Vinitaly – Galan: il vigneto come paesaggio e il vino come economia

Vinitaly – Galan: il vigneto come paesaggio e il vino come economia

Tifo da stadio per il vino, stamani, all’inaugurazione di Vintaly 2009, dove i venti della crisi economica sono rimasti decisamente all’esterno dei padiglioni fieristici, mentre all’interno c’era
un clima di euforia ed entusiasmo da parte di autorità, operatori, produttori e rappresentanti di tutto ciò che ha a che fare con il vino. Un clima e prospettive, quelli che si
respirano alla rassegna veronese, del quale si è fatto interprete lo stesso presidente del Veneto Giancarlo Galan, intervenuto alla manifestazione inaugurale assieme al ministro Luca Zaia,
al sindaco Flavio Tosi, al presidente della provincia Elio Mosele, al presidente della Fiera Luigi Castelletti, presenti tra gli altri il vicepresidente della giunta regionale Franco Manzato e
gli assessori Elena Donazzan, Giancarlo Conta e Massimo Giorgetti.

Quello di Galan è stato un invito a fare squadra, non solo filiera, mettendo assieme tutti gli artefici della promozione del territorio, dai produttori alla cultura, passando per il
turismo. «L’eccellenza dell’agroalimentare – ha affermato – diventa un presidio di qualità all’interno degli spazi destinati alla cultura eccellente». «Quella che siamo
abituati a chiamare la civiltà del vino – ha detto Galan – è una gloria che ci appartiene, è parte essenziale della nostra storia, è forma ed è sostanza dei
nostri più affascinanti paesaggi. Se in Italia si può parlare di paesaggio culturale è perché in Italia, oltre al resto, è nata e si è sviluppata la
civiltà del vino».

E venendo ai vini veneti, campioni oggi dell’export italiano e sempre più apprezzati in tutto il mondo, Galan ha accennato al Prosecco, al Valpolicella Amarone, al Tai, al Piave Raboso
Malanotte, «alcune tra le eccellenze enologiche che fanno illustre il Veneto in ogni parte del mondo dove si consumi del vino». Ma è tutta l’enologia veneta che va valorizzata,
perché dal territorio regionale emergono anche eccellenze tra i vini da monovitigno, primo fra tutti il Pinot Grigio.

E qui, «va difesa la presentazione di questi prodotti, la loro comunicazione, il loro legame inscindibile con il territorio di provenienza e soprattutto va difeso il legame con la filiera
produttiva che ha saputo farli crescere, conoscere e valorizzare. Serve una politica della comunicazione del territorio: strategia condivisa con il mondo delle imprese. Una comunicazione
integrata che mette insieme agroalimentare, turismo e cultura. Sto parlando – ha ricordato Galan – di due dei comparti economici più importanti del sistema economico veneto. Appunto,
agroalimentare e turismo che questa Regione saprà porre in rapporto con l’universo della cultura, con i musei, con i monumenti e con i grandi episodi espositivi che il Veneto sa proporre
in ogni angolo del proprio territorio»

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