USA. L’attacco delle carpe asiatiche

USA. L’attacco delle carpe asiatiche

L’esercito degli Stati Uniti (per essere precisi, i reparti di genieri) contro le carpe giganti dall’Asia. No, non è la trama di qualche horror ecologico, ma la descrizione di quanto sta
avvenendo nello stato americano del Michigan.

L’obiettivo dei militari è impedire ai pesci di passare dal Mississippi ai Grandi Laghi: se riuscissero ad arrivarci, i pesci danneggerebbero grandemente la locale industria della pesca
(che fattura 7 mln di dollari annui) e, data la stazza non indifferente, ostacolerebbero la piccola navigazione.

La battaglia tra l’uomo e la carpa si combatte nel Canale artificiale di Chicago. Tale struttura, costruita nel 1922, collega infatti il Mississippi ed il lago Michigan, tramite i passaggi
intermedi del fiume Illinois e del Des Moines, e rappresenta l’ingresso principale per il sistema dei Laghi.

Inizialmente, le autorità avevano pensato ad una difesa “morbida”: una combinazione di barriere elettriche, costata circa 9 milioni di dollari ma rivelatosi insufficiente. Gli esperti
USA sono perciò corsi ai ripari, aumentando la potenza della struttura ed avvelenando le acque del Canale, con effetti devastanti sull’ecologia del luogo.

Quello che i genieri temono è che, data l’aggressivo espansionismo delle carpe asiatiche, l’unica contromossa efficace sarà chiudere il canale. Se ciò avverrà,
spiegano i tecnici militari, gli scarichi di Chicago (che attualmente defluiscono nel Mississippi) finirebbero nel lago Michigan, inquinandolo. Per ora, Jennifer Granholm, governatrice dello
Stato del Michigan, si è limitata od ordinare la chiusura di tre chiuse presso Chicago, di norma usate come punto di passaggio dalle navi in viaggio dal Mississippi verso nord.

La questione delle carpe asiatiche nasce negli Anni Settanta, quando alcuni itticoltori le importano dalla Thailandia, decisi a ripulire gli allevamenti di pesce gatto sfruttando le loro
caratteristiche naturali.

Ma, complici le alluvioni e gli allagamenti, le carpe sfuggirono al controllo, arrivando ne sistema del Mississippi, moltiplicandosi e prosperando.

Inoltre, la diffusione di tali creature non è solo un problema di ecologia e di economia.

Gli americani indicano con il termine di carpe asiatiche diverse specie, tra cui la carpa testagrossa (Hypophthalmichthys nobilis) e la carpa argentata (Hypophthalmichthys
molitrix
).

Le carpe argentate, che possono raggiungere i 18 chili, hanno guadagnato il soprannome di pesci volanti per la loro abitudine di compiere balzi in aria (fino a 3 metri) quando spaventate.
Ciò è particolarmente pericoloso per i passeggeri delle piccole imbarcazioni, spesso feriti dalla collisione tra la barca e la creatura. Secondo l’EPA (Evironmental Protection
Agency, l’agenzia governativa di protezione dell’ambiente), i danni più comuni includono “Tagli provocati dalle pinne, contusioni facciali, danni alla schiena e fratture ossee”.

Matteo Clerici

Leggi Anche
Scrivi un commento