Vino, è il Moscato di Scanzo la DOC più piccola d’Europa

Vino, è il Moscato di Scanzo la DOC più piccola d’Europa

By Redazione

La qualità prima delle dimensioni. Potrebbe essere il motto del Moscato di Scanzo.

A livello territoriale, ha diffusione limitata, esclusiva alla zona di Scanzorosciate, Bergamo, dove viene coltivato il vitigno autoctono del Moscato.

Tali limiti di spazio sono più che compensati dalla dimensioni di valore. I

nfatti, il Moscato di Scanzo è una DOCG, tutela ottenuta nel 2009. Inoltre, i livelli di vendita sono più che notevoli, 60.000 bottiglie nel solo 2012 di cui il 20 % circa
è destinato all’esportazione, Usa, Regno Unito e Cina. Tra i consumatori, diverse teste coronate, come la Regina Elisabetta ed i discendenti degli zar di Russia.

Da sempre vino d’élite, il nostro può vantare una storia lunga 2000 anni: se le testimonianze certe si fermano al 1347, secondo la tradizione la sua origine è antecedente,
intorno al I secolo a. C.

Tra l’altro, questa longevità è oggetto di una ricerca della della facoltà di Agraria dell’Università di Milano. Assieme al Consorzio di tutela, è nato
così il progetto “Mappatura genetica”, dove la biologia molecolare vuole sviluppare al massimo le potenzialità del vitigno.

Detto questo, il vero merito del Moscato sta nella sua natura: un vino dal rosso intenso, dal colore rubino carico, che offre un gusto equilibrato in qui s’innesta un retrogusto moderatamente
dolce, dagli aromi fruttati e speziati con leggero retrogusto di mandorla.

Va servito ad una temperatura di 15°/16° C, in grandi calici per favorirne l’ossigenazione. Il Moscato di Scanzo è comunemente servito con formaggi erborinati e pasticceria
secca: più raramente con cioccolati fondente o da solo, in meditazione.

Matteo Clerici

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