Verona: Il Bardolino Chiaretto e il formaggio Monte Veronese si sposano in osteria

Verona: Il Bardolino Chiaretto e il formaggio Monte Veronese si sposano in osteria

Un bicchier di vino, una scaglia di formaggio, una chiacchiera con gli amici, magari una partita a carte: sono gli ingredienti tipici dell’osteria, luogo d’aggregazione per eccellenza del
centro storico di Verona. Dal 16 al 25 aprile due delle eccellenze dell’agroalimentare della provincia scaligera, il Bardolino Chiaretto doc e il formaggio Monte Veronese dop,
invitano a riscoprire il piacere di trascorrere un momento di relax nelle tipiche osterie veronesi, unite in un circuito di dieci locali contraddistinti dalla proposta del classico vino rosato
del Garda veronese e del tipicissimo formaggio della Lessinia.

“Chiaretto e Monte Veronese in Osteria” è il titolo della rassegna con la quale i Consorzi di tutela del Bardolino e del Monte Veronese propongono ai veronesi e ai turisti di incontrare
le osterie Al Bersagliere (in via Dietro Pallone), Al Duomo (in via Duomo), Alla Corte (in piazzetta Ottolini), Bottega del Vino (in via Scudo di Francia), Carducci (in via Carducci),
Carroarmato (in vicolo Gatto), Le Petarine (in vicolo San Mamaso), Monte Baldo (in via Rosa), Sottoriva 23 (in via Sottoriva), Zampieri La Mandorla (in via Alberto Mario), compiendo una specie
di passeggiata alla ricerca di alcuni degli angoli più suggestivi della Verona Antica.

Quasi sulle tracce di quel cantore delle osterie veronesi che fu Hans Barth: fu lui che definì Verona la “grande osteria dei popoli”, invitando il lettore – era il 1921 e il suo libro,
la “Guida spirituale delle osterie italiane da Verona a Capri” usciva con la prefazione di D’Annunzio – a “pellegrinare dall’una all’altra cappelletta”, con l’osteria vista come un sacro
tempietto. Paragone per nulla sacrilego, perché a Verona, come diceva Paolo Monelli, “gli osti si sentono sacerdoti di una idea”, quella del buon bere e della compagnia. Custodi degli
ultimi luoghi nei quali i vecchi giocano alle carte accanto ai ragazzi che flirtano. Come ai tempi di Berto Barbarani, il poeta dei veronesi, che corteggiava la sua Nina “sentàdi a
l’osto”, seduti all’osteria.

In ognuna delle dieci osterie sarà possibile trovare almeno quattro o cinque diverse proposte di Chiaretto, il vino gardesano che sta riscuotendo da un paio d’anni un crescente e
straordinario successo di critica e di pubblico ( 60% nelle vendite nell’ultimo triennio) e un gustoso assaggio di formaggio Monte Veronese. E ad ogni tappa sarà possibile ricevere anche
una cartolina personalizzata che riproduce le immagini scattate dal fotografo trevigiano Renato Vettorato: una serie di foto d’autore da collezionare per riscoprire le luci dell’osteria tipica
di Verona.

 

paolagiagulli.it
Redazione Newsfood.com WebTv

Leggi Anche
Scrivi un commento