Vino rosè, a Moniga un brindisi lombardo-veneto per festeggiare il dietrofront europeo

Vino rosè, a Moniga un brindisi lombardo-veneto per festeggiare il dietrofront europeo

“Siamo qui per festeggiare un successo”: è con queste parole che Lorella Lavo, sindaco di Moniga del Garda, la cittadina bresciana nella quale nel 1896 il senatore veneto Pompeo Molmenti
inventò la “ricetta” del Chiaretto, ha alzato il calice venerdì sera, durante la cerimonia di apertura di “Italia in Rosa”, rassegna dei vini rosati nazionali, insieme con i
presidenti dei consorzi di tutela del Bardolino, Giorgio Tommasi, e del Garda Classico, Sante Bonomo, per brindare al dietrofront dell’Unione europea sull’ipotesi di consentire la produzione di
vini di colore rosa mediante una miscela di vini bianchi e rossi. Un progetto, quello comunitario, contro il quale i due consorzi gardesani, che condividono la tradizione del Chiaretto, hanno
fatto fronte comune, per la prima volta nella loro storia, trovando immediato e convinto sostegno da parte del ministro per le politiche agricole, Luca Zaia, e del sottosegretario alla
presidenza del consiglio, Aldo Brancher, ma anche di centinaia di giornalisti, amministratori e semplici appassionati che già a Vinitaly fecero sentire il loro sostegno ai produttori
rivieraschi, sottoscrivendo una petizione in difesa dei vini rosati tradizionali. “I vignaioli del lago di Garda hanno saputo parlare ad una voce sola per difendere la loro storia e la loro
tradizione” ha affermato il presidente del Garda Classico, Sante Bonomo. “Mi auguro – ha sottolineato il presidente del Bardolino, Giorgio Tommasi – che ora questa collaborazione possa
continuare, nell’interesse del mondo vinicolo gardesano”.

E già si parla di una nuova iniziativa congiunta dei due consorzi rivieraschi del Chiaretto per la prossima Centomiglia velica del lago di Garda.

Intanto, grazie a Vinitaly e Veronafiere, il Chiaretto è protagonista anche ai Giochi del Mediterraneo in svolgimento sino al 5 luglio a Pescara. Come già in occasione dei Giochi
Olimpici del 2008, anche per questo importante evento sportivo il ministero per le politiche agricole ha infatti incaricato Vinitaly di gestire uno spazio nella Business Lounge di Casa Italia,
e fra le 32 etichette in degustazione, ben 8 sono quelle riferite ai Chiaretti gardesani, equamente divisi fra il Bardolino Chiaretto, prevalentemente ottenuto dalle uve di Corvina veronese, e
il Garda Classico Chiaretto, proveniente soprattutto dal vitigno Groppello. “La scelta di dare risalto ai vini rosati – spiega Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere – è
stata fatta anche per dimostrare il sostegno di Vinitaly a una produzione che in Italia ha una tradizione frutto di una pratica enologica di qualità, che rischiava di essere svilita con
l’introduzione nella nuova ocm della possibilità di ottenerli mescolando un vino bianco e uno rosso. Ora l’Ue ha fatto per fortuna marcia indietro, ma resta il nostro impegno a
valorizzare una produzione che evidentemente non è ancora ben conosciuta ed apprezzata all’estero”.

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