Vino e Natale, il miglior regalo è una bottiglia od un cavatappi di lusso
13 Dicembre 2012
Il Natale alle porte dà vita a sogni e desideri. E gli amanti del vino non fanno eccezioni, usando la magia del periodo compilando una vera e propria lista dei “Doni enoici”.
A concretizzarla, un sondaggio di Vinitaly, portale italiano del nettare di Bacco, che ha usato il Web,
radunando il parere di 1054 navigatori virtuali.
Fra tanti, il sogno di vino più diffuso è quello di un viaggio, o di un vero e proprio cambio di residenza, nelle terre storiche del vino. Come prevedibile, molte sono italiane:
le Langhe del Piemonte, il Chianti e Montalcino di Toscana, la Valpolicella del Veneto e la zona dell’Etna, in Sicilia. Oltre la frontiera, sovrana assoluta è la Borgogna, in Francia,
sopratutto il territorio da Vosne-Romane’e a Chambertin.
Riguardo a cosa fare in loco, gli enonauti sono divisi: alcuni vorrebbero solo toccare con mano le vigne rinomate, altri vorrebbero trasferirti in pianta stabile, dando vita alla propria
etichetta.
Altri sono più modesti: vogliono “solo” una bottiglia del loro vino di lusso preferito. Magari un vino nostrano, come il Brunello di Montalcino, il Barolo o i Supertuscan. Forse meglio,
qualcosa di transalpino: un Domaine de la Romane’e Conti od un Chateau Petrus, senza dimenticare il Dom Perignon.
Infine, gli esigenti. Per loro non è importante il costo, quanto l’unicità e la particolarità del pezzo. Diventa così particolarmente cercato il cavatappi a
macinino, pezzo prezioso dell’Europa del vino del XIX° secolo.
Matteo Clerici





