Vino: La rivincita del rosé parla italiano

Vino: La rivincita del rosé parla italiano

Treviso – Basta con il luogo comune che il vero vino debba essere rosso o bianco, l’estate 2015 sta dimostrando che il rosé ha tutte le carte in regole per sedurre anche i palati più raffinati.

Secondo gli ultimi dati diffusi nel corso dell’ultima edizione di Bererosa, nel 2013 il consumo totale di rosati fermi è stato di circa ventiquattro milioni di ettolitri, 2 milioni in più rispetto a 10 anni fa. Secondo il recentissimo studio di Vinexpo, in Francia il 30% dei vini consumati è un rosè, ovvero 76,8 milioni di casse. Un trend che si conferma a macchia d’olio negli Stati Uniti dove la domanda è cresciuta del 30% in 5 anni mentre, a livello mondiale, circa il 10% del vino bevuto è “pink mode”. (https://www.challenges.fr/vins/20150715.CHA7862/boissons-de-l-ete-les-francais-touches-par-la-fievre-du-vin-rose.html )

La rivincita del rosé, naturalmente, parla italiano e tra le regioni della penisola spicca il Veneto con il suo fiore all’occhiello: l’Azienda Agricola Conte Collalto di Susegana (TV), che non a caso è stata recentemente premiata con la medaglia d’oro al Concours Mondial de Bruxelles proprio per un rosé. Si tratta del Manzoni Moscato Spumante Rosè Extra Dry, un vino che seduce innanzitutto per il suo colore, un rimando alla rosa peonia assolutamente inimitabile.

Alla vista, inoltre, si presenta con una spuma fitta ed evanescente e delle bollicine nervose e sottili, sinonimo di notevole freschezza. Anche piccoli frutti di sottobosco fanno da supporto ad un aroma assolutamente riconoscibile e identificativo del vitigno. In bocca la sua spuma si espande armoniosamente e dona al palato fresche note di frutto e una sensazione di asciutto equilibrio. Il suo finale morbido, la cui nota dolce rimane però appena percettibile, lo rende dissetante e versatile. (www.cantine-collalto.it)

“Se di qualità, il rosé non ha nulla da invidiare agli altri vini – conferma la principessa Isabella Collalto de Croÿ, sposa dl principe del Belgio, e al vertice dell’azienda di Susegana. I rosé – prosegue l’ultima esponente di una famiglia che da oltre 1000 anni porta avanti il savoir faire regionale – sono stati riscoperti da enogastronomi e dai grandi chef per la loro versatilità che consente a tavola abbinamenti bilanciati in grado di esaltare preparazioni per le quali sia un vino bianco sia un vino rosso possono alterare l’armonia dell’insieme.

Inoltre, lo spumante rosé fa tendenza soprattutto presso i giovani che ne apprezzano le grandi doti di versatilità, di freschezza, il colore e la piacevolezza, oltre la flessibilità di abbinamento, che rende questa tipologia adattissima a un aperitivo come a un veloce spuntino. Ma è proprio questa diversità a fare la differenza anche se la moderazione deve essere un must!”

Che il rosé sia ormai di moda lo conferma anche il fatto che sempre più vip internazionali cedono al suo fascino. Da George Clooney a Madonna, da Robert de Niro a Ben Affleck, non si accontentano di berlo, ma lo vogliono anche produrre. Brad Pitt e Angelina Jolie, proprietari di un vigneto, vanno pazzi per il loro Rosé Miraval considerato uno dei migliori del mondo, così come il regista Francis Ford Coppola. (https://elpais.com/elpais/2015/04/14/estilo/1429031548_080483.html )

In attesa della vendemmia, godiamoci un’estate rosa.

www.cantine-collalto.it

L’azienda

Grazie alla storia della famiglia, presente nei documenti ufficiali sin dall’anno 958, l’Azienda Agricola Conte Collalto di Susegana (TV) è una delle più antiche realtà vitivinicole italiane e la più grande per estensione nell’area D.O.C.G. del Prosecco Superiore Conegliano Valdobbiadene. Con una superficie di 250 ettari, DI CUI 150 coltivati a vigneti, ha una produzione di circa 850.000 bottiglie l’anno, realizzate grazie ad una sapiente tecnica di vinificazione consolidata nel corso dei secoli.

L’azienda è gestita oggi dalla sua titolare, la Principessa Isabella Collalto de Croÿ, che ha assunto nel 2007 la direzione della cantina e dei suoi vigneti.

L’eleganza discreta delle bottiglie prodotte, delle quali oltre 550 mila di Prosecco Superiore Conegliano Valdobbiadene D.O.C.G. e le restanti di vini bianchi, rosé e rossi fermi, tra cui numerose riserve, una grappa e un olio extra vergine di oliva, è accompagnata da una gestione sostenibile degli impianti, garantita dall’impiego di fonti energetiche rinnovabili e da una conduzione colturale oculata della biodiversità locale.

Chiara Danielli
Redazione Newsfood.com

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