Welfare: servono i fondi per i congedi parentali

All’interno del protocollo sul Welfare, il Ministero del lavoro ha proposto una serie di interventi a sostegno delle famiglie che lavorano: si tratta di misure finalizzate alla creazione di una
banca ore per i congedi parentali, all’aumento fino al 70% dell’indennità per il congedo della maternità facoltativa e all’introduzione del diritto soggettivo al part-time fino ai
3 anni del bambino.

A mettere in luce la necessità di questi interventi, in particolare, è stata l’analisi dei dati sull’utilizzo dei congedi parentali, che indicano come solo il 24% delle donne ne
abbia usufruito nei primi 3 anni del bambino e come meno del 10% li abbia utilizzati dopo il terzo anno di vita del figlio, mentre solo il 3% degli uomini aventi diritto ne ha
beneficiato.
Per queste ragioni il Ministero ritiene necessario “allargare la platea di utilizzo” dei congedi, introducendo “la possibilità di usufruirne anche a gruppi di ore e non solo a giorni” e
di elevare “l’indennità dal 30% al 50% nei primi tre mesi” dopo i cinque previsti dalla legge. Il sottosegretario del Ministero del lavoro Rosa Rinaldi, inoltre, ha prospettato la
possibilità di portare l’indennità al 70% “con una sorta di anticipo da parte dell’ente previsionale, che la lavoratrice o il lavoratore può restituire”, di introdurre
“l’allargamento e la parificazione dell’utilizzo dei congedi da parte di soggetti oggi esclusi, come i genitori affidatari o con contratti atipici” e di prevedere “diritto soggettivo al
part-time reversibile, richiesto per la cura dei figli minori a tre anni”.
Il sottosegretario Rosa Rinaldi, inoltre, ha spiegato che per mettere in atto questi interventi (che sono stati inseriti nel protocollo a livello di “impegno” dell’esecutivo) sono necessari 370
milioni di euro “che possono essere individuati nell’avanzo economico di esercizio della Gestione prestazioni temporanee ai lavoratori dipendenti dell’Inps, nella quale confluiscono anche i
contributi per la maternità”.
“Drammaticamente – ha aggiunto la Rinaldi – non è possibile avere questi fondi, nonostante siano presenti” e dunque il pacchetto potrebbe essere trasformato in un “emendamento in
Finanziaria, avanzato dal Ministero”.
“Questa proposta che sembrava urgente e necessaria per dare maggiore concretezza e cogenza al punto 7 (Le Donne) del Protocollo del 23 luglio – ha concluso la Rinaldi – non ha trovato
accoglienza in quanto ritenuta economicamente incompatibile con gli equilibri di bilancio con cui è stata costruita la finanziaria e anche, di conseguenza, con la copertura economica
prevista per i provvedimenti contenuti nel protocollo sul Welfare”.

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