Vito Luise commenta l’articolo di Comolli sull’Italia in agonia… + aggiornamento

Vito Luise commenta l’articolo di Comolli sull’Italia in agonia… + aggiornamento

Nota del direttore
Puntuale ribatte Comolli a Luise ma forse i due professionisti, che stanno disquisendo su come si dovrebbe trovare una soluzione … non si rendono conto che si sta giocando una partita truccata nella quale il popolo italiano (ma potremmo allargarci al mondo intero) è il pollo di turno da spennare.

Giuseppe Danielli

Piacenza, 7 gennaio 2021
La risposta di Giampietro Comolli a Vito Luise…

Caro Vito Luise, condivido appieno e ne sono convinto da anni che le “cause” da te espresse sono giuste, corrette, precise, dettagliate e fondamentali della attuale situazione del ceto medio come lo chiami tu, ma è forse sulla terapia e medicina che divergiamo forse, pur non avendo ben compreso se la tua posizione è quella del lassai-fare….ovvero che il ceto medio (o piccola e media borghesia come si chiamava) deve sparire anche controvoglia evidentemente oppure è giusto che scompaia e quindi si debba accettare supinamente la cosa. Sono un assertore da sempre (una gioventù dai 17 anni ai 27 anni passata fra scalmanate e pazze serate in discoteche della Costa Azzurra, Forte dei Marmi, Cortina e ristoranti  e contemporaneamente adesione attiva in Italia Nostra, Federalismo Europeo, Wwf, Fondo Ambiente, Amnesty, Centro Studi CristianoDemocratico, UniCatt Piacenza e Milano, Strasburgo III scienze sociali)  che l’individuo singolo deve fare la sua parte sempre, senza tirare mai i remi in barca, essere estremamente onesto rispettoso trasparente…ma poi le medicine e le soluzioni sono da prendere in modo collettivo e non autarchico o anarchico. Non prevedere e saper organizzare questo (pochissimi politici nel mondo oggi sono in grado) porta (per parlare solo degli USA) a Trump da una parte ma anche a una poca forza di Clinton e Obama a vedere il lato diversificato di una società composita che necessita non di contratti o leggi uniche federali ma di leggi “dedicate” federali: i disastri di Capitol Hill non sono solo frutto dei messaggini di Trump. Non è causa effetto medicina insieme. Certo l’Europa e l’Italia ha una impostazione costituente e istituzionale diversa, non di emendamenti ma di una burocrazia politica che non solo non fa il suo lavoro ma fa danni. E in questa “burocrazia” c’è molto di quel “ceto medio” di cui si parla: quindi ecco che negli USA prima si pensa che una nuova norma generalità accentrata sulla sanità senza tener conto dei bisogni totalmente diversi dei diversi poveri americani, e poi si ricorre alla deleteria scelta “muoia Sansone e tutti i filistei” e in Italia l’altrettanto deleteria (ma con piani livelli rischi assai diversi visto la dispersione del potere e i bla bla bla) scelta di distribuire caramelle di menta e liquerizia a chi ha l’infarto o è senza lavoro con un insieme di “azioni sociali” svolte negli ultimi 10-20 anni che sono servite solo a mantenere lo status quo di qualcuno con leggi univoche nazionali senza mai indicare “il “responsabile e la sanzione automatica immediata. Per questo che sono convintissimo, oggi più che mai, che  siamo in mano soprattutto a incompetenti e giocatori allo sbaraglio, invece di una aspirina c’è bisogno di riforme statali, regionali, sociali, civili, collettive e individuali ( non di destra o di sinistra cui nessuno più frega nulla) con quattro soli obiettivi: sburocratizzazione (non solo semplificazione) quindi cancellazione di soggetti inutili o passivi (ne erano stati elencati 6300 in Italia già 10 anni fa); equità sociale con un giusto travaso dal più ricco al più povero attraverso strumenti e non sussidi o rapine notturne;  riforma della “costituente” dello Stato democratico attraverso il decentramento in grandi regioni autonome su certe cose, più linea diretta elettore ed eletto, centralità di un governo solo legislativo ed esecutivo sugli asset strategici e fondamentali del nostro Stato; contratti pubblico-privato identici salvo alcune scelte, occupazione lavoro ampliato e regolato con contratti geografici, valutazione in base ai risultati in tutti i campi ad iniziare dal pubblico

