Venturi (Confesercenti): “Le imprese devono reagire e non cedere ai ricatti della mafia”

Venturi (Confesercenti): “Le imprese devono reagire e non cedere ai ricatti della mafia”

 

“La crisi economica rende ancora più pericolosa la mafia – ha dichiarato il presidente della Confesercenti durante il suo intervento nel corso della presentazione del
rapporto di SOS Impresa -.

E’ un allarme che ci sentiamo di lanciare in un momento nel quale la mafia imprenditrice rischia di usare le debolezze e le incertezze dell’economia per rafforzare le sue
posizioni. Occorre allora reagire con determinazione: serve un patto solenne per sancire una grande offensiva per la legalità. Su questo piano sono necessarie convergenze
maggioranza-opposizione sul piano politico ma anche un forte spirito unitario fra le rappresentanze delle forze sociali.

Una proposta immediata: creiamo un grande tutor antiracket collettivo a sostegno di Saviano che oggi rappresenta un forte simbolo della lotta alla criminalità organizzata.

Ma si istituisca anche un tutor antiracket che segua, non lasci sole, quelle imprese che con coraggio vogliono investire nel sud e che hanno diritto ad una tutela efficace.

Ed ancora: un albo “pizzo free” e corsie preferenziali nei confronti delle pubbliche amministrazioni per quegli imprenditori che non cedono ai ricatti mafiosi.

In una fase economica tanto difficile chiediamo al Governo più risorse per il fondo prevenzione che va spostato presso il Ministero degli Interni al fine di garantire un miglior
raccordo fra le risorse disponibili. Ma il Governo si deve attivare anche per evitare un restringimento del credito, per favorire mutui meno gravosi, per varare
rapidamente norme semplificatrici per la riabilitazione dei protestati, per istituire premi fiscali a chi denuncia i taglieggiamenti delle mafie.

Un altro aspetto non va sottovalutato: la crescita del fenomeno dell’abusivismo contro il quale è necessaria una rigorosa azione di contrasto.

Ma c’e’ un ruolo importante da svolgere anche per le banche in un periodo nel quale crescono i pericoli di usura indotti anche essi dalla crisi: agli istituti di
credito chiediamo una maggiore disponibilità a finanziare le pmi ed una azione puntuale di segnalazione delle operazioni sospette. Ciò che conta infatti è
mettere in campo uno sforzo solidale e forte capace di spezzare ogni legame fra le associazioni mafiose e la società. Le cifre sono impressionanti. Sia quelle che
testimoniano gli affari lucrosi della mafia, sia quelli che indicano il numero delle vittime delle organizzazioni criminali. Ecco perché noi riteniamo fondamentale una grande
azione che unisca le forze per il controllo del territorio e per ricacciare indietro le pretese mafiose sull’economia”.

 

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