Vino in polvere, ecco il divieto UE

Vino in polvere, ecco il divieto UE

Una buona notizia per gli amanti del buon vino ed i produttori scrupolosi.

Su impulso della Commissione, l’Unione Europea ha deciso per il divieto del vino in polvere, creato in Gran
Bretagna e spacciato per varietà pregiate italiane, dal Chianti al Barolo.

Secondo il provvedimento, le autorità nazioni devono rendere immediatamente illegale la commercializzazione, attuando “Tutti i provvedimenti necessari” per proteggere le vere
denominazioni DOC ed IGP.

Per quanto antica, la faccenda del vino in polvere spacciato per fuoriclasse nostrani ottiene
visibilità solo di recente. Grazie ad un servizio di “Striscia la Notizia”, il grande pubblico conosce il meccanismo: un
kit fai-da-te assieme a trucioli di legno e si ottiene una miscela, poi venduta (a caro prezzo).

Secondo Coldiretti, il fenomeno dei falsi vini italiani è forte in Gran Bretagna, America e Svezia, con un giro d’affari che tocca i 20 milioni di bottiglie contraffatte.

L’indignazione popolare si è concretizzata nell’azione politica di Elisabetta Gardini e Mara Bizzotto, europarlamentare Lega Nord. Proprio da quest’ultima è partita un’
interrogazione, diretta a Dacian Ciolos, commissario comunitario all’agricoltura.

Da Ciolos, una risposta chiara: “I prodotti in questione non possono essere commercializzati utilizzando una Denominazione d’origine o una Indicazione geografica protette , nemmeno attraverso
una semplice evocazione del nome”. Poi, un richiamo ai doveri degli stati membri, che devono impedire e sanzionare le pratiche in questione, ” Che violano le norme in materia di etichettatura
nel settore vitivinicolo stabilite dalla legislazione europea”.

Soddisfatta Bizzotto, che vede nell’azione europea una giusta contromossa per “La tutela di tutto il settore vitivinicolo del nostro Paese che da troppo tempo subisce la concorrenza sleale di
questi volgari taroccatori”. Prossime mosse dell’europarlamentare, la richiesta ufficiale di “Pene esemplari” nell’intero territorio dell’Unione, accoppate ad un “Apposito fondo comunitario per
promuovere azioni legali”.

Matteo Clerici

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