Sarei andato molto avanti ma mi fermo per rispetto ai lettori del web. ringrazio doppiamente Vito Luise per la interessante riflessione che ho già fatto mia. resto meravigliato che sui noti “quotidiani” nazionali nessun emerito giornalista sempre gratificato e premiato non abbia ancora fatto le stesse considerazioni (opinione di parte) di Vito Luise. E questo la dice lunga anche per il 41° posto al mondo dato all’Italia ( ma in almeno 1 graduatoria mondiale visto che sono centinaia mai una volta primi??) su 200 paesi in merito alla libertà e trasparenza della comunicazione media e della stampa nazionale

Ci scrive Vito Luise e ci invia un interessante commento all’articolo di Giampietro Comolli, autorizzandone la pubblicazione.

Questo è l’articolo di Comolli

I politicanti si azzuffano al capezzale dell’Italia in agonia… by Comolli

31 DICEMBRE 2020 – Nota del direttore Sono in molti a pensare che  ormai da troppi anni la Politica non opera in favore del Popolo Italiano ma pensa solo agli interessi di partito e personali dei partecipanti al banchetto… La si potrebbe definire … Leggi tutto

 

 

Testo di Vito Luise
per Newsfood.com
4 gennaio 2021

Giampietro Comolli, non lo conosco personalmente ma solo attraverso alcuni suoi articoli su Newsfood; è sicuramente una persona di un certo spessore culturale e politico, e lo si evince dai suoi cenni biografici. Ma non sono d’accordo sul punto centrale della sua convinzione: la necessità di un nuovo “centro  sociale-liberale democratico che possa far fronte ai danni della pandemia senza strani populismi di destra e di sinistra, altrettanti sovranismi popolari di destra o di stato di sinistra”.

O, per meglio dire, che tale centro si possa realizzare nell’attuale contesto storico.

L’auspicato centro – da Comolli ma non solo, anche da personaggi ben noti e di pensiero libero dell’imprenditoria e della cultura– è formato dal ceto medio.
Il ceto medio, sociale, culturale, economico  si sta estinguendo a seguito del prorompere di un capitalismo selvaggio, senza regole, che fa diventare i ricchi sempre più ricchi i poveri sempre più poveri.

Il fenomeno viene accelerato nei momenti di crisi come questo. Il ceto medio viene progressivamente dissanguato da una emorragia che da un lato porta pochi a diventare più ricchi, d’altro lato molti  a diventare più poveri. L’accentuarsi delle disuguaglianze ha raggiunto livelli insopportabili da una società democratica nei momenti di crisi – guerre, pandemie -: lo dimostrano i miliardari che con il  Covid  hanno moltiplicato i profitti ai danni di milioni di persone che stanno perdendo quel poco che hanno.

Questo fenomeno genera frustrazione e rabbia e quindi lo spostamento verso le estreme, di destra e di sinistra. Ma la massa di emarginati, per ovvia, storica incapacità di gestire il fenomeno – non per niente i più ricchi sono anche i più intelligenti quasi sempre privi di  scrupoli e di morale  – anziché individuare e condizionare chi li sfrutta,  chi si riempie la bocca di libertà (la propria s’intende), se la prende con i più deboli economicamente, socialmente, intellettivamente. L’esempio classico, i poveri contro gli immigrati, gli immigrati marginalmente  inseriti contro gli immigrati appena arrivati. L’avere posto al vertice dei valori il denaro, anziché umanità e solidarietà, completa il quadro.

Nel quale, a mio modesto avviso, un ‘centro’ democratico, solidale, sociale, liberale si sta progressivamente riducendo.

Ci sarebbe poi il ben più ampio discorso da fare sulla democrazia, così come viene intesa e  applicata. Una riflessione che potremo fare un’altra volta. Ma a conclusione  una elementare riflessione sulla politica come viene intesa e applicata da sempre: risponde essa ai valori di giustizia, di sincerità, di rispetto della parola data cui normalmente aspiriamo?

Soluzioni?
Ovviamente non sono in grado di offrirne. Tocca ai politici. Io sono un cronista-ragioniere abbastanza capace di mettere in fila i dati in mio possesso e tirare le somme.

