Grappa Romano Levi: Accensione 82° Fiammifero per festeggiare il centenario della distilleria
25 Ottobre 2026
Invito a Neive: il 31 ottobre, con l’82° Fiammifero, festeggiamo cento anni di grappa, arte e tradizione.
Intervista a Lucio Scaratti.
Newsfood.com, 25 ottobre 2026
Romano Levi, i cento anni della distilleria a fuoco diretto, forse l’ultima in attività
di Giuseppe Danielli
Un rito che si ripete da 82 anni: Un fiammifero di legno, un foglio di giornale rigorosamente de “Il Sole24Ore”, un antico alambicco (senza strumenti: nessun termometro o manometro, solo la bravura del Maestro distillatore), il profumo delle vinacce e una storia di famiglia che attraversa un secolo. A Neive, nel cuore delle Langhe, sabato 31 ottobre 2026 alle ore 14:30 torna uno degli appuntamenti più particolari del mondo della grappa: l’accensione dell’82° Fiammifero della Distilleria Romano Levi.
Invito agli assaggi: Come da tradizione, l’ultimo sabato del mese di ottobre, si rinnovano assaggi gratuiti delle grappe, accompagnati da caldarroste, agnolotti, frittelle, vin brulè, salami, bagna cauda, dolcetti e l’immancabile Banda musicale

Non è una semplice cerimonia. Quel fuoco annuncia l’inizio della nuova stagione di distillazione, dopo l’arrivo delle vinacce, e rinnova il gesto compiuto nel 1945 da due giovani fratelli, Romano e Lidia Levi, rimasti orfani durante la guerra. Ma è anche la conclusione dei festeggiamenti del centenario della Distilleria fondata da Serafino Levi nel 1925.
La distilleria è diventata negli anni un luogo nel quale convivono produzione artigianale, memoria familiare e arte. Perché Romano Levi non era soltanto un distillatore: era anche l’autore di quelle straordinarie etichette scritte e disegnate a mano, oggi ricercate dai collezionisti, che hanno fatto viaggiare la sua Donna Selvatica ben oltre i confini delle Langhe.

Dal 1945 a oggi: il fuoco che non si è spento
La storia della famiglia Levi affonda le radici nella tradizione piemontese della distillazione. La fondazione ufficiale della distilleria di Neive risale al 1925, secondo la ricostruzione fornita per questa cartella stampa.
Nel 1937 Serafino Levi morì. Nel 1945, durante un bombardamento nei pressi della ferrovia di Neive, perse la vita anche la moglie Teresina Balbo. I figli Romano, nato nel 1928, e Lidia decisero di continuare l’attività.
Romano si dedicò alla distillazione, mantenendo un metodo artigianale legato all’alambicco a fuoco diretto; Lidia coltivò anche la conoscenza delle erbe e delle infusioni.
Negli anni il nome di Romano Levi si diffuse tra gli appassionati di grappa e tra quanti ne apprezzavano la sensibilità artistica. Un ruolo importante ebbe Luigi Veronelli, che contribuì a far conoscere il distillatore di Neive e il suo soprannome, «Grappaiol’angelico».
Romano morì nel 2008; Lidia nel 2010. Ma il loro mondo è rimasto vivo.
Oggi la distilleria è guidata da Luigi Schiappapietra e Lucio Scaratti, con Elisa Scaratti responsabile dell’area commerciale. Da circa quindici anni la gestione ha scelto di custodire il patrimonio storico, produttivo e artistico della famiglia, introducendo gli aggiornamenti necessari alla qualità del distillato.
L’alambicco a fuoco diretto e le vinacce che alimentano la fiamma
Uno degli aspetti più interessanti della distilleria è proprio il funzionamento dell’antico alambicco.
A differenza di molti impianti moderni, il sistema conservato a Neive utilizza il fuoco diretto. Per alimentarlo vengono impiegate le vinacce esauste, essiccate dopo la distillazione dell’anno precedente.
Un ciclo produttivo nel quale ciò che rimane dalla lavorazione torna a essere una risorsa energetica. La gestione della fiamma, i tempi di distillazione e il successivo invecchiamento in botti di legni diversi sono elementi fondamentali del metodo conservato dalla distilleria.
È una lavorazione poco adatta alle grandi quantità, ma proprio per questo rappresenta una scelta precisa: difendere un’identità produttiva che non può essere replicata semplicemente aumentando la capacità degli impianti.
Cinque domande a Lucio Scaratti

