Convegno Fondazione Bassetti- Reinventare Milano, in libertà

Convegno Fondazione Bassetti- Reinventare Milano, in libertà

By Giuseppe

Fondazione Bassetti e Comune di Milano pensano a passato e futuro della città

Reinventare Milano, in libertà – Sulle ceneri della seconda guerra mondiale la libertà di reinventare Milano andò ben oltre la mera, pur ciclopica, ricostruzione

A cura di Assoedilizia Informa

Milano, 26 marzo 2025

ASSOEDILIZIA informa

Di Saverio Fossati

Reinventare Milano, in libertà

Fondazione Bassetti e Comune di Milano pensano a passato e futuro della città

Di Saverio Fossati

Sulle ceneri della seconda guerra mondiale, si legge nella presentazione dell’evento, la libertà di reinventare Milano andò ben oltre la mera, pur ciclopica, ricostruzione. Servivano case, scuole, ospedali, e tutto ciò arrivò, anche per la pianificazione che gli amministratori misero in essere. Ma ciò che veramente caratterizzò lo spirito innovativo della città fu riconoscere che nei luoghi delle peggiori distruzioni e aberrazioni si sarebbero dovute incarnare istanze valoriali, culturali e di pubblico interesse che, da Milano, guardavano oltre: all’Europa che di lì a poco andò unendosi.

A questo percorso contribuì in maniera sostanziale la ritrovata libertà di associarsi nella rappresentanza di interessi: ottant’anni fa risorsero infatti le libere associazioni, impegnate davvero a pensare la nuova vocazione della città; e si espressero – insieme alle organizzazioni politiche e nella rispettiva autonomia – grazie agli strumenti di una rinata opinione pubblica.

E Fondazione Bassetti, che da trent’anni ha per missione la responsabilità nell’innovazione, intende dialogare con la cittadinanza insieme al Comune e Milano è Memoria, facendo convivere le voci più esperte con quelle di alcuni giovani ricercatori.
Nell’ambito delle iniziative del Comune di Milano “Tempo di pace e di libertà” per ricordare gli 80 anni dalla Liberazione dal nazifascismo  si inserisce quindi l’evento “La libertà di reinventare Milano” svoltosi il 26 marzo alla sala Alessi del municipio e a cui ha partecipato Assoedilizia Informa.

 

Emmanuel Conte

 

 

Il convegno è stato introdotto dall’assessore al Bilancio, Demanio e Piano straordinario Casa Emmanuel Conte, che ha ricordato l’azione di Aldo Aniasi e dei sindaci della ricostruzione e ha rivendicato il legame con i valori tradizionali della città, come la casa per tutti, del nuovo Piano Casa promosso dal Comune.

 

 

 

 

 

 

Luca Gibillini

 

 

Luca Gibillini (Milano è Memoria) ha spiegato che fare memoria per noi significa raccontare il nostro presente, l’identità della nostra città oggi e quindi anche avere strumenti per pianificarne la crescita.
Ma lo faremo, ha detto Gibillini,  con tanti strumenti diversi, a partire dalle scuole e in collaborazione con Università Statale, Fondazione Bassetti e molte altre realtà.

Francesco Samoré

 

 

Francesco Samoré (Fondazione Giannino Bassetti) ha esordito dicendo che ottanta anni fa la reinvenzione di Milano avvenne a prezzo di grandi sacrifici ma oggi la storia si ritorce contro di noi. La storia, per Samoré, serve a ritrovare la bussola e la reinvenzione di Milano serve perché Milano è in cambiamento velocissimo è proprio in un mondo in cui la geopolitica e il tecno capitalismo riconfigura il rapporto tra sapere e potere la nostra città è un epicentro di questa trasformazione.

