Vendemmia 2015, dopo due anni mediocri… nessuna previsione, please!

Vendemmia 2015, dopo due anni mediocri… nessuna previsione, please!

Venerdì 21 agosto 2015

Sarà una vendemmia da Guiness dei Primati?
Da Nord a Sud tutte le voci e dichiarazioni tecniche parlano di una grande vendemmia 2015. Soprattutto si sente un grande sospiro di sollievo, dopo le ultime annate sicuramente più all’insegna della incertezza, della diversità da vitigno a vitigno, delle differenze fra regione e regione, fra zone più baciate dalla sorte e chi meno, spesso con una diffusa umidità.

Uva MoscatoLa prima lettura offerta fa ben sperare ma crediamo sia prematuro parlare di ottimi vini 2015. Crediamo sia meglio affidarci al buon senso dei tecnici e alla saggezza di chi ha vissuto tante vendemmie, dalla vigna alla cantina, fino alla tavola. Fra i tanti tecnici in giro per l’Italia in questi giorni, visto anche i blog sul web chiediamo un parere a Giampietro Comolli, accademico della vite-vino e manager dei più importanti consorzi di tutela italiani:

Comolli:-“Ogni vendemmia è un caso a se, per fortuna, giusto per dare quel valore a certi millesimi e non a tutti.  La produzione è un processo lento che dura minimo 140 giorni fino a 180 in cui componenti naturali, o esterne, possono condizionare. Non certo una pioggia di 10-20 mm dopo 35 giorni di siccità totale, in piena invaiatura, può modificare status e qualità e valore. Lo stesso valore economico dell’uva è un indice della qualità globale della vendemmia. In sintesi si può parlare di una annata prevendemmia all’insegna dell’ottimismo. Alcuni parametri tecnici positivi ci sono tutti, con le solite naturali eccezioni dovute a terreni più sottili, zone meno ventilate, esposizione eccessiva serale”.

Giampietro Comolli come è la situazione della vendemmia 2015?

Sicuramente lo stress idrico, se non prolungato, non determina carenze, soprattutto con un inverno nevoso, freddo, primavera piovosa, un inizio estate-preinvaiatura caldo e ventilato, nella quasi totalità della penisola. Certo i 30 gradi prolungati, in maturazione dell’uva, portano la pianta ad andare in letargo vegetativo per cui non è un bene, ma la durata deve essere lunga.
L’accumulo idrico e la profondità delle radici non crea problemi. Inoltre la sanità esterna e interna, la lucentezza e la misura degli acini, per varietà, sono quasi ottimali, da foto per i libri di viticoltura. Bisogna solo vedere se in qualche zona c’è stato un eccesso di interventi di presidio sanitario e con mezzi, metodi e prodotti si è intervenuto.

La fotosintesi è mattutina, quando l’aria è fresca, quindi il clima post ferragosto è sicuramente ideale: insolazione giornaliera, fresco e ventilato nelle prime ore. L’invaiatura è leggermente in anticipo. Meglio un leggero stress idrico non prolungato, che pioggerelle e umidità continua.

 

 Vogliamo parlare di territori del vino?

I primi a partire con la vendemmia sono sempre i distretti della spumantizzazione, ad eccezione dell’area Prosecco, perché è molto importante, per la presa di spuma e l’aggiunta dei lieviti, pigiare uve con un alto tasso di acidità complessiva, in particolare tartarico che conferisce durata al vino e salvaguardia profumi. Il primo grappolo di Chardonnay e Pinot Bianco  è stato tagliato in Franciacorta all’inizio della seconda settimana di agosto da parte della maggioranza delle aziende, ma c’è chi segue una tempistica diversa ed è entrato in vigna solo 10-12 giorni dopo per ottenere un titolo zuccherino più alto naturale, fortunati anche perché hanno preso le prime piogge molto utili ad accelerare i processi di accumulo nel grappolo. A seguire poi è toccato al Pinot Nero dell’Oltrepo Pavese, lo Chardonnay in Alta Langa, l’Erbaluce a Caluso in Piemonte, il Trebbiano in Romagna. La Sicilia in quasi tutte le annate è la regione che parte per prima, nei primi giorni di agosto è partita la vendemmia di Nero d’Avola e Grillo.

I primi dati parlano di una annata 2015 più produttiva, e al di fuori dalle zone spumanti?

In Piemonte sembra tutto molto vicino all’ottimo soprattutto per i tipi di terreni langaroli e del Monferrato, con meno neve invernale, inizio estate torrida, ma negli ultimi giorni fresco di notte. Bene il Moscato per l’Asti.  Quindi una settimana di anticipo circa sulla tabella scolastica dei tempi canonici di vegetazione, leggermente più produttiva rispetto al 2014, uve belle e molto sane.

negroamaro-in-spallieraIn Puglia già tutto partito per le uve bianche, mentre solo a fine agosto cadranno i primi grappoli di primitivo e Negroamaro.  Anche in Abruzzo le informazioni sono tutte girate al bello: precocità, sanità, + 5% produzione con raccolta già iniziata per le uva bianche e per Moscato e Pecorino. Solo a fine agosto inizia la vendemmia del Montepulciano. Tutto secondo le migliori situazioni anche in Trentino e Alto Adige seppur con un clima più fresco e piovoso che rimanda l’inizio vendemmia alla settimana dopo ferragosto, produzione scarsa per l’Atesino, produzione in crescita per la valle dell’Adige. Molto bene anche in Friuli per le uve bianche come Sauvignon e Pinot Grigio.

Benissimo in Liguria, ottimo andamento per il Cortese in Gavi e per la Malvasia e Ortrugo sui Colli Piacentini, soprattutto in Valtidone. Ancora due settimane almeno per raccogliere la Barbera e Bonarda dell’Oltrepò Piacentino destinate al vino Gutturnio. In Veneto già partita la vendemmia del moscato destinato alla spumantizzazione sui Colli Euganei e anche nella zona Veronese per il Lugana e il soave.

 Tutto ancora fermo per il Prosecco, ma i dati tecnici parlano di un avvio per la prossima settimana per il Doc nelle province di Venezia, Pordenone e Treviso. Rimandato all’1 di settembre il riempimento delle prime ceste della raccolta a mano del Valdobbiadene, Asolo, Conegliano Docg.

Nel veronese e in Sicilia si preparano gli ambienti per l’appassimento delle uve di Zibibbo, Corvina, Rondinella.

 

 

Vedi anche:
Wine, Food & Euro Marketing by Giampietro Comolli

 

Contatti: Redazione Newsfood.com

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