Vino ed Eros: le debolezze della storia umana

Vino ed Eros: le debolezze della storia umana

Verona, 25 – 28 marzo 2012, 46° Vinitaly

Anche Giacomo Casanova affascinante e misterioso seduttore era un grande amante non solo delle belle donne ma anche del vino, col quale aiuto egli si serviva per
conquistare le fanciulle meno arrendevoli. Sceglieva lui stesso con cura i vini più adatti a rapire il palato prima e i sensi dopo delle malcapitate prede, che presto si
arrendevano compiacenti al nobile veneziano.

Egli confessava: “Coltivare i piaceri dei sensi è stata per tutta la mia vita la mia principale occupazione, e non ne ho mai avuta altra più importante. Sentendomi nato
per l’altro sesso, l’ho sempre amato e mi sono fatto amare per quanto possibile. Ho molto amato anche la buona tavola e insieme tutte le cose che eccitano la curiosità…
(“Storia della mia vita”).

Da sempre si è scritto, studiato e sperimentato sui rapporti tra vino ed eros e i dati a disposizione sono tantissimi, come questi che seguono, solo alcuni acini della storia.

Il vino ha sempre rappresentato la principale fonte di massa per stimolare l’erotismo. Già a Babilonia veniva assunta durante le celebrazioni pubbliche e nei templi, dove gli ebbri
si univano alle sacerdotesse di Ishtor, dea dell’amore. Re e dignitari erano i primi a soddisfare le proprie brame, poi con la distribuzione del vino anche al popolo la festa si
trasformava in un’orgia collettiva. Non si conosce la ricetta esatta di questa bevanda, ma si presume fosse preparata con uva pestata, datteri e spezie.

Nell’antico Egitto per far diventare magico il vino gli venivano aggiunte erbe particolari, e famosa era la ricetta di Cleopatra contenente oppio e sostanze allucinogene, come
belladonna o mandragora.

Successivamente, Ippocrate ribadì il concetto che il vino era sinonimo di civiltà e buona salute anche sessuale, riportando un’opinione comune secondo la quale questa
bevanda e non l’acqua era adatta all’umanità civilizzata.

Greci e Romani dedicarono al vino il culto erotico del dio fallico Dioniso o Bacco, i cui effetti erano potenziati aggiungendo ingredienti afrodisiaci come cannella, mandorle o
rosmarino.

Nei suoi versi Ovidio suggeriva di ricorrere al vino come alibi per compiere i primi approcci o preparare all’amore: “Ebrietas ut vera nocet, sic ficta iuvabit… Vina parant
animos faciuntque caloribus aptos… et Venus in vinis ignis in igne fuit” (Come se è vera nuocer può l’ebbrezza, così giova se è finta… i
vini preparano gli animi e li rendono aperti agli ardori… e Venere nei vini diviene.

La saggezza popolare, per avvertire l’uomo sui pericoli di una sregolata assunzione della bevanda, seppe creare anche esempi di monito come i seguenti:

  • assaggio di un bicchiere, leggero e canterino come un uccello;
  • sorseggio di qualche bicchiere, ardito come un leone; 
  • consumo di molti bicchieri, cocciuto e tonto come un somaro.

Ma tornando alla Venezia del XVIII secolo, nei riti del corteggiamento di Casanova il vino aveva un posto privilegiato, lo faceva recapitare agli amici, alle sue amanti o alle signore
che voleva sedurre. Le invitata ad assaggiarlo prima degli incontri amorosi, era convinto dei poteri afrodisiaci del vino che che neppure il migliore champagne stava alla pari con le
sensazioni inebrianti del supremo elisir d’more: aveva il potere di disinibire le sue amanti e regalava istanti paradisiaci. Nulla di meglio, prima e dopo le fatiche d’amore.

Di tanto in tanto organizzava gli Ambigu, in cui invitava gli amici più cari e tante bellissime damine dai costumi non proprio castigati. È rimasto celebre l’Ambigu
organizzato nel cuor della notte a Colonia: ostriche in abbondanza, vino rosso delle sue campagne veneziane, vino di Cipro e Alicante e Madera. Casanova glissa su quel che successe
dopo, da cavaliere d’onore si limita a ricordare le grida di piacere delle donne.

In conclusione il vino ha effetti positivi o negativi sulla vita sessuale, a seconda della quantità ingerita e agisce indirettamente tramite i centri nervosi, o direttamente
sull’apparato genitale. Purtroppo il fenomeno, notissimo ai medici, sfugge da sempre al dominio dell’uomo.

Mascia Maluta
Newsfood.com

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