Del Turco: «sogno un premio per Morricone»

Scanno, 13 Ottobre 2007 – Sogna di consegnare il primo premio Henry Mancini a Ennio Morricone, un auspicio di buon viatico per il presidente della Giunta regionale, Ottaviano Del Turco,
che ha inventato il premio internazionale per le colonne sonore per film, cinema e cartoon, dedicato ad Henry Mancini, uno dei figli d’Abruzzo che nell’Ohio, terra di minatori, ha reso celebre
il genio abruzzese di Scanno.

Il premio debutterà sullo scenario internazionale ad aprile del prossimo anno. Il Presidente ha chiamato il maestro Nicola Piovani, «il più recente premio oscar della musica
da film, se si esclude quello consegnato alla carriera a Morricone», ad inaugurare una stagione di avvicinamento alla prima celebrazione del premio, esibendosi nel pomeriggio di oggi, a
Scanno, al palazzetto dello sport, in «Concerto fotogramma». Si tratta, come ha spiegato il Maestro, di una rivisitazione dello spettacolo che non «portavamo sulla scena da
anni e che presenteremo dopodomani a Madrid». Accennando alla costruzione dell’opera, Piovani ha portato l’esempio di un «cannocchiale rovesciato: dietro le quinte c’è la
musica, una musica invisibile, di cui non ci accorgiamo. E’ un
po� come nei film, una bella musica è tale se non
ti accorgi che c’è fino a quando non esci dalla sala cinematografica e, riascoltando qualche nota, non ti ricordi di quel film. Piovani, che ha definito «un’ottima idea»
quella di un premio internazionale per colonne sonore dedicato ad Henry Mancini, ha parlato diffusamente di sé, delle sue amicizie, del suo lavoro con i giornalisti all’Auditorium di
Scanno «un paese che conoscevo solo di nome. Il nome ci faceva ridere», puntualizza scherzando.

«L’ho sentito per la prima volta perché il mio compagno di banco era di Scanno anche se viveva a Roma» Il Maestro ha però apprezzato moltissimo il paesaggio scannese
«un bellezza all’arrivo che ben predispone. Un conto è uscire dal lavoro e trovare Scanno – ha commentato – un conto è uscire e trovare la Tiburtina, dove non sai mai se ti
hanno preso la macchina oppure no». Piovani si è anche soffermato a parlare dei suoi rapporti con i registi di cui ha musicato le colonne sonore. Su Fellini: «Mi
raccontò che senza lo sciopero dei lavoratori di sviluppo e stampa, che impedirono di rivedere i giornalieri, non avrebbe vissuto una esperienza professionale nuova. Bene senza quello
sciopero – ha svelato Piovani – 8 e mezzo non sarebbe stato quel film visionario che è poi diventato». Su Roberto Benigni: «E’ un miracolo vivente. Le letture su Dante
rompono i canoni precedenti dello spettacolo». Un passaggio del suo ragionamento è stato dedicato alla libertà creativa del musicista nelle colonne sonore. «Non sei
chiamato a scrivere una bella musica – spiega – ma sei chiamato a far emergere l’anima della storia, obbligato da una poetica propria del film e a starne dentro la struttura». Piovani ha
ammesso che tra le colonne sonore preferite c’è sicuramente quella scritta da Nino Rota per «8 mezzo» ma anche il tema di Ennio Morricone per «la Sconosciuta, che ho
riascoltato attentamente, mi ha fatto capire che c’è un’impennata dall’autore».

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