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Welfare: il protocollo è stato approvato in via definitiva

By Redazione

Nella serata di mercoledì un Cdm straordinario ha approvato in via definitiva la versione modificata del ddl che converte il protocollo sul Welfare e che sarà presentata in
Parlamento, l’unico punto all’ordine del giorno, infatti, era “l’esame del testo definitivo del disegno di legge sul welfare” e l’incontro si è concluso con la soddisfazione di (quasi)
tutti.

Anche da questa votazione, infatti, si sono astenuti il ministro della Solidarietà sociale, Paolo Ferrero ed il il ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, ma il ministro del lavoro
Damiano ed il sottosegretario Enrico Letta hanno evidenziato che ormai il dissenso della sinistra ha un’intensità minore ed hanno parlato di “astensione costruttiva” e “fiduciosa”.
L’accordo con i sindacati, che in Cdm ha incassato anche il sì di Mussi e Pecoraro Scanio, è stato trovato nella mattinata di mercoledì, mentre nel pomeriggio l’esecutivo
ha ottenuto l’ok da Confindustria sui contratti a termine. In particolare il ddl prevede che questi possano avere una durata massima pari a 36 mesi, al termine dei quali il contratto può
essere prorogato una sola volta e in presenza dell’ufficio provinciale del lavoro e di un rappresentante sindacale. A queste norme, tuttavia, non sono soggetti i lavoratori stagionali dei
settori contenuti nel Dpr del 1963 e quelli individuati in accordo con i sindacati. Per i lavoratori che al 1 gennaio 2008 hanno già in corso un contratto a termine, inoltre, sarà
introdotta una clausola provvisoria, che prevede che per loro il conteggio dei 36 mesi inizi dopo 15 mesi dall’entrata in vigore della legge (da aprile 2008).
Sul fronte delle pensioni, il ddl prevede che fino al 2011 siano attive 4 finestre di uscita per i lavoratori che hanno maturato 40 anni di contributi e per le pensioni di vecchiaia e che il
problema vega riesaminato dopo tale data.
Il leader di Cgil, Raffaele Bonanni, ha espresso viva soddisfazione, affermando che il ddl “finalmente offre un testo corrispondente all’accordo e – in alcuni aspetti e anche più
chiaro”, ma ha anche spinto sull’acceleratore, sottolineando che “l’importante è che alla fine dell’anno sia tutto confermato” dal parlamento.
Ma, a solo un giorno dall’approvazione, c’è chi minaccia battaglia in Parlamento: “Non voteremo alcun testo che comporti un aumento di spesa, rispetto al protocollo originario”, ha
tuonato Lamberto Dini: “Vedo – ha spiegato il leader dei Liberaldemocratici – che si cancella il tetto dei 5.000 pensionamenti annui per i lavori usuranti: bene, il ministro dell’Economia ci
deve dimostrare, e credo che avrà molti problemi a farlo, che la spesa prevista, 2,5 miliardi in dieci anni, non aumenterà”. “Sarebbe anche gravissimo – ha tuonato – se la norma
sulla pensione dei giovani con il contributivo dovesse garantire a tutti gli effetti una pensione pari ad almeno il 60% della retribuzione”, perchè “una cosa è prevedere una
commissione di studio, affermare un principio, altra mettere in moto meccanismi che distruggerebbero il sistema contributivo, con effetti economici devastanti sulla spesa pubblica”.
Proprio sul tema dei giovani, si attende la manifestazione contro il precariato prevista per sabato, che, come ha sottolineato il capogruppo di Prf alla Camera, Pino Sgobio, sarà
“un’occasione importante”, perchè servirà a “a stimolare il governo a fare di più e meglio”.
Dal canto suo Prodi ha dichiarato a l’Epresso di non temere la “Cosa Rossa”, perchè servirà a “sostenere il governo”: “Non accadrà assolutamente niente – ha spiegato il
Premier – In questi ultimi sette giorni abbiamo avuto tre grandi manifestazioni di società civile: il referendum sindacale sul Protocollo del welfare, la marcia di An per la sicurezza e
le primarie per il leader del Pd. Quella della Cosa rossa sarà la quarta. E non potrà che concludere un ciclo tutto a sostegno del governo”. E, alla domanda se anche la
rappresentazione di An sia stata a sostegno del governo, il Professore ha risposto in modo affermativo: “Sì – ha affermato – e per una ragione molto semplice: che ha saputo offrirci
soltanto degli insulti. Dunque, ha giocato a nostro favore, sia pure contro l’intenzione degli organizzatori, perché credo che abbia riscaldato molti simpatizzanti del Pd alla vigilia
del voto”.

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