Per comprendere che cosa significhi oggi conservare questo patrimonio, abbiamo rivolto cinque domande a Lucio Scaratti, uno dei responsabili della Distilleria Romano Levi.
1. Che cosa rappresenta l’82° Fiammifero?
È la storia. Il fiammifero è il grande protagonista, rappresenta la riaccensione dell’alambicco in autunno, dopo l’arrivo delle nuove vinacce. È la continuità di un modo di produrre e di coinvolgere nell’evento la popolazione locale e non solo. L’82° Fiammifero fa riferimento alla prima accensione effettuata nel 1945 da Romano e Lidia Levi, rimasti orfani dopo la scomparsa dei genitori sul finire della guerra.
2. Quale eredità avete custodito e che cosa avete cambiato?
Abbiamo ereditato e cercato di mantenere la magia del posto antico, conservando l’aria artistica e genuina che si respira entrando in distilleria. Con i suoi ritmi e i suoi tempi. Ma abbiamo anche conservato e migliorato un modello produttivo unico, artigianale e “costoso”, che permette un distillato dal gusto esclusivo e irripetibile. Abbiamo ovviamente aggiornato e perfezionato tutte le fasi produttive per rendere la nostra grappa sempre unica e aderente all’evoluzione del gusto.
3. Perché conservare l’alambicco a fuoco diretto e le vinacce come combustibile?
È stata una nostra scelta quella di mantenere l’antico alambicco a fuoco diretto, ormai ultimo in Italia di questa dimensione e uno dei pochi in Europa. L’alambicco produce pochissimo, rispetto a strumenti più moderni, ma garantisce un distillato di grande pregio che il lungo invecchiamento (regola d’oro di Romano) in botti di essenze diverse arricchisce di profumi e fragranze uniche. La fiamma del distillatore è alimentata con le vinacce esauste e seccate della distillazione dell’anno precedente. Questo garantisce una fiamma regolare e costante, evitando dannosi sbalzi di temperatura. Alla fine tutto il combustibile diventa cenere e tutto torna alla natura.
4. Come mantenere vivo il patrimonio delle etichette e della Donna Selvatica?
La “Donna Selvatica” è un personaggio iconico delle Langhe creato da Romano e interpreta momenti, situazioni, umori ed eventi storici. Fa parte della storia di questo territorio e le etichette di Romano Levi l’hanno portata in giro per il mondo. L’arte di Romano affianca l’arte della grappa e noi, divulgando la nostra grappa, divulghiamo un modo di vivere e di sentire.
5. Che cosa vorrebbe trasmettere alle nuove generazioni?
Vorrei che non si disperdesse mai lo spirito e la poesia che ha alimentato la vita di Romano. Vorrei che, degustando un piccolo sorso della nostra grappa, le persone potessero apprezzarne il gusto e, socchiudendo gli occhi, ritrovare in quel sorso la storia di questo luogo e del suo territorio, ma anche il pensiero, la semplicità e lo spirito artistico che ha guidato la vita del “grappaiol angelico”: Romano Levi.
La Donna Selvatica: quando la bottiglia diventa un’opera d’arte
C’è un altro motivo per cui la Distilleria Romano Levi è conosciuta anche da chi non frequenta abitualmente il mondo della grappa: le etichette.
Romano le realizzava a mano, con scritte, disegni, dediche e figure che rendevano ogni bottiglia una testimonianza personale.
La più celebre è la Donna Selvatica, personaggio femminile diventato il simbolo del suo immaginario artistico. Una figura che accompagna pensieri, emozioni, incontri e racconti legati alla vita delle Langhe.
Queste etichette hanno dato origine a un fenomeno di collezionismo particolare: non si cerca soltanto una bottiglia rara, ma un disegno, una frase, un ricordo, un frammento della sensibilità di Romano.
Anche NewsfoodTV ha documentato negli anni le accensioni del fuoco e raccolto interviste, comprese testimonianze di collezionisti che avevano conosciuto personalmente Romano Levi. Un archivio audiovisivo che contribuisce a conservare la memoria di questo mondo.
Due mostre per raccontare un secolo di distilleria
L’accensione del 31 ottobre sarà accompagnata da due percorsi espositivi.
La «Mostra dei 100 anni», allestita in un palazzo storico di via Borgese, a Neive Alta, ripercorre la storia della distilleria, della famiglia Levi, della vita di Romano e della sua produzione artistica. Resterà aperta al pubblico fino alla fine di dicembre 2026.
È inoltre visitabile la mostra permanente «Casa della Donna Selvatica», in piazza Italia 1, a Neive.
Due occasioni per avvicinarsi a una vicenda che unisce cultura contadina, artigianato e creatività.
Un patrimonio da tramandare
La domanda più importante, forse, è proprio l’ultima che abbiamo rivolto a Lucio Scaratti: che cosa lasciare alle nuove generazioni?
La sua risposta parla di spirito, poesia, semplicità. Non soltanto di un prodotto.
È qui che il rito del fiammifero acquista il suo significato: mantenere vivo un mestiere, certo, ma anche il ricordo di chi lo ha praticato e di un modo di vivere che rischierebbe altrimenti di scomparire.
Sabato 31 ottobre, a Neive, basterà ancora una volta un piccolo fiammifero per accendere un grande racconto.
Giuseppe Danielli
BOX NEWSFOOD – 31 ottobre a Neive: dove, quando e perché
Evento: Accensione dell’82° Fiammifero della Distilleria Romano Levi. Per tutti: assaggi gratuiti delle grappe, accompagnati da caldarroste, agnolotti, frittelle, vin brulè, salami, bagna cauda, dolcetti; l’immancabile Banda musicale allieterà la festa.
Ingresso gratuito, senza prenotazione.
Quando: Sabato 31 ottobre 2026, ore 14:30. –
Dove: Distilleria Romano Levi, via XX Settembre 91, Neive (CN).
Perché: Il rito segna l’inizio della stagione di distillazione e ricorda la prima accensione dell’alambicco effettuata da Romano e Lidia Levi nel 1945.
Mostra temporanea: «Mostra dei 100 anni», via Borgese, Neive Alta. Aperta fino alla fine di dicembre 2026; orari e modalità di accesso da richiedere alla distilleria.
Mostra permanente: «Casa della Donna Selvatica» – Comune di Neive, piazza Italia 1, Neive (CN).
Distilleria Romano Levi
via XX Settembre 91,
Neive (CN) – tel. 0173 67271 –
info@distilleriaromanolevi.com
Qui a seguire articoli e video dell’accensione dell’81° fiammifero – ottobre 2025

Elisa Scaratti e il Maestro distillatore Fabrizio accendono l’81° fiammifero
Luigi Schiappapietra, Lucio Scaratti e il Sindaco di Neive Paolo Piccinelli
Clicca qui per vedere il secondo Video
Intervista a Lucio Scaratti e a Leonardo e Carlo Alberto Sagna
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Vedi anche:
Romano Levi in Newsfood.com (Clicca qui)
Romano Levi – Video e interviste (Clicca qui)
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