Vinitaly: Presentato il libro di Luca Zaia

Vinitaly: Presentato il libro di Luca Zaia

Verona – La terra, il lavoro agricolo, l’alimentazione sono fattori troppo importanti per lasciare che sia la speculazione a governarli. Dobbiamo invece avere un rapporto etico con il
ciclo produttivo degli alimenti, se vogliamo salvare il mondo dalla fame. Dobbiamo “Adottare la terra”, come se fosse una bimba orfana e abbandonata.

E’ l’invito che viene dall’omonimo libro di Luca Zaia, ministro delle politiche agricole e presidente del Veneto, dedicato alla moglie Raffaella, edito da Mondadori e presentato alla Gran
Guardia di Verona dall’autore, affiancato dallo scrittore Camillo Langone (autore della Filastrocca per Zaia pubblicata da “Il Foglio”) e dal giornalista Paolo Massobrio, studioso e divulgatore
di cultura del cibo, mentre il dibattito è stato coordinato da Tessa Gelisio, conduttrice della rubrica di Rete 4 “Pianeta Mare”.

Il volume è una sorta di “come io vedo il mondo” di Zaia, alla luce della sua esperienza personale e di amministratore, della sua cultura, del legame con il territorio, di due anni di
responsabilità di ministro delle politiche agricole. La costatazione è che se oggi sul nostro pianeta ci sono popolazioni affamate e 3 milioni di persone che ogni anno muoiono di
fame, il primo colpevole è la speculazione finanziaria, quella che in pochi mesi ha fatto precipitare il prezzo delle derrate.

“Nel mercato mondiale il vero guadagno non è più nel lavoro agricolo, ma nella speculazione – ha ribadito Zaia – rispetto alla quale dobbiamo costruire un rapporto etico con il
ciclo produttivo. E possiamo farlo perché noi siamo attori protagonisti di questo grande film che è la vita. Quando andiamo a fare la spesa per mangiare dobbiamo assicurarci che
non ci sia nessuno che specula sul cibo, come già facciamo per altre merci quando ci rifiutiamo di acquistare quelle frutto di lavoro minorile e di sfruttamento”.

Ma non è tutto, perché l’agricoltura, quel comparto produttivo che produce le materie prime alimentari, è anche un patrimonio identitario unico, un valore culturale che
dobbiamo tutelare per essere noi stessi, “non dobbiamo dimenticare i veri sapori della nostra identità”.

“Qualcosa sta cambiando, per fortuna, e anche la GDO oggi è orientata ad identificare territorialmente le produzioni alimentari. Anche il panino McItaly è una tappa di questo
processo”. Zaia ha chiuso la sua presentazione con un forte richiamo all’identità, citando l’aforisma di Marguerite Yourcenar sull’imperatore Adriano: ho governato in latino e in latino
sarà inciso il mio epitaffio, ma io ho vissuto e pensato in greco. “Ecco, per quanto mi riguarda al posto di ‘latino’ ci mettiamo ‘italiano’ e al posto di ‘greco’
‘veneto'”

 

regione.veneto.it
Redazione Newsfood.com+WebTv

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