Vito Luise
per Newsfood.com

 

Redazione Newsfood.com

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Commento ( 1 )
  1. Giuseppe
    7 Gennaio 2021 at 11:55 am

    Piacenza, 7 gennaio 2021
    La risposta di Giampietro Comolli a Vito Luise…

    Caro Vito Luise, condivido appieno e ne sono convinto da anni che le “cause” da te espresse sono giuste, corrette, precise, dettagliate e fondamentali della attuale situazione del ceto medio come lo chiami tu, ma è forse sulla terapia e medicina che divergiamo forse, pur non avendo ben compreso se la tua posizione è quella del lassai-fare….ovvero che il ceto medio (o piccola e media borghesia come si chiamava) deve sparire anche controvoglia evidentemente oppure è giusto che scompaia e quindi si debba accettare supinamente la cosa. Sono un assertore da sempre (una gioventù dai 17 anni ai 27 anni passata fra scalmanate e pazze serate in discoteche della Costa Azzurra, Forte dei Marmi, Cortina e ristoranti e contemporaneamente adesione attiva in Italia Nostra, Federalismo Europeo, Wwf, Fondo Ambiente, Amnesty, Centro Studi CristianoDemocratico, UniCatt Piacenza e Milano, Strasburgo III scienze sociali) che l’individuo singolo deve fare la sua parte sempre, senza tirare mai i remi in barca, essere estremamente onesto rispettoso trasparente…ma poi le medicine e le soluzioni sono da prendere in modo collettivo e non autarchico o anarchico. Non prevedere e saper organizzare questo (pochissimi politici nel mondo oggi sono in grado) porta (per parlare solo degli USA) a Trump da una parte ma anche a una poca forza di Clinton e Obama a vedere il lato diversificato di una società composita che necessita non di contratti o leggi uniche federali ma di leggi “dedicate” federali: i disastri di Capitol Hill non sono solo frutto dei messaggini di Trump. Non è causa effetto medicina insieme. Certo l’Europa e l’Italia ha una impostazione costituente e istituzionale diversa, non di emendamenti ma di una burocrazia politica che non solo non fa il suo lavoro ma fa danni. E in questa “burocrazia” c’è molto di quel “ceto medio” di cui si parla: quindi ecco che negli USA prima si pensa che una nuova norma generalità accentrata sulla sanità senza tener conto dei bisogni totalmente diversi dei diversi poveri americani, e poi si ricorre alla deleteria scelta “muoia Sansone e tutti i filistei” e in Italia l’altrettanto deleteria (ma con piani livelli rischi assai diversi visto la dispersione del potere e i bla bla bla) scelta di distribuire caramelle di menta e liquerizia a chi ha l’infarto o è senza lavoro con un insieme di “azioni sociali” svolte negli ultimi 10-20 anni che sono servite solo a mantenere lo status quo di qualcuno con leggi univoche nazionali senza mai indicare “il “responsabile e la sanzione automatica immediata. Per questo che sono convintissimo, oggi più che mai, che siamo in mano soprattutto a incompetenti e giocatori allo sbaraglio, invece di una aspirina c’è bisogno di riforme statali, regionali, sociali, civili, collettive e individuali ( non di destra o di sinistra cui nessuno più frega nulla) con quattro soli obiettivi: sburocratizzazione (non solo semplificazione) quindi cancellazione di soggetti inutili o passivi (ne erano stati elencati 6300 in Italia già 10 anni fa); equità sociale con un giusto travaso dal più ricco al più povero attraverso strumenti e non sussidi o rapine notturne; riforma della “costituente” dello Stato democratico attraverso il decentramento in grandi regioni autonome su certe cose, più linea diretta elettore ed eletto, centralità di un governo solo legislativo ed esecutivo sugli asset strategici e fondamentali del nostro Stato; contratti pubblico-privato identici salvo alcune scelte, occupazione lavoro ampliato e regolato con contratti geografici, valutazione in base ai risultati in tutti i campi ad iniziare dal pubblico

    Sarei andato molto avanti ma mi fermo per rispetto ai lettori del web. ringrazio doppiamente Vito Luise per la interessante riflessione che ho già fatto mia. resto meravigliato che sui noti “quotidiani” nazionali nessun emerito giornalista sempre gratificato e premiato non abbia ancora fatto le stesse considerazioni (opinione di parte) di Vito Luise. E questo la dice lunga anche per il 41° posto al mondo dato all’Italia ( ma in almeno 1 graduatoria mondiale visto che sono centinaia mai una volta primi??) su 200 paesi in merito alla libertà e trasparenza della comunicazione media e della stampa nazionale

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