative di rendite altissime e un’avidità che ha effetti dirompenti sulla struttura sociale, senza sollevare questioni etiche. I dati di Milano sull’abbordabilità dell’abitare sono comunque in peggioramento e i valori medi dei canoni annui, elaborati da Oca (su www.oca.milano.it) , sono altissimi secondo Abitare.it; ma anche i dati Omi vanno nella stessa direzione. Una famiglia con uno stipendio da operaio, secondo può quindi permettersi solo 19 mq in periferia, chiaramente invivibile. Insomma, ha detto Maggioni, Milano è sempre più una città non per chi lavora.

Fuori Milano, in un’area di 60 km, con l’aiuto dei dati elaborati dal Politecnico, il numero dei pendolari è tanto più elevato quanto più sono vicini i centri in cui abitano, indipendentemente, però, dalla velocità degli spostamenti su mezzi pubblici. Parallelamente, i prezzi medi compravendita ma anche i canoni di locazione (dati Omi) sembrano legati alla distanza da Milano. Quindi, se nel costo di acquisto e locazione si considera anche il valore tempo del trasporto pubblico e il relativo costo economico per raggiungere Milano, vediamo che l’abbordabilità con un salario di 1.500 euro al mese i costi per alloggiare diventano altissimi, circa il 70% del salario, scendono al 70% solo con un salario disponibile di 2.800 euro al mese.

Occorre ragionare con un’ottica sovracomunale, ha spiegato Maggioni, per cercare di realizzare economie sostenibili.
Il canone concordato di Milano è comunque molto alto e dimostra la volontà predatoria della logica della rendita. Essere ricchi non è un peccato, essere avidi sì, ha concluso Maggioni.

Dal pubblico sono arrivate molte sollecitazioni dai rappresentanti delle cooperative edilizie Bressese e Aurora, che hanno condannato l’obbligo delle polizze catastrofali a partire dal 31 marzo (salvo proroghe), giudicate onerosissime.  Mentre altri cittadini ha evidenziato che, nonostante il rischio di invenduto, i prezzi non si abbassano.

 

Foto cover: don Roberto Davanzo e  Simone Cairo

Saverio Fossati

Redazione Newsfood.com
Nutrimento & nutriMENTE

 

 

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