VeronaFiere «esporta» SIAB in Brasile

VeronaFiere «esporta» SIAB in Brasile

 

L’«arte bianca» made in Italy debutta nel principale Paese latinoamericano nell’ambito della 25° edizione di Fispal Food Service, rassegna leader che riunisce tutti i settori
delle tecnologie alimentari. Il direttore generale Giovanni Mantovani: «Investiamo nell’internazionalizzazione per garantire alle imprese nuove opportunità di affari».

Un Siab sempre più internazionale, che offre alle aziende opportunità d’affari anche in Brasile. Dal 15 al 18 giugno, a San Paolo, nell’ambito della 25° edizione di Fispal
Food Service, unica manifestazione dell’America Latina che riunisce tutti i settori delle tecnologie alimentari, è in programma la prima edizione di Siab Brasile, frutto di una
partnership operativa tra Veronafiere e la società che organizza la rassegna.

Fispal, lo scorso anno, ha ospitato oltre 60mila visitatori professionali, 1.394 aziende espositrici su una superficie netta di 35mila metri quadrati, generando in particolare un business pari
a 1,5 miliardi di dollari. Siab – International Techno Bake Exhibition, ha invece accolto 50mila visitatori e 400 espositori, su una superficie di 50mila metri quadrati.

Alle imprese italiane, grazie all’intesa, verrà offerta l’opportunità di incontrare acquirenti dell’intero continente Sud americano, usufruendo degli spazi dell’Expo Center Norte
di San Paolo, uno dei centri fieristici mondiali più all’avanguardia.

«Con questa tappa a San Paolo», spiega il direttore generale di Veronafiere Giovanni Mantovani, «investiamo nell’internazionalizzazione dell’arte bianca italiana, favorendo le
occasioni di incontro e di scambio commerciale per le aziende, in un Paese destinato a diventare uno dei riferimenti mondiali della crescita. Quella brasiliana è per Siab la prima meta
all’estero di un percorso più articolato, che culminerà nel mese di maggio 2010 con la nona edizione a Verona».

Il Brasile, con un Pil (Prodotto interno lordo) pari a 1.313 miliardi di dollari (dato 2007) si posiziona al decimo posto tra le economie mondiali sia nel «Global Ranking» stilato
dalla Banca Mondiale che nella classifica a parità di potere d’acquisto.

Nel 2007 l’incremento del Pil brasiliano è salito del 5,4 per cento rispetto all’anno precedente, dovuto principalmente alla crescita sui mercati internazionali del prezzo dei minerali
di ferro, dell’alluminio, del caffè e dello zucchero, prodotti dei quali il Paese sudamericano è fra i principali esportatori.

L’interscambio fra Brasile e Italia è passato dai 4,45 miliardi di euro del 2004 ai 6,35 miliardi dello scorso anno e la previsione per il 2008 è quella di sfiorare i 10 miliardi
di euro. L’Italia, in particolare, fra i Paesi fornitori del Brasile, si colloca al decimo posto nel ranking mondiale, ma a livello comunitario è seconda, dietro soltanto alla Germania.

Per quanto riguarda la pasta, il Brasile – con 1,5 milioni di tonnellate prodotte nel 2007 (fonte: Unipi – Unione industriali pastai italiani) – risulta essere il terzo Paese produttore al
mondo, dopo Italia (3,23 milioni di tonnellate) e Stati Uniti (2 milioni di tonnellate). In crescita anche i consumi, che nel 2007 hanno raggiunto i 6,7 chilogrammi pro capite (contro i 27
chilogrammi consumati dagli italiani).

«Questi dati», aggiunge Flavio Piva, condirettore generale di Veronafiere, «dimostrano quanto il Brasile possa essere considerato un mercato strategico per le aziende
italiane, anche in un settore merceologico come quello dell’arte bianca in senso lato, dal pane alla pasticceria, dalla pasta alla pizza».

 

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