 

 

 

Fiorenzo Marco Galli

 

Oggi bisogna resistere a tanti nemici non così ben definiti come un tempo, ha detto Fiorenzo Marco Galli (Museo Nazionale Scienza e Tecnologia)  e proprio i valori dell’umanesimo che ha ispirato il museo da lui diretto, quelli politici e riformistici, quelli economici della ricostruzione e del boom. Nel museo è sato ricostruito un modulo del palcoscenico della Scala ricostruita del 1946, simbolo di quello spirito.
Non esiste un “sistema Milano” ma un insieme di tante comunità che insieme sono riuscite a ricostruire qualcosa in libertà, una città accogliente. 
A Milano molti dedicano la propria vita a fare al meglio il loro lavoro e l’80% della mia attività, ha detto Galli, è dedicata ad aiutare le persone che lavorano con me a farlo nonostante le complicazioni.  E dobbiamo tornare ad avere una bella politica, che costruisca vagoni robusti per portare tutti, ma proprio tutti, 

 

Fiorella Imprenti

La parola è toccata poi a Fiorella Imprenti (Fondazione Aniasi), ricordando il contributo femminile alla politica milanese fin dal 1904, con la figura di …..
La collaborazione con le forze riformiste cui si è ispirato Aldo Aniasi, ha detto Imprenti,  nasce proprio a fine Ottocento, dopo i tentativi autoritari. E ha creato importanti lasciti culturali. Aniasi sindaco, ha ricordato Imprenti, aveva chiamato le grandi città del mondo dei due blocchi in un’associazione dove si discutessero i grandi problemi come l’inquinamento, il lavoro, l’economia, l’ambiente in generale, la dimensione della cultura e del tempo libero. E aveva sempre pountato a coinvolgere le associazioni dla basso a formare una democrazia partecipata dove l’ascolto da parte delle istituzioni ne fosse l’anima. 

 

 

Maria Canella

 

La storica Maria Canella (Università degli Studi di Milano)  ha illustrato la convergenza tra tecnici, imprenditori illuminati e architetti nella ricostruzione, mentre il Comune metteva mano al piano regolatore, con vincoli alle costruzioni che indirizzassero a una vita migliore. E ha ricordato Giuseppe De Finetti, il maggiore urnìban ista di allora, attento alle infrastrutture che avrebbero dovuto collegare la milano produttiva con il il nucleo commerciale del centro, a partire dal QT8, quartiere sperimentale ma poco ripetuto: oggi dobbiamo guardarlo per le soluzioni più che per l’estetica, ha detto Canella.

 

 

 

 

 

Luca Stanzione

 

Il sindacato ha trovato spazio con l’intervento di Luca Stanzione (Camera del Lavoro di Milano), che ha illustrato i parallelismo con il 1945, con 100mila senza tetto, e il 1962 con il boom dell’immigrazione. Anni della sofferenza, ha detto Stanzione, eppure nel 1963 le prime 100 aziende con maggior fatturato sono a Milano, un capitalismo territoriale. Oggi, ha proseguito Stanzione, si tratta di capire se c’è spazio per il sogno delle generazioni, a partire dalle grandi aree metropolitane che ospitano le Camere di commercio, il luogo dove ci si può difendere da un capitalismo disumanizzato. E penso, ha concluso Stanzione, che la vera leva economica di sviluppo ecocompatibile possa essere la conoscenza, l’editoria, la produzione culturale.

 

 

Massimo Minelli 

 

Massimo Minelli (Fondazione Triulza ETS) ha espresso la necessità di costruire un circolo virtuoso tra le forze cittadine, che non sia una semplice somma matematica di queste forze ma in cui realtà come la Fondazione svolgano un ruolo di connessione, perché la vita di molti prevalga sull’interesse economico di pochi .

 

 

 

 

Dario Baldini

 

Nel suo contributo Dario Baldini (Fondazione Giannino Bassetti), ricercatore, ha parlato del progetto di un centro di documentazione digitale a partire dall’archivio della Fondazione. Giulio Antonucci  (anche lui ricercatore presso la Fondazione Bassetti) Ha  parlato del suo lavoro sul pensiero di Piero Bassetti sull’Europa e dei suoi rapporti con Altiero Spinelli, centrato sulla critica allo Stato centralizzato e quindi sulla necessità di uno sviluppo del livello regionale.

 

 

 

Paolo Zanini

 

 

Dopo l’intervento di Paolo Zanini (Università degli Studi di Milano) i  lavori si sono conclusi con l’intervento di  Piero Bassetti (presidente della Fondazione Giannino Bassetti) che ha espresso il costante impegno intellettuale suo personale e della Fondazione nel cogliere le fondamenta dell’evoluzione di Milano e nel precorrere i suoi indirizzi con proposte sempre lungimiranti e innovative.

 

 

Piero Bassetti (presidente della Fondazione Giannino Bassetti)

 

 

Foto cover: Conte, Zanini, Gibillini e Samorè

 

Saverio Fossati

 

 

 

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