Vino online: dall’unione di Wineoclock e Viniamo.it nasce Twelve

Vino online: dall’unione di Wineoclock e Viniamo.it nasce Twelve

E-commerce del vino: finalmente i tempi sono maturi per gli acquisti on line.
La logistica ha fatto grandi passi avanti; in Italia c’è ancora un po’ di diffidenza per la sicurezza sulle modalità di pagamento, sui servizi di consegna e sulla qualità del
prodotto che si acquista ma, una volta individuato il fornitore giusto, e avuto conferme della sua affidabilità, cadono le barriere e il cliente si fidelizza, riacquista e diventa il
miglior rappresentante con il suo tamtam nel web.
Il vino è indubbiamente uno dei prodotti tra i più richiesti, particolarmente dall’estero i “wine lovers” cercano il vino Made in Italy, anzi i vini dei nostri migliori
produttori.

Wineoclock (https://www.wineoclock.it), organizzazione commerciale basata in Italia ma già attiva, attraverso partnership
strategiche, in USA, Canada e Brasile, e 7W, società titolare di viniamo.it (https://www.viniamo.it ), uno dei siti di
riferimento dell’e-commerce vinicolo italiano, consci delle grandi potenzialità del mercato del web hanno pensato bene di unire le loro forze e le loro esperienze e hanno dato via ad una
nuova realtà con inviabili prospettive di crescita. Un anello importante tra i vignaioli produttori di buon vino e i consumatori, naviganti del web.

L’accordo, da cui è nata Twelve, società che ha in 7W e Wineoclock i soli azionisti, da una parte consentirà a viniamo.it di arricchirsi del know-how e dell’esperienza
consolidata dal partner in un settore articolato e in costante evoluzione come quello del vino, italiano e non solo. Dall’altra, permetterà a Wineoclock di far decollare la propria
attività in rete, moltiplicando le potenzialità delle sue numerose iniziative, in Italia e all’estero.
Il nuovo sito di e-commerce manterrà il nome e la url di Viniamo.it e punterà ai principali mercati internazionali con consegna, da subito, in Svezia, Austria, Germania e Regno
Unito.

La nuova società Twelve è presieduta da Alberto De Martini (a.d. di Red Cell), affiancato da Emanuele Nenna (a.d. di Now Available) in qualità di amministratore delegato e da
Alessandro Costantini (fondatore e a.d. di Wineoclock) in qualità di consigliere.

Abbiamo incontrato uno dei protagonisti della joint-venture che ha visto la nascita della nuova società Twelve: Alessandro Costantini, fondatore e amministratore delegato di Wineoclock,
distributore italiano che dal 2006 punta a promuovere piccole cantine italiane all’estero.

Quali sono le principali caratteristiche che deve avere un’azienda vinicola per entrare nel vostro circuito?
Chiunque opera nel nostro settore sa perfettamente che la domanda supera di gran lunga l’offerta, dunque quello della selezione è un easy problem che nel nostro caso si basa su alcuni
elementi che vanno al di là della qualità percepita del prodotto, variabile questa che oggi deve essere considerata un prerequisito comune a tutti i produttori che a noi si
rivolgono. Non ci convincono ad esempio quei produttori che ci dicono che il loro vino è da comprare perché, indipendentemente dal prezzo, è molto buono; occorre che il
produttore si sforzi un pochino di più nel tentare di convincerci).
Evitiamo poi di mettere in concorrenza produttori della stessa zona, scegliendo in linea di massima un produttore per territorio con l’obiettivo di sviluppare un rapporto di lungo periodo. Questo
ci permette di diversificare il nostro portafoglio senza concentrare l’offerta su determinate zone.

Come scegliete e quali requisiti deve avere un vino per essere da voi selezionato?
Innanzitutto tendiamo a scegliere prodotti che offrono un rapporto qualità-prezzo conveniente: anche se nel nostro sito vi sono vini conosciuti e con prezzo elevato, tendiamo tuttavia a
promuovere vini “ragionevoli” che possono cioè essere acquistati dal consumatore comune.
Non ci piace l’idea che parte del prezzo di un vino sia una conseguenza della fama e dell’attività di comunicazione del produttore o della stampa specializzata, più che della
qualità intrinseca che noi attribuiamo al prodotto. Non compriamo vini solo perché hanno ricevuto qualche premio … molto spesso il palato dei degustatori “ufficiali” è
lontano miglia e miglia dal gusto del consumatore finale.

Che tipo di cantine proponete ai vostri clienti-consumatori online?
Ci piace soprattutto promuovere piccoli produttori, sconosciuti al consumatore medio, anche perché riteniamo che questa categoria abbia maggior bisogno di noi. I grandi produttori o quelli
più conosciuti hanno tutti i mezzi per potersi promuovere autonomamente e senza il nostro aiuto.  
Noi stessi siamo curiosi di assaggiare vini che nemmeno conosciamo; l’universo del vino italiano è talmente amplio che noi stessi rimaniamo a volte sorpresi
Il fatto che in www.viniamo.it vi siano vini conosciuti è funzionale all’idea che il consumatore debba provare questi insieme alle nostre selezioni per capire che il sistema vino Italia
produce qualità al di là dei brand più conosciuti. Il nostro obiettivo è portare il consumatore nel tempo a scegliere ed apprezzare le nostre selezioni attraverso
paragoni e confronti con vini più noti.

Come si distingue invece il rapporto che avete con i vostri clienti-produttori?
Il valore umano è alla base delle nostre scelte e il rapporto che si è venuto a sviluppare negli anni con i nostri vignaioli ci inorgoglisce ancora di più dei risultati
ottenuti.
In particolare per l’attività di Wineoclock è importante lavorare con produttori che si fidano del nostro stile e del nostro modo di lavorare. Preferiamo infatti costruire relazioni
commerciali non vincolate da rapporti in essere o esclusive in un mercato piuttosto che nell’altro.
Prendiamo un’azienda, collochiamo i vini nel portale online, come nella nostra enoteca di Milano e nei ristoranti della città cui sviluppiamo le liste vini. Se il vino in questione
riscuote successo, allora lo proponiamo nei mercati internazionali dove operiamo; in questo modo riusciamo a sviluppare volumi interessanti. Questo ci permette di costruire con il produttore
delle strategie commerciali che ci portano a fungere da export department del medesimo, piuttosto che da semplici clienti.

Giuseppe Danielli
Newsfood.com